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Perequazione pensionistica: stop con lo zainetto

La Corte di Cassazione ha stabilito che la perequazione pensionistica non è dovuta per i periodi successivi alla liquidazione del trattamento in un’unica soluzione capitale (cosiddetto zainetto). Poiché la capitalizzazione estingue l’obbligazione periodica, viene meno anche il diritto ai futuri adeguamenti monetari automatici.

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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Perequazione pensionistica: gli effetti della liquidazione in capitale

Il tema della perequazione pensionistica rappresenta da anni un terreno di scontro tra istituti bancari, fondi pensione e lavoratori. La questione centrale riguarda la possibilità di continuare a percepire gli adeguamenti al costo della vita anche dopo aver scelto di liquidare l’intera pensione integrativa in un’unica soluzione capitale, il cosiddetto “zainetto”.

Il caso analizzato

Alcuni ex dipendenti di un importante istituto di credito avevano citato in giudizio la società e il relativo fondo pensione aziendale. I lavoratori, pur avendo già ricevuto la liquidazione totale del proprio trattamento pensionistico in capitale (in date comprese tra il 2002 e il 2005), richiedevano il pagamento delle differenze maturate a titolo di perequazione pensionistica per gli anni successivi, specificamente per il periodo 2006-2014.

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano inizialmente accolto le domande degli ex dipendenti, ritenendo che il diritto alla perequazione persistesse nonostante la scelta della capitalizzazione. Tuttavia, la società e il fondo hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la violazione delle norme sull’estinzione delle obbligazioni e sull’interpretazione dei contratti.

La decisione della Corte di Cassazione sulla perequazione pensionistica

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’istituto bancario, ribaltando l’orientamento dei giudici di merito. Il Collegio ha chiarito che, nel sistema della previdenza complementare, la scelta di percepire il trattamento in somma capitale una tantum determina l’estinzione definitiva della prestazione pensionistica integrativa periodica.

Di conseguenza, dal momento in cui l’obbligazione principale si estingue tramite il pagamento del capitale, viene meno anche il diritto accessorio alla perequazione pensionistica automatica. La Corte ha sottolineato che tale diritto può essere esercitato solo fino al momento del computo della somma da liquidare in capitale, ma non oltre.

Le motivazioni

Le ragioni del provvedimento si fondano sul principio di continuità con l’orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità. Secondo la Corte, la liquidazione in capitale agisce come una forma di sostituzione dell’obbligazione originaria. Se il rapporto pensionistico cessa di esistere come rendita mensile per diventare un pagamento unico, non esiste più una base su cui applicare gli adeguamenti periodici futuri. La sentenza impugnata non si era attenuta a questo principio, accogliendo pretese economiche relative a periodi ampiamente successivi alla percezione dello “zainetto”.

Le conclusioni

In conclusione, la decisione stabilisce un confine netto: il pensionato ha diritto a mantenere il meccanismo di perequazione pensionistica stabilito da precedenti giudicati solo fino alla data della capitalizzazione. Una volta percepito l’intero trattamento in forma di capitale, ogni pretesa su futuri adeguamenti monetari deve ritenersi estinta, poiché è venuta meno la natura periodica della prestazione che giustificava l’adeguamento automatico. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d’Appello per una nuova valutazione conforme a questi principi.

Cosa succede al diritto alla perequazione se scelgo di liquidare la pensione integrativa in capitale?
Il diritto alla perequazione automatica si estingue nel momento in cui viene percepita la somma capitale una tantum poiche la prestazione periodica cessa di esistere.

È possibile richiedere gli arretrati della perequazione dopo aver ricevuto lo zainetto?
Solo per il periodo precedente al calcolo della somma capitale. Per i periodi successivi alla capitalizzazione il diritto non sussiste piu come confermato dalla Cassazione.

Chi ha optato per la capitalizzazione della pensione nel 2005 puo chiedere adeguamenti per il 2010?
No secondo la Corte il diritto alla perequazione perdura solo sino al momento della liquidazione in capitale e non si estende agli anni successivi.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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