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Codice Civile
Codice Penale

Giurisprudenza Civile

Costringere i dipendenti ad accettare modifiche peggiorative

Sussistenza degli estremi del delitto di estorsione nelle condotte mediante le quali il datore di lavoro, per costringere i dipendenti ad accettare modifiche del rapporto di lavoro, in senso peggiorativo per le condizioni dei lavoratori, prospetti alla vittima la conseguenza – in caso di mancata adesione alle proposte di modifica delle condizioni originariamente pattuite – dell’interruzione del rapporto (mediante licenziamento o presentazione “forzata” di dimissioni).

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Contratto preliminare, esistenza di un vincolo reale sul bene

Contratto preliminare, esistenza di un vincolo reale sul bene oggetto del futuro trasferimento che non sia stato dichiarato.

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Mutuo solutorio, ripianare la pregressa esposizione debitoria

Mutuo solutorio, stipulato per ripianare la pregressa esposizione debitoria del mutuatario verso il mutuante.

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Azione di reintegrazione, convincimento dell’esercizio di un diritto

E’ passibile di azione di reintegrazione, colui che sovverta la signoria di fatto sul bene, convincimento di operare nell’esercizio di un diritto.

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Proprietario di un fondo intercluso

Il proprietario di un fondo intercluso ha il solo onere di provare lo stato di interclusione del proprio terreno.

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Divorzio e domanda di conservazione del cognome del marito

Il cognome è un tratto identitario della persona, conseguente al possesso di uno status familiare, e che di regola, ma non necessariamente, coincide con esso (Corte Cost. La pronuncia di divorzio viene resa quando – ricorrendone i presupposti di legge – si accerti che la comunione materiale morale di vita tra i coniugi non può essere ricostituita, e ciò a prescindere dal fatto che si riconosca o meno un interesse meritevole di tutela da parte della donna a mantenere il cognome del marito.

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Locazione a uso diverso da abitazione, titoli autorizzativi

Non è configurabile la nullità del contratto di locazione a uso diverso da abitazione per l’assenza o il difetto del requisito causale, ove il bene concesso in godimento venga ritenuto inidoneo all’uso pattuito in ragione dell’impossibilità di ottenere i provvedimenti o i titoli amministrativi, autorizzativi o abilitativi, per l’esercizio dell’attività imprenditoriale dedotta in contratto. n. 11964 del 16/05/2013; n. 20796 del 20/08/2018; n. 17557 del 21/08/2020); Nel diverso caso, in cui il bene concesso in godimento non risulti utilizzabile per il mancato ottenimento dei titoli amministrativi abilitativi, occorre piuttosto ragionare sul piano dei reciproci obblighi contrattualmente assunti dalle parti e, conseguentemente, sul terreno delle responsabilità dell’una o dell’altra parte per l’inadempimento delle obbligazioni contratte.

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Licenziamento disciplinare, insussistenza del fatto materiale

Licenziamento disciplinare, insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore ai fini della pronuncia reintegratoria.

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Società cooperative, trattamento economico del socio lavoratore

Società cooperative, trattamento economico del socio lavoratore, minimi previsti contrattazione collettiva nazionale del settore.

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Motivi di opposizione mai allegati innanzi al Giudice dell’esecuzione

Gli ulteriori motivi di opposizione mai allegati innanzi al Giudice dell’esecuzione non possono trovare ingresso nel giudizio di merito.

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Avviso di ricevimento con grafia illeggibile, querela di falso

Notifica a mezzo del servizio postale, atto consegnato, avviso di ricevimento con grafia illeggibile, querela di falso.

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Collegio sindacale, comunicazioni alla CONSOB

XXX, YYY e ZZZ proponevano opposizione avverso la delibera n. del 14/2/2018 con cui la CONSOB aveva inflitto, a ciascuno di loro, la sanzione pecuniaria di Euro 25. La Corte d’appello di Torino non ha, pertanto, osservato questo principio, laddove ha ritenuto di poter escludere l’antigiuridicità dell’omessa comunicazione a CONSOB, da parte del Collegio sindacale, della incompletezza della relazione informativa da parte dell’A. d. , dando rilievo a circostanze di fatto estranee e sopravvenute.

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Diritto di critica: i limiti che il lavoratore deve rispettare

Con riguardo al diritto di critica del lavoratore, va ricordato che il suo esercizio nei confronti del datore di lavoro deve rispettare i limiti di continenza formale, il cui superamento integra comportamento idoneo a ledere definitivamente la fiducia che è alla base del rapporto di lavoro e può costituire giusta causa di licenziamento (Cass. Va poi ricordato che, il contenuto della memoria difensiva depositata dal lavoratore per resistere in un giudizio instaurato nei suoi confronti dal datore di lavoro non integra una giusta causa che legittimi il suo licenziamento, sebbene tale atto utilizzi espressioni sconvenienti od offensive posto che queste sono soggette a cancellazione e possono dar luogo a risarcimento ex art.

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Carta di credito clonata, conformità della firma apposta

In tema di responsabilità contrattuale nel rapporto tra l’emittente una carta di credito e l’esercente, quest’ultimo, nell’accettare i pagamenti da parte del titolare della carta, è tenuto all’adempimento del contratto secondo il criterio di cui all’articolo 1176 c.c., usando la diligenza del buon padre di famiglia

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Mancanza di motivazione, causa di nullità della sentenza

Mancanza di motivazione, causa di nullità della sentenza, radicale carenza, forme del tutto inidonee a rivelare la ratio decidendi posta a fondamento dell’atto.

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Domanda di surrogazione proposta dall’Inail

Domanda di surrogazione proposta dall’Inail nei confronti del vettore e dell’assicurazione del vettore.

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Azione di ingiustificato arricchimento, scopo di equità

Azione di ingiustificato arricchimento realizzato dalla Pubblica Amministrazione, scopo di equità.

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Prestazioni socio-sanitarie rese in regime di accreditamento

Obbligazioni derivanti dall’esecuzione di prestazioni socio-sanitarie in regime di accreditamento, non sono direttamente a carico della Regione

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Diritto di scelta della sede lavorativa

Diritto di scelta della sede lavorativa più vicina al familiare disabile non può considerarsi illimitato ed incondizionato.

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Dichiarazione di addebito della separazione

Dichiarazione di addebito della separazione, implica la prova che l’irreversibile crisi coniugale sia ricollegabile in via esclusiva al comportamento volontariamente e consapevolmente contrario ai doveri nascenti dal matrimonio di uno o entrambi i coniugi, ovverosia che sussista un nesso di causalità tra i comportamenti addebitati ed il determinarsi dell’intollerabilità dell’ulteriore convivenza.

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