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Osservazioni alla CTU: termini per la contestazione

La Corte di Cassazione ha stabilito che le osservazioni alla CTU non sono soggette a preclusioni rigide se costituiscono argomentazioni difensive. In un caso di vizi in un appalto, la società esecutrice aveva contestato la perizia tardivamente secondo i giudici di merito. La Suprema Corte ha invece chiarito che i rilievi critici sull’attendibilità del consulente possono essere sollevati anche nella comparsa conclusionale o in appello, purché non introducano nuovi fatti.

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Pubblicato il 20 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Osservazioni alla CTU: quando si possono presentare?

Nel corso di un processo civile, il parere del tecnico nominato dal tribunale può essere decisivo. Ma cosa succede se una delle parti non è d’accordo con i risultati e vuole presentare delle contestazioni? La questione centrale riguarda il tempo entro cui queste Osservazioni alla CTU devono essere depositate per essere considerate valide.

I fatti della causa e la disputa sull’appalto

La vicenda ha origine da un contratto per la ristrutturazione di un immobile. La proprietaria dell’appartamento aveva citato in giudizio l’impresa esecutrice lamentando gravi vizi nelle opere e il mancato completamento dei lavori. Inizialmente era stata chiesta l’eliminazione dei difetti, ma in corso di causa la domanda è stata convertita in una richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario.

L’impresa si era difesa sostenendo di non aver operato in base a un contratto unitario e chiamando in causa terzi soggetti che, a suo dire, erano i veri committenti. Durante il processo di primo grado era stata disposta una Consulenza Tecnica d’Ufficio per verificare lo stato dei lavori. Tuttavia, le critiche mosse dall’impresa ai risultati della perizia erano state dichiarate tardive dai giudici di merito, poiché presentate solo negli scritti finali del processo.

La decisione della Cassazione sulle osservazioni alla CTU

La Corte di Cassazione, con un’importante ordinanza, ha ribaltato l’interpretazione dei giudici d’appello. Il punto focale riguarda proprio la possibilità di contestare la perizia tecnica anche oltre i termini ordinari fissati dal giudice istruttore per il consulente.

La natura delle contestazioni tecniche

Secondo gli Ermellini, bisogna fare una distinzione netta: da un lato ci sono i vizi di procedura (come la mancata comunicazione dell’inizio delle operazioni), che vanno contestati immediatamente; dall’altro ci sono i rilievi critici che riguardano l’attendibilità del risultato tecnico o la metodologia usata dall’esperto.

Perché le osservazioni alla CTU non sono mai tardive se difensive

La Corte ha chiarito che se le contestazioni hanno natura di argomentazioni difensive, possono essere formulate per la prima volta anche in comparsa conclusionale o addirittura in sede di appello. Questo perché tali rilievi non introducono nuovi fatti nel processo, ma servono a stimolare il potere del giudice di valutare correttamente le prove già raccolte.

le motivazioni

La Suprema Corte ha spiegato che i termini previsti dal codice di procedura civile per le osservazioni dei consulenti di parte hanno una funzione acceleratoria ma non preclusiva. Se il giudice di merito decide di aderire alle conclusioni della perizia tecnica senza considerare le critiche sollevate dalla parte, la motivazione della sentenza è carente. In sostanza, il giudice ha l’obbligo di rispondere ai rilievi critici, purché questi riguardino la valutazione dei fatti già accertati e non l’introduzione di nuove circostanze mai emerse prima. L’omissione di questo esame costituisce un vizio che porta all’annullamento della decisione.

le conclusioni

In conclusione, l’ordinanza stabilisce un principio a tutela del diritto di difesa: la consulenza tecnica non è una verità intoccabile e le parti hanno il diritto di contestarne i contenuti fino all’ultimo momento utile del processo. Il giudice, dal canto suo, non può limitarsi a ignorare le osservazioni tecniche solo perché presentate a fine giudizio, ma deve integrarle nel proprio percorso logico-giuridico per giungere a una decisione corretta e motivata.

Si possono contestare i risultati della CTU per la prima volta in appello?
Sì, la Corte ha stabilito che i rilievi critici sull’attendibilità della perizia sono argomentazioni difensive che possono essere sollevate anche in appello se non introducono nuovi fatti.

Cosa succede se il giudice ignora le critiche tecniche presentate dalla parte?
La sentenza è viziata per carenza di motivazione, poiché il giudice ha l’obbligo di rispondere ai rilievi critici mossi contro l’operato del consulente tecnico.

Il termine per presentare osservazioni all’esperto è perentorio?
No, i termini concessi dal giudice per le osservazioni hanno natura ordinatoria e non precludono alla parte di contestare la perizia negli atti difensivi successivi.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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