LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Prescrizione crediti lavoro: quando decorre il termine?

Un’azienda del settore trasporti ha contestato una sentenza che riconosceva a un dipendente il diritto al calcolo dell’anzianità maturata durante l’apprendistato. Il ricorso in Cassazione si basava sulla decorrenza della prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che, in assenza di un regime di piena stabilità del posto di lavoro, la prescrizione crediti lavoro rimane sospesa per tutta la durata del rapporto e inizia a decorrere solo dalla sua cessazione.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 18 febbraio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Prescrizione Crediti Lavoro: La Cassazione Conferma la Sospensione in Assenza di Stabilità Reale

Con la recente ordinanza n. 30066/2023, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi su un tema cruciale nel diritto del lavoro: la decorrenza della prescrizione crediti lavoro. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: in assenza di un regime di stabilità occupazionale che protegga efficacemente il lavoratore dal licenziamento, il termine di prescrizione per i crediti retributivi rimane sospeso per tutta la durata del rapporto. Analizziamo insieme la vicenda e le importanti conclusioni dei giudici.

I Fatti di Causa: Dall’Apprendistato al Riconoscimento dell’Anzianità

La controversia ha origine dalla richiesta di un lavoratore di vedersi riconosciuta, ai fini degli aumenti periodici di anzianità, l’intera durata del suo precedente contratto di apprendistato. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano dato ragione al dipendente, dichiarando la nullità delle clausole del contratto collettivo e di un accordo sindacale che escludevano tale computo. I giudici di merito avevano quindi condannato l’azienda datrice di lavoro, un’importante società del settore ferroviario, al pagamento delle differenze retributive maturate.

La Questione della Prescrizione Crediti Lavoro in Cassazione

L’azienda ha proposto ricorso per cassazione, non contestando più la questione dell’anzianità, ma sollevando un’eccezione di prescrizione. Secondo la tesi della società, a seguito delle riforme del mercato del lavoro introdotte nel 2012 (legge n. 92), il lavoratore godrebbe di una ‘tutela forte’ contro i licenziamenti. Tale stabilità, a dire della ricorrente, eliminerebbe il cosiddetto metus, ovvero il timore del dipendente di essere licenziato per aver rivendicato i propri diritti. Di conseguenza, la prescrizione dei crediti di lavoro dovrebbe decorrere regolarmente anche in costanza di rapporto e non rimanere sospesa fino alla sua cessazione.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha respinto categoricamente il ricorso, definendolo infondato. I giudici hanno richiamato un solido e recente orientamento giurisprudenziale (in particolare la sentenza Cass. n. 26246 del 2022) per cui il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, così come modulato dalle riforme del 2012 e del 2015 (Jobs Act), non è assistito da un regime di stabilità reale.

La Corte ha specificato che la mancanza di una predeterminazione certa delle ipotesi di licenziamento e di una tutela pienamente reintegratoria non consente di considerare superato quello stato di soggezione psicologica del lavoratore che giustifica la sospensione della prescrizione. In altre parole, il timore di subire ritorsioni, come un licenziamento, è ancora presente e concreto. Pertanto, per tutti i diritti che non risultano già prescritti al momento dell’entrata in vigore della legge n. 92 del 2012, il termine di prescrizione (quinquennale per i crediti di lavoro, ai sensi dell’art. 2948, n. 4 c.c.) inizia a decorrere solo ed esclusivamente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Le Conclusioni

La decisione in esame consolida un principio di fondamentale importanza a tutela dei lavoratori. La Cassazione, con la sua funzione nomofilattica, ha chiarito che le modifiche legislative degli ultimi anni non hanno introdotto un livello di stabilità occupazionale tale da modificare le regole sulla decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi. Il lavoratore può quindi far valere i propri diritti economici anche a distanza di anni, senza il timore che questi si estinguano durante il rapporto di lavoro, potendo agire legalmente entro cinque anni dalla sua conclusione. Questa ordinanza rappresenta una garanzia essenziale per l’effettività dei diritti dei dipendenti nel nostro ordinamento.

Quando inizia a decorrere la prescrizione per i crediti di lavoro?
Secondo la Corte di Cassazione, il termine di prescrizione per i crediti di lavoro inizia a decorrere solo dalla data di cessazione del rapporto, poiché durante lo svolgimento dello stesso non sussiste un regime di stabilità tale da eliminare il timore di ritorsioni da parte del datore di lavoro.

Le riforme del 2012 e 2015 (Jobs Act) hanno introdotto una stabilità del rapporto di lavoro sufficiente a far decorrere la prescrizione durante il rapporto stesso?
No. La Corte ha stabilito che le normative introdotte dalla Legge n. 92/2012 e dal D.lgs. n. 23/2015 non hanno creato un regime di stabilità reale e adeguata. Pertanto, la regola della sospensione della prescrizione in costanza di rapporto rimane valida.

Il periodo di apprendistato è valido per il calcolo dell’anzianità di servizio?
Sebbene la Cassazione si sia concentrata sulla prescrizione, ha rigettato il ricorso contro una sentenza di secondo grado che aveva confermato il diritto del lavoratore al pieno riconoscimento dell’anzianità maturata durante l’apprendistato ai fini degli scatti retributivi, dichiarando nulle le clausole contrattuali contrarie.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati