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Pactum fiduciae: validità dell’accordo verbale

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso relativo a una complessa vicenda di intestazione fiduciaria di un immobile. Al centro della disputa vi è un **Pactum fiduciae** stipulato verbalmente tra ex coniugi. Inizialmente, l’attore aveva agito con l’azione di arricchimento senza causa (Art. 2041 c.c.), ritenendo nullo il patto verbale. Tuttavia, a seguito del mutamento giurisprudenziale delle Sezioni Unite del 2020, tale accordo è ora considerato valido e azionabile tramite esecuzione in forma specifica. Di conseguenza, l’azione di arricchimento è stata dichiarata inammissibile per difetto di sussidiarietà, poiché esiste ora un rimedio contrattuale tipico esperibile dal fiduciante.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Pactum fiduciae: le nuove regole sulla validità degli accordi verbali

Il Pactum fiduciae rappresenta uno degli strumenti più delicati nel panorama del diritto civile italiano. Recentemente, la Suprema Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi su un caso emblematico che coinvolge la validità di tali accordi quando non sono redatti in forma scritta. La questione centrale riguarda l’ammissibilità dell’azione di arricchimento senza causa a fronte di un patto fiduciario immobiliare stipulato solo verbalmente.

L’evoluzione del Pactum fiduciae nel diritto vivente

Per decenni, la giurisprudenza ha ritenuto che il Pactum fiduciae avente ad oggetto beni immobili richiedesse necessariamente la forma scritta a pena di nullità. Questa impostazione costringeva chi aveva finanziato l’acquisto di un bene intestato a terzi a ricorrere all’azione sussidiaria di arricchimento ingiustificato per recuperare le somme versate, non potendo agire per l’adempimento di un contratto nullo.

Il cambio di rotta delle Sezioni Unite

Con la storica sentenza n. 6459 del 2020, le Sezioni Unite hanno ribaltato questo orientamento. Oggi, il Pactum fiduciae è equiparato al mandato senza rappresentanza. Ciò significa che l’accordo verbale è valido e produce effetti obbligatori. Il fiduciante può quindi agire direttamente per ottenere il ritrasferimento del bene o l’adempimento degli obblighi assunti dal fiduciario.

La decisione della Corte nel caso di specie

Nella vicenda analizzata, la Corte ha confermato l’inammissibilità della domanda di arricchimento senza causa proposta dall’attore. Poiché il nuovo orientamento riconosce la validità del patto verbale, l’interessato dispone di un’azione contrattuale tipica. La natura sussidiaria dell’azione ex art. 2041 c.c. impedisce il suo utilizzo quando l’ordinamento offre un altro rimedio per tutelare la posizione giuridica lesa.

Implicazioni sulla prescrizione e strategia processuale

Un aspetto fondamentale chiarito dalla Corte riguarda la decorrenza della prescrizione. Se un diritto non era esercitabile prima del mutamento giurisprudenziale a causa della reputata nullità del patto, il termine prescrizionale per l’azione contrattuale non può dirsi iniziato prima di tale revirement. Questo garantisce una tutela effettiva al fiduciante che ha agito confidando nel precedente orientamento.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la sua decisione sul principio di sussidiarietà dell’azione di arricchimento. Essendo il Pactum fiduciae verbale ora considerato un titolo idoneo per un’azione contrattuale, viene meno il presupposto della mancanza di un’altra azione. Inoltre, la Corte ha escluso l’applicabilità del prospective overruling, poiché il mutamento riguarda norme di diritto sostanziale e non regole processuali, pur riconoscendo la necessità di compensare le spese di lite per il legittimo affidamento della parte nella vecchia giurisprudenza.

Le conclusioni

In conclusione, chi intende far valere un Pactum fiduciae deve oggi considerare l’azione contrattuale come la via principale, anche in assenza di uno scritto. La sentenza ribadisce che la certezza del diritto non coincide con l’immutabilità delle interpretazioni, ma richiede che il sistema offra strumenti coerenti per la protezione dei diritti. La trasformazione del patto fiduciario da atto nullo a contratto valido sposta il baricentro della difesa legale dalla prova dell’impoverimento alla prova dell’esistenza dell’accordo fiduciario stesso.

Un accordo fiduciario verbale per un immobile è legalmente valido?
Sì, secondo l’attuale orientamento della Cassazione, il patto fiduciario immobiliare non richiede la forma scritta obbligatoria ed è equiparato a un mandato senza rappresentanza.

Perché non si può più usare l’azione di arricchimento senza causa in questi casi?
L’azione di arricchimento è sussidiaria. Poiché ora il patto verbale è considerato valido, esiste un’azione contrattuale tipica che prevale su quella di arricchimento.

Cosa succede se il termine per agire sembra scaduto a causa del vecchio orientamento?
La Corte ha chiarito che la prescrizione per la nuova azione contrattuale non decorre finché il diritto non era esercitabile secondo il precedente orientamento giurisprudenziale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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