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Pactum fiduciae: validità e obbligo di trasferimento

La controversia nasce da un **Pactum fiduciae** relativo all’acquisto di una villetta. Un cittadino residente all’estero ha fornito i fondi per l’acquisto dell’immobile, intestandolo formalmente a un parente per ragioni fiscali. Alla morte del fiduciario, gli eredi hanno rifiutato il ritrasferimento, sostenendo la mancanza di un accordo scritto. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell’accordo fiduciario verbale, supportato da dichiarazioni scritte ricognitive, e ha dichiarato nullo un successivo contratto preliminare ‘abnorme’ che prevedeva la vendita del bene dal proprietario reale al fiduciario (già intestatario formale), in quanto giuridicamente impossibile.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Pactum fiduciae: la Cassazione conferma l’obbligo di ritrasferimento

Il Pactum fiduciae rappresenta uno degli istituti più complessi del diritto civile, specialmente quando riguarda beni immobili. La recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il caso di un acquisto immobiliare effettuato tramite un prestanome e la successiva resistenza degli eredi alla restituzione del bene.

Analisi del caso e interposizione reale

La vicenda trae origine negli anni ’70, quando un cittadino italiano residente in Australia decide di acquistare una villetta in Italia. Per evitare una tassazione onerosa legata alla residenza estera, concorda con un parente stretto un’operazione di interposizione reale: il parente acquista l’immobile in nome proprio, ma con denaro fornito dal fiduciante, assumendo l’obbligo di ritrasferirlo a richiesta. Nel corso degli anni, il fiduciario rilascia dichiarazioni scritte in cui riconosce la proprietà sostanziale in capo al fiduciante.

Il conflitto con gli eredi e il contratto abnorme

Dopo il decesso del fiduciario, gli eredi si oppongono alla restituzione della villetta. La difesa degli eredi si basa sulla mancanza di un contratto scritto originario e sulla presenza di una scrittura privata successiva, definita ‘abnorme’, in cui il fiduciante prometteva di vendere l’immobile al fiduciario. Secondo gli eredi, tale atto avrebbe modificato gli accordi originari, escludendo l’obbligo di restituzione.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso degli eredi, confermando la sentenza di merito che disponeva il trasferimento della proprietà ex art. 2932 c.c. in favore del fiduciante. I giudici hanno chiarito che il Pactum fiduciae immobiliare non richiede necessariamente la forma scritta per la sua validità interna, essendo sufficiente una dichiarazione scritta posteriore con cui il fiduciario riconosca l’obbligo di trasferimento.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sul principio di diritto sancito dalle Sezioni Unite (sentenza n. 6459/2020), secondo cui il mandato senza rappresentanza per l’acquisto di immobili può essere provato anche tramite dichiarazioni ricognitive scritte. Riguardo alla scrittura privata del 1992, la Corte l’ha definita giuridicamente nulla per impossibilità dell’oggetto. Non è infatti possibile vendere un bene a un soggetto che ne risulta già formalmente proprietario. Tale atto ‘abnorme’ non può quindi costituire una revoca del mandato originario né un nuovo regolamento di interessi valido, poiché privo di effetti giuridici.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte sottolineano che la tutela del fiduciante prevale qualora vi sia prova certa dell’accordo. La nullità del contratto preliminare ‘inverso’ impedisce che una manovra negoziale errata possa cancellare il diritto del reale proprietario. Questa decisione ribadisce l’importanza di documentare correttamente i rapporti fiduciari, pur confermando una certa flessibilità probatoria che impedisce arricchimenti indebiti da parte dei fiduciari o dei loro eredi.

È valido un accordo fiduciario verbale per l’acquisto di una casa?
Sì, la giurisprudenza attuale stabilisce che il mandato senza rappresentanza per l’acquisto di immobili non richiede la forma scritta per la sua validità, purché esistano dichiarazioni scritte che attestino l’obbligo di ritrasferimento.

Cosa succede se il fiduciario muore senza aver restituito il bene?
L’obbligo di ritrasferimento si trasmette agli eredi del fiduciario. Il fiduciante può agire in giudizio contro di loro per ottenere una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto di trasferimento non concluso.

Si può vendere un immobile a chi ne è già l’intestatario formale?
No, un simile contratto è considerato nullo per impossibilità giuridica dell’oggetto. Non si può trasferire la proprietà a un soggetto che risulta già titolare del bene nei registri immobiliari.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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