LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Prescrizione cartella esattoriale: si può sempre agire

Un automobilista si oppone a un’intimazione di pagamento per una multa stradale, sostenendo l’avvenuta prescrizione del credito. I giudici di merito respingono la sua richiesta perché non aveva impugnato la cartella di pagamento originaria. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione, ha stabilito un principio fondamentale: la prescrizione della cartella esattoriale può essere fatta valere in qualsiasi momento con un’opposizione all’esecuzione, in quanto estingue il diritto stesso del creditore a procedere alla riscossione.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Prescrizione Cartella Esattoriale: Diritto di Opposizione Senza Limiti di Tempo

Ricevere un’intimazione di pagamento per una vecchia multa può generare ansia e confusione, specialmente se si credeva che il debito fosse ormai superato. Molti si chiedono se sia troppo tardi per agire, soprattutto se non hanno mai contestato la cartella di pagamento originaria. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale: la prescrizione cartella esattoriale è un diritto che può essere fatto valere sempre, perché estingue alla radice la pretesa del creditore.

I Fatti del Caso

Una cittadina riceveva nel 2018 un’intimazione di pagamento relativa a una sanzione per violazione del Codice della Strada risalente al 2008. La contribuente decideva di opporsi, sostenendo che il credito fosse ormai prescritto. In particolare, evidenziava che tra la data di notifica del verbale di accertamento e la data di notifica della successiva cartella di pagamento erano trascorsi più di cinque anni, termine previsto dalla legge per la prescrizione di tali crediti.

Il Percorso Giudiziario: Dai Tribunali di Merito alla Cassazione

Sia il Giudice di Pace che il Tribunale in sede di appello respingevano il ricorso della cittadina. Secondo i giudici di merito, l’eccezione di prescrizione avrebbe dovuto essere sollevata impugnando tempestivamente la cartella di pagamento. Non avendolo fatto, la cartella era diventata definitiva e il diritto di contestare la prescrizione era venuto meno. In pratica, per i primi due gradi di giudizio, la mancata opposizione alla cartella aveva sanato il vizio e reso il credito esigibile. La cittadina, non arrendendosi, portava il caso dinanzi alla Corte di Cassazione.

La Prescrizione della Cartella Esattoriale e il Principio della Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della contribuente, ribaltando completamente le sentenze precedenti e affermando un principio di fondamentale importanza per la tutela del debitore. I giudici hanno chiarito che bisogna distinguere tra la contestazione della regolarità formale degli atti di riscossione e la contestazione del diritto stesso del creditore a procedere.

La prescrizione della cartella esattoriale rientra in questa seconda categoria. Si tratta di un fatto estintivo del credito: se il diritto si è prescritto, il creditore non ha più il potere di richiederne il pagamento. Questa contestazione può essere sollevata tramite l’opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.), un rimedio che non ha limiti di tempo e può essere esperito fino a quando l’esecuzione non è conclusa.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte ha spiegato che la tesi dei giudici di merito creerebbe un effetto “distorto”, ovvero quello di “rimettere in termini” il creditore, consentendogli di riscuotere un credito che la legge considera estinto. La prescrizione, maturata prima della notifica della cartella, è un fatto che toglie fondamento alla pretesa creditoria. Di conseguenza, il debitore ha sempre il diritto di farla valere, anche se non ha impugnato la cartella di pagamento.

Il Tribunale avrebbe dovuto verificare se, come sostenuto dalla cittadina, il termine quinquennale fosse effettivamente decorso tra il primo atto (verbale) e l’atto interruttivo successivo (la cartella). La mancata impugnazione della cartella non impedisce di sollevare l’eccezione in un momento successivo, opponendosi all’intimazione di pagamento, che funge da preavviso di pignoramento. La Corte ha richiamato i principi già espressi dalle Sezioni Unite, secondo cui tutti i fatti estintivi del credito sorti prima o dopo la formazione del titolo esecutivo possono essere dedotti con l’opposizione all’esecuzione.

Le Conclusioni

Questa ordinanza rafforza un principio cardine a tutela dei cittadini. Il decorso della prescrizione estingue il debito, e questa estinzione può essere fatta valere in qualsiasi fase della riscossione, contestando il diritto stesso dell’ente a procedere. Non è necessario aver impugnato la cartella esattoriale nei termini per poter eccepire, in seguito, la prescrizione del credito. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio al Tribunale, che dovrà riesaminare il caso applicando questo fondamentale principio di diritto.

È possibile contestare la prescrizione di una multa se non ho impugnato la cartella di pagamento originale?
Sì. La Corte di Cassazione ha chiarito che l’avvenuta prescrizione del credito è un fatto estintivo che può essere fatto valere in qualsiasi momento con l’opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.), poiché contesta il diritto stesso del creditore a procedere, indipendentemente dalla mancata impugnazione della cartella.

Qual è il termine di prescrizione per le sanzioni amministrative come le multe stradali?
Il termine di prescrizione previsto dalla legge (art. 28 della L. 689/1981) per le sanzioni amministrative pecuniarie, incluse le multe per violazioni del Codice della Strada, è di cinque anni.

Cosa avrebbe dovuto fare il giudice secondo la Cassazione?
Secondo la Corte, il giudice di merito avrebbe dovuto verificare se il credito si fosse effettivamente prescritto nel periodo intercorso tra la notifica del verbale di accertamento e la notifica della cartella di pagamento, senza considerare preclusiva la mancata impugnazione di quest’ultima.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati