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Procedura Civile

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Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
La Corte d'Appello ha rigettato la richiesta di risarcimento per responsabilità professionale avvocato avanzata da alcuni clienti. I ricorrenti lamentavano errori procedurali, tra cui la mancata produzione di una sentenza penale e l'omessa istanza di verificazione. Tuttavia, la Corte ha stabilito che, per ottenere il risarcimento, è necessario dimostrare che una diversa strategia legale avrebbe condotto con probabilità alla vittoria della causa, prova non fornita nel caso di specie.
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Responsabilità medica odontoiatrica e danno morale
La Corte d'Appello di Campobasso ha riformato parzialmente una sentenza di primo grado in materia di responsabilità medica odontoiatrica. Il Collegio ha riconosciuto il diritto della paziente alla restituzione dei compensi per interventi errati e, soprattutto, ha liquidato autonomamente il danno morale, evidenziando come la sofferenza interiore patita durante un intervento di implantologia durato oltre due ore debba essere risarcita separatamente dal danno biologico.
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Liquidazione controllata: la Corte apre la procedura
Una coppia di coniugi, ex imprenditori ora qualificabili come consumatori, ha impugnato il rigetto della domanda di liquidazione controllata. Il Tribunale aveva inizialmente negato l'accesso alla procedura per presunte incertezze sul debito e vizi formali. La Corte di Appello ha ribaltato la decisione, stabilendo che la liquidazione controllata deve essere aperta se sussiste il sovraindebitamento, indipendentemente da contestazioni su singoli beni.
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Contratti bancari: spese non pattuite e nullità
La Corte d'Appello ha esaminato un caso relativo a contratti bancari in cui il correntista contestava interessi usurari, anatocismo e spese non pattuite. Mentre le prime doglianze sono state respinte, i giudici hanno accertato l'illegittimità di addebiti per oltre 7.000 euro relativi a commissioni istruttorie non previste nel contratto originale, ordinandone lo storno e riformando la decisione sulle spese di lite.
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Provvigione mediazione: quando è dovuta all’agenzia
La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto alla provvigione mediazione per un'agenzia immobiliare che aveva messo in contatto venditori e acquirenti, nonostante l'affare si fosse concluso dopo la scadenza dell'incarico. La decisione si basa sulla sussistenza del nesso causale tra l'attività del mediatore e la compravendita finale.
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Responsabilità professionale medica: la sentenza
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di una struttura sanitaria per responsabilità professionale medica a seguito di un'infezione contratta post-intervento. La decisione si fonda sull'accertata mancanza di profilassi adeguata e sulla diagnosi tardiva di un'endoftalmite, che ha causato la perdita della vista alla paziente.
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Ripetizione indebito bancario: prova del fido
In un caso di ripetizione indebito bancario, la Corte d'Appello ha stabilito che l'esistenza di un fido può essere provata per presunzioni, influenzando il calcolo della prescrizione decennale delle rimesse solutorie effettuate dal correntista.
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Assicurazione furto mezzi agricoli e prova indennizzo
La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado in merito a una controversia su un'assicurazione furto mezzi agricoli. Un agricoltore sosteneva di aver restituito un indennizzo parziale per richiedere il valore totale del bene, ma non ha fornito prova certa del bonifico di storno. I giudici hanno dichiarato inammissibili i nuovi documenti presentati solo in appello, ribadendo il rigetto della domanda.
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Querela di falso e validità della scrittura privata
La Corte di Appello ha rigettato l'appello relativo a una querela di falso riguardante una scrittura privata. Il caso nasce dalla contestazione di un padre contro la figlia per un presunto riempimento abusivo di un foglio firmato, interpretato come rinuncia al credito. La Corte ha ritenuto valide le prove testimoniali che confermavano l'accordo tra le parti.
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Restituzione area cantiere: chi deve dare la prova?
La Corte di Appello analizza un caso di presunto mancato ripristino dei luoghi dopo lavori edili. Sebbene l'onere della prova della restituzione area cantiere spetti all'impresa, l'uso di prove fotografiche e documentali può confermare il corretto adempimento degli obblighi contrattuali, portando al rigetto della richiesta di penali.
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Patrocinio a spese dello Stato società commerciali
La Corte d'Appello ha rigettato l'opposizione di una società commerciale confermando la revoca del patrocinio a spese dello Stato società. Il beneficio è riservato esclusivamente a persone fisiche ed enti non profit, escludendo le realtà che perseguono scopi lucrativi. La decisione sottolinea inoltre il difetto di legittimazione attiva del socio unico e la mancanza di prove sulla sua situazione economica personale.
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Interessi Legge Pinto: applicazione del saggio legale
La Corte d'Appello ha respinto l'opposizione riguardante il calcolo degli interessi Legge Pinto. Il ricorrente chiedeva l'applicazione del saggio commerciale, ma i giudici hanno confermato che per le indennità da irragionevole durata del processo si applica solo il saggio legale ordinario, trattandosi di obbligazione non contrattuale.
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Decadenza beneficio del termine e ritardo pagamenti
La Corte d'Appello conferma la revoca di un decreto ingiuntivo poiché un ritardo di soli cinque giorni nel pagamento di una rata non integra la decadenza beneficio del termine. La creditrice, avendo agito nonostante il pagamento fosse già avvenuto, è stata condannata per lite temeraria ex art. 96 CPC, non avendo provato l'essenzialità del termine pattuito nella transazione.
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Insinuazione tardiva di credito: stop alla prescrizione
L'insinuazione tardiva di credito rappresenta uno strumento fondamentale quando emergono debiti contributivi non prescritti grazie a procedure di condono. La Corte d'Appello ha stabilito che la domanda di sanatoria sospende i termini di prescrizione, permettendo la legittima ammissione al passivo fallimentare dei crediti previdenziali e delle relative sanzioni.
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Riconoscimento del debito: assegni e prova del credito
La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione di primo grado, stabilendo che l'emissione di assegni insoluti, corrispondenti esattamente all'importo delle fatture, integra un riconoscimento del debito. Nonostante la mancanza di firme sui documenti di trasporto, il comportamento del debitore e il principio di non contestazione hanno confermato la validità del decreto ingiuntivo opposto.
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Iscrizione REA: prova dell’attività d’impresa
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della richiesta di ripristino dell'iscrizione REA come impresa attiva per una società che non ha fornito prova dell'effettivo esercizio dell'attività. Sebbene alcune cancellazioni precedenti fossero invalide, il ripristino non è automatico poiché i dati del Repertorio devono corrispondere alla realtà dei fatti.
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Patto di riservato dominio e opponibilità ai terzi
La Corte d'Appello ha riformato una sentenza in materia di vendita di beni mobili. Il caso riguardava la validità di un patto di riservato dominio non trascritto e la successiva restituzione delle attrezzature a un fornitore terzo. Mentre il tribunale di primo grado aveva condannato l'acquirente al risarcimento, i giudici d'appello hanno stabilito che, essendoci stato un accordo trilaterale per la restituzione dei beni, non sussiste alcuna condotta colposa né danno risarcibile a carico dell'acquirente.
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Compensazione legale: operatività tra crediti diversi
La Corte d'Appello conferma la legittimità della compensazione legale tra il credito per spese legali intimato con precetto e un controcredito derivante dalla restituzione di somme pagate in eccesso. Anche in assenza di una condanna espressa, il credito è compensabile se risulta certo, liquido ed esigibile dall'interpretazione della sentenza.
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Simulazione assoluta: guida alla tutela del credito
La Corte d'Appello ha accolto il ricorso di una creditrice contro una compravendita immobiliare fittizia tra coniugi. Attraverso la prova della simulazione assoluta, basata su presunzioni come il prezzo esiguo e il possesso mantenuto dal venditore, l'atto è stato dichiarato nullo, permettendo il recupero forzoso del credito.
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Revocazione errore di fatto: criteri e limiti
La Corte d'Appello ha respinto un'istanza di revocazione errore di fatto proposta da una compagnia assicuratrice. La società lamentava che i giudici avessero ignorato l'incapienza del massimale dovuta a precedenti pagamenti. La Corte ha stabilito che non si trattava di una svista materiale, ma di una valutazione giuridica su un punto che era stato oggetto di dibattito, escludendo così i presupposti del ricorso straordinario.
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