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Procedimento disciplinare notaio: il termine non scade

Un notaio veniva sanzionato dal Consiglio Notarile per aver assunto dipendenti di un collega senza preavviso. La Corte d’Appello annullava la sanzione per un presunto ritardo nell’avvio del procedimento. La Corte di Cassazione, con una decisione innovativa, ha annullato la sentenza d’appello, stabilendo che il termine per l’avvio del procedimento disciplinare notaio è ordinatorio e non perentorio. Di conseguenza, un semplice ritardo non comporta la decadenza dell’azione, essendo la prescrizione l’unico limite temporale.

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Pubblicato il 25 gennaio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Procedimento Disciplinare Notaio: la Cassazione afferma che il ritardo non causa decadenza

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di procedimento disciplinare notaio, chiarendo che il termine ‘senza indugio’, previsto dalla legge per l’avvio dell’azione, ha natura ordinatoria e non perentoria. Questo significa che un eventuale ritardo da parte del Consiglio Notarile non comporta automaticamente la decadenza dell’azione disciplinare. Analizziamo insieme i dettagli di questa importante decisione.

I Fatti del Caso: Un Conflitto Deontologico tra Notai

La vicenda trae origine dalla segnalazione di un notaio al proprio Consiglio Notarile di riferimento. Il professionista lamentava che un collega aveva assunto due suoi dipendenti senza averlo preventivamente informato, violando così i principi di leale collaborazione e correttezza professionale sanciti dal Codice Deontologico. A seguito di accertamenti, il Consiglio Notarile aveva riscontrato un vero e proprio modus operandi da parte del secondo notaio, che aveva effettuato cinque assunzioni di personale proveniente da altri studi senza contattare i precedenti datori di lavoro.

Per questa ragione, la Commissione Regionale di Disciplina irrogava al notaio la sanzione della censura per violazione della Legge Notarile e degli articoli 19 e 20 del Codice Deontologico.

La Decisione della Corte d’Appello

Il notaio sanzionato impugnava la decisione dinanzi alla Corte d’Appello, la quale accoglieva il reclamo e annullava il provvedimento disciplinare. La Corte territoriale basava la sua decisione principalmente su due argomenti:

1. Violazione del termine ‘senza indugio’: La Corte riteneva che il Consiglio Notarile avesse avviato il procedimento con un ritardo ingiustificato, violando l’obbligo di agire ‘senza indugio’ imposto dall’art. 153 della Legge Notarile. Questo ritardo, secondo i giudici d’appello, determinava la decadenza del potere sanzionatorio.
2. Merito della violazione: La Corte escludeva la violazione deontologica, sostenendo che l’obbligo di informare il collega non sussiste quando i dipendenti hanno già rassegnato le dimissioni e il loro precedente rapporto di lavoro è cessato.

Il Consiglio Notarile proponeva quindi ricorso per cassazione avverso tale ordinanza.

Il Procedimento Disciplinare Notaio secondo la Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Consiglio Notarile, cassando con rinvio la decisione della Corte d’Appello. Il punto centrale e innovativo della pronuncia riguarda l’interpretazione del termine ‘senza indugio’ per l’avvio del procedimento disciplinare notaio.

Contrariamente a quanto stabilito dalla Corte d’Appello e superando un proprio precedente orientamento, la Suprema Corte ha affermato con chiarezza che i termini della fase amministrativa del procedimento disciplinare notarile sono ordinatori, non perentori. La mancanza di un’espressa qualificazione legislativa in senso perentorio impedisce di far derivare dalla loro inosservanza la decadenza o l’estinzione del potere disciplinare.

Le Motivazioni della Sentenza

La Corte Suprema ha motivato la sua decisione sulla base di una solida argomentazione giuridica. I giudici hanno sottolineato che, in assenza di una norma che preveda espressamente la decadenza, l’espressione ‘senza indugio’ deve essere interpretata come un’indicazione di celerità, volta a tutelare il professionista da un’eccessiva pendenza del procedimento e a garantire il suo diritto di difesa. Tuttavia, essa non costituisce un limite temporale invalicabile.

L’unico vero limite all’esercizio dell’azione disciplinare, ribadisce la Corte, è la prescrizione dell’illecito. Finché la prescrizione non è maturata, il Consiglio Notarile può legittimamente avviare il procedimento, anche se è trascorso un certo lasso di tempo dalla conoscenza dei fatti. La Corte ha ritenuto che la decisione d’appello, dichiarando la decadenza, fosse errata in diritto. Di conseguenza, ha annullato tale decisione, specificando che le valutazioni sul merito della vicenda erano state formulate ad abundantiam (in via secondaria) e dovevano essere rivalutate dal giudice del rinvio.

Conclusioni

Questa sentenza segna un punto di svolta nell’interpretazione delle norme sul procedimento disciplinare notaio. Viene riaffermata la natura ordinatoria dei termini procedurali, garantendo che le violazioni deontologiche possano essere perseguite senza che ritardi procedurali, pur se non auspicabili, possano costituire un ostacolo insormontabile. La palla passa ora nuovamente alla Corte d’Appello, che dovrà riesaminare il caso nel merito, concentrandosi esclusivamente sulla sussistenza o meno della violazione deontologica contestata al notaio, alla luce dei principi stabiliti dalla Cassazione.

Un ritardo nell’avvio di un procedimento disciplinare da parte del Consiglio Notarile ne causa la nullità?
No. Secondo la Corte di Cassazione, il ritardo non causa la decadenza dell’azione disciplinare, poiché il termine ‘senza indugio’ previsto dalla legge è ordinatorio e non perentorio. L’unico limite temporale è la prescrizione dell’illecito.

Qual è la differenza tra termine ordinatorio e termine perentorio in un procedimento disciplinare?
Un termine perentorio, se non rispettato, comporta la perdita del diritto di compiere l’atto (decadenza). Un termine ordinatorio, come quello per l’avvio del procedimento disciplinare notarile, funge da indicazione di celerità, ma la sua inosservanza non invalida il procedimento stesso.

La Corte di Cassazione si è pronunciata sul comportamento del notaio?
No, la Corte non ha esaminato il merito della condotta. Ha annullato la decisione della Corte d’Appello basata su un errore procedurale (l’errata interpretazione del termine ‘senza indugio’) e ha rinviato il caso a un’altra sezione della stessa Corte d’Appello per una nuova valutazione dei fatti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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