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Prelazione agraria: certificato essenziale per sospendere

La Corte di Cassazione ha stabilito che un coltivatore confinante decade dal diritto di prelazione agraria se non versa il prezzo entro il termine trimestrale. La sospensione di tale termine, in attesa di un mutuo, è possibile solo presentando un certificato dell’Ispettorato dell’Agricoltura che attesti l’avvio dell’istruttoria. La mancanza di questo documento costituisce un vizio procedurale che impedisce la sospensione, rendendo tardivo il pagamento e inefficace la richiesta di riscatto del fondo.

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Pubblicato il 29 agosto 2025 in Diritto Civile, Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Prelazione Agraria: La Mancata Certificazione Blocca la Sospensione del Pagamento

L’esercizio del diritto di prelazione agraria è un meccanismo fondamentale per favorire l’accorpamento dei fondi agricoli e consolidare le imprese coltivatrici. Tuttavia, il suo esercizio è subordinato a requisiti procedurali molto stringenti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale: la semplice richiesta di un mutuo agrario non basta a sospendere il termine per il pagamento del prezzo. È necessaria una specifica certificazione, la cui assenza può comportare la perdita definitiva del diritto.

I Fatti del Caso

La vicenda ha origine da un contratto preliminare per la vendita di un fondo rustico. Il venditore si rifiutava di stipulare l’atto definitivo, sostenendo che un coltivatore confinante avesse esercitato il proprio diritto di prelazione agraria. Successivamente, il venditore vendeva comunque il fondo all’originario promissario acquirente, ma a un prezzo superiore.

Il confinante, che riteneva di aver validamente esercitato la prelazione, interveniva nel giudizio. Egli sosteneva di aver comunicato al venditore l’intenzione di acquistare e di aver avviato le pratiche per un mutuo, chiedendo così la sospensione del termine di pagamento del prezzo. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello, però, gli davano torto, dichiarandolo decaduto dal diritto per non aver pagato il prezzo entro il termine di tre mesi, come previsto dalla legge.

La Decisione della Corte di Cassazione e le Regole sulla Prelazione Agraria

La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, rigettando il ricorso del coltivatore. Il punto centrale della controversia era se la comunicazione di aver richiesto un mutuo fosse sufficiente a sospendere il termine per il pagamento.

Il Ruolo del Certificato dell’Ispettorato

La legge (art. 8 della L. 590/1965) prevede che il termine di tre mesi per il versamento del prezzo possa essere sospeso fino a un massimo di un anno se il coltivatore dimostra di aver presentato domanda di mutuo. Tuttavia, la norma richiede una prova specifica: un certificato dell’Ispettorato provinciale dell’agricoltura che attesti che la domanda di mutuo sia stata ammessa all’istruttoria. Nel caso di specie, il ricorrente non aveva prodotto tale certificazione, limitandosi a inviare una semplice comunicazione. Questa mancanza è stata ritenuta decisiva per escludere la sospensione del termine.

La Distinzione tra Vizio Procedurale e Contestazione del Diritto

Il ricorrente invocava un’altra norma (L. n. 2/1979), secondo cui, in caso di contestazione sul diritto, il termine per il pagamento decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che lo riconosce. La Cassazione ha però chiarito che questa disposizione si applica solo quando la disputa riguarda l’esistenza stessa del diritto sostanziale (ad esempio, se il soggetto possiede o meno la qualifica di coltivatore diretto). Non si applica, invece, a casi come questo, dove il problema è l’inosservanza di un requisito procedimentale per l’esercizio del diritto, come la mancata presentazione del certificato necessario per la sospensione del termine.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte ha motivato la sua decisione sottolineando la differenza fondamentale tra una contestazione sull’esistenza del diritto al riscatto e l’inosservanza di un distinto profilo procedimentale. L’onere di presentare il certificato dell’Ispettorato non è un mero formalismo, ma un requisito essenziale previsto dalla legge per bilanciare l’interesse del prelazionante a ottenere la liquidità necessaria e quello del venditore a non rimanere vincolato per un tempo indefinito. La mancata produzione del documento ha impedito l’operatività della sospensione, facendo sì che il termine trimestrale per il pagamento scadesse. Di conseguenza, il mancato versamento del prezzo entro tale termine ha determinato la decadenza dal diritto di prelazione.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale per chi intende avvalersi della prelazione agraria: la massima attenzione non deve essere posta solo sui requisiti soggettivi e oggettivi, ma anche e soprattutto sugli adempimenti procedurali. La richiesta di un mutuo agrario per finanziare l’acquisto è una prassi comune, ma per ottenere la sospensione del termine di pagamento è indispensabile attivarsi per ottenere e produrre tempestivamente il certificato dell’Ispettorato. In sua assenza, il diritto di prelazione, pur legittimamente esercitato, rischia di svanire per il semplice decorso del tempo, con conseguenze economiche e giuridiche irreversibili.

È possibile sospendere il termine per il pagamento del prezzo nella prelazione agraria semplicemente comunicando di aver richiesto un mutuo?
No, la comunicazione non è sufficiente. È indispensabile presentare un certificato dell’Ispettorato provinciale dell’agricoltura che attesti l’ammissione della domanda di mutuo all’istruttoria, come richiesto dalla L. n. 590 del 1965.

La legge che sposta il termine di pagamento alla fine di una causa si applica anche se il problema è un vizio formale nella richiesta di sospensione?
No. La Corte di Cassazione ha chiarito che quella norma (L. n. 2/1979) si applica solo quando c’è una contestazione sull’esistenza stessa del diritto di riscatto (ad esempio, sulla qualifica di coltivatore diretto), non quando si tratta di un’inosservanza di una prescrizione procedurale come la mancata presentazione di un certificato.

Cosa succede se il coltivatore che esercita la prelazione non rispetta il termine trimestrale per il pagamento del prezzo?
Il coltivatore decade dal diritto di prelazione. Il mancato pagamento entro il termine previsto dalla legge, se non validamente sospeso, rende inefficace l’esercizio del diritto e la successiva richiesta di riscatto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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