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Prescrizione risarcimento danni: novità Cassazione

La Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione risarcimento danni in ambito finanziario. Due investitori avevano citato un istituto di credito per la perdita totale del capitale investito in obbligazioni estere poi andate in default. Mentre il Tribunale aveva dichiarato prescritto il diritto, la Corte d’Appello aveva riconosciuto il risarcimento, fissando la decorrenza del termine decennale dalla data del default e non da quella dell’acquisto. La Suprema Corte, ravvisando la particolare rilevanza della questione sul momento in cui il danno diventa conoscibile e azionabile, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Bancario, Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Prescrizione risarcimento danni: il nodo della decorrenza negli investimenti

La questione della prescrizione risarcimento danni rappresenta uno dei temi più dibattuti nel diritto bancario, specialmente quando riguarda titoli finanziari complessi finiti in default. La recente ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione mette in luce l’incertezza interpretativa sul momento esatto in cui un investitore deve attivarsi per non perdere il diritto a essere risarcito.

I fatti di causa

Il caso trae origine dall’acquisto di obbligazioni estere ad alto rischio effettuato da due risparmiatori nel 2003. A seguito del fallimento della società emittente avvenuto nel 2008, gli investitori hanno agito contro la banca solo nel 2014, lamentando la violazione degli obblighi informativi. Il punto centrale della disputa riguarda il calcolo dei dieci anni previsti dalla legge: il termine inizia a decorrere dal momento dell’acquisto (2003) o dal momento del fallimento dei titoli (2008)? Se si seguisse la prima tesi, l’azione sarebbe prescritta; con la seconda, il diritto sarebbe ancora esercitabile.

La decisione della Corte d’Appello

In secondo grado, i giudici hanno accolto parzialmente le richieste dei risparmiatori. La Corte territoriale ha stabilito che la prescrizione risarcimento danni non può iniziare a decorrere finché il danno non si manifesta all’esterno in modo oggettivo. Nel caso di specie, tale momento coincide con il default dell’emittente, poiché solo allora l’investitore ha la certezza della perdita del capitale. Di conseguenza, la banca è stata condannata a risarcire il danno, parametrato alla perdita subita al netto delle cedole riscosse.

Analisi del conflitto giuridico

L’istituto di credito ha impugnato la decisione sostenendo che l’eventuale inadempimento agli obblighi informativi si sarebbe consumato al momento della stipula del contratto. Secondo questa visione, il diritto al risarcimento sorgerebbe immediatamente, rendendo l’azione tardiva. La Cassazione, tuttavia, rileva come esistano diversi orientamenti giurisprudenziali sulla conoscibilità del danno e sulla distinzione tra responsabilità contrattuale e precontrattuale in ambito di intermediazione finanziaria.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha ritenuto che la questione del dies a quo per la prescrizione risarcimento danni sia di particolare rilevanza sociale ed economica. Le motivazioni risiedono nella necessità di uniformare l’interpretazione dell’art. 2935 c.c. in relazione ai contratti di investimento. La Corte deve chiarire se il danno sia da considerarsi ‘insito’ nell’acquisto di un titolo inadeguato o se diventi ‘giuridicamente rilevante’ solo quando il rischio si concretizza nell’insolvenza dell’emittente. Data la complessità, il collegio ha preferito non decidere in camera di consiglio, rimettendo la causa alla pubblica udienza.

Le conclusioni

Le conclusioni di questo provvedimento aprono la strada a una possibile pronuncia chiarificatrice che impatterà su migliaia di risparmiatori. Se la Cassazione confermerà che la prescrizione risarcimento danni decorre dal default, la tutela dei consumatori risulterà notevolmente rafforzata, impedendo alle banche di eccepire il decorso del tempo basandosi su una data (quella dell’investimento) in cui il risparmiatore spesso non ha ancora percezione del pericolo reale. Resta fondamentale per gli investitori monitorare costantemente lo stato dei propri titoli per agire tempestivamente.

Quando inizia a decorrere la prescrizione per il risarcimento danni da investimenti?
Il dibattito è aperto tra chi sostiene decorra dalla data di acquisto dei titoli e chi, come la Corte d’Appello in questo caso, ritiene decorra dal momento del default dell’emittente.

Cosa succede se la banca non informa correttamente sui rischi?
La banca incorre in un inadempimento contrattuale che obbliga al risarcimento del danno, a meno che non provi di aver fornito tutte le informazioni necessarie.

Perché la Cassazione ha rinviato la causa alla pubblica udienza?
Per la particolare rilevanza della questione giuridica sulla prescrizione, che necessita di un orientamento uniforme visti i numerosi casi simili pendenti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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