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Obbligo consegna documenti: non risponde l’ex AD

Una società in liquidazione agisce in via d’urgenza contro il suo ex amministratore per ottenere la consegna della documentazione contabile. Il Tribunale rigetta il ricorso, poiché l’ex amministratore ha dimostrato di non avere la disponibilità materiale dei documenti, indicando correttamente al suo successore dove reperirli (in parte su server sociali, in parte presso un fornitore terzo). Viene così chiarito che l’obbligo di consegna documenti presuppone il possesso effettivo degli stessi.

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Obbligo consegna documenti dell’ex amministratore: cosa succede se non li possiede?

L’obbligo consegna documenti rappresenta uno dei doveri fondamentali di un amministratore uscente al momento del passaggio di consegne. Ma cosa accade se la documentazione non è nella sua diretta disponibilità? Un’interessante ordinanza del Tribunale di Venezia fa luce sulla distinzione tra la responsabilità per la corretta tenuta della contabilità e l’obbligo materiale di consegna, specificando che quest’ultimo presuppone il possesso effettivo dei documenti.

I Fatti del Caso: Una Società in Crisi e la Documentazione Mancante

Una società, a seguito della nomina di un nuovo amministratore (poi divenuto liquidatore), scopriva una grave carenza di documentazione amministrativa e contabile. La contabilità risultava ferma da mesi e un’analisi successiva rivelava un patrimonio netto negativo di oltre 400.000 euro, portando inevitabilmente alla messa in liquidazione della società.

La società decideva quindi di agire in via d’urgenza, ai sensi dell’art. 700 c.p.c., contro l’ex amministratore unico, chiedendo al Tribunale di ordinargli la consegna di tutti i documenti sociali mancanti, ritenendolo responsabile della loro custodia e conservazione.

La Difesa dell’Ex Amministratore: “Non ho io i documenti”

L’ex amministratore si costituiva in giudizio opponendosi alla richiesta. La sua difesa si basava su un punto cruciale: pur essendo formalmente l’amministratore, la gestione operativa e contabile della società era di fatto esternalizzata a una società di servizi terza. Inoltre, la documentazione digitale era archiviata su server sociali gestiti da remoto da questo fornitore esterno.

L’ex amministratore sosteneva, e provava tramite la produzione di email e messaggi WhatsApp, di non avere la disponibilità materiale dei documenti richiesti. Aveva, tuttavia, informato il nuovo amministratore su come accedere ai server e aveva indicato con precisione il soggetto terzo che deteneva il resto della documentazione. A complicare il quadro, era emerso un contenzioso tra la società e il fornitore di servizi, il quale si rifiutava di consegnare i documenti fino al saldo delle proprie spettanze.

La Decisione del Tribunale e l’obbligo consegna documenti

Il Tribunale di Venezia ha rigettato il ricorso della società. La decisione si fonda su un’attenta distinzione tra due diversi tipi di obblighi che gravano sull’amministratore.

Le motivazioni: Distinzione tra Possesso e Responsabilità

Il giudice ha chiarito che la domanda presentata dalla società era una “domanda restitutoria”, il cui accoglimento presuppone che il convenuto (l’ex amministratore) abbia l’effettiva disponibilità e il possesso dei beni di cui si chiede la consegna.

Nel caso di specie, l’ex amministratore è riuscito a dimostrare, attraverso prove documentali (corrispondenza via mail e messaggistica), di non detenere fisicamente la documentazione. Le prove, non contestate dalla società ricorrente, hanno confermato che i documenti si trovavano:
1. Sui server della società stessa, accessibili tramite specifiche credenziali.
2. Presso una società terza, fornitrice di servizi contabili, con cui la società ricorrente aveva un rapporto diretto (seppur conflittuale).

Il Tribunale ha ritenuto che l’ex amministratore avesse adempiuto al suo dovere di collaborazione indicando al suo successore il luogo esatto dove reperire la documentazione. L’azione per la consegna, quindi, non poteva essere accolta perché rivolta contro un soggetto che non aveva il possesso dei documenti. Il giudice ha specificato che la società avrebbe dovuto agire direttamente nei confronti del soggetto terzo detentore.

Le conclusioni: Implicazioni Pratiche per Amministratori e Società

Questa ordinanza offre importanti spunti pratici. L’obbligo consegna documenti non può essere preteso da un ex amministratore che provi di non averne la materiale disponibilità. Tuttavia, ciò non lo esonera da altre possibili responsabilità. Il provvedimento lascia infatti impregiudicata la possibilità per la società di agire contro l’ex amministratore per il risarcimento dei danni derivanti da una negligente vigilanza sulla corretta tenuta e conservazione della documentazione da parte dei soggetti a ciò preposti. In sintesi: una cosa è l’azione per la consegna, che richiede il possesso, un’altra è l’azione di responsabilità per mala gestio, che può sorgere anche per omessa vigilanza.

Un ex amministratore è sempre obbligato a consegnare materialmente i documenti sociali al suo successore?
No. Secondo l’ordinanza, l’obbligo di consegna materiale (azione restitutoria) sussiste solo se l’ex amministratore ha l’effettiva disponibilità dei documenti. Se dimostra di non possederli e indica al successore dove si trovano (es. presso un fornitore esterno o su server aziendali), non può essere costretto alla consegna.

Che valore probatorio hanno email e messaggi WhatsApp in un processo civile?
Il provvedimento conferma l’orientamento consolidato della Cassazione: email e messaggi WhatsApp costituiscono documenti elettronici che fanno piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, a meno che la parte contro cui sono prodotti non ne contesti specificamente la conformità ai fatti o alle cose medesime.

Cosa deve fare un amministratore uscente se la documentazione sociale è gestita da un fornitore esterno?
Deve adempiere al suo obbligo di collaborazione informando in modo chiaro e documentato il nuovo amministratore su chi sia il soggetto detentore della documentazione e fornendo tutte le informazioni necessarie per permettere alla società di recuperarla. Questo comportamento, come dimostra il caso in esame, può essere decisivo per difendersi da un’azione di consegna.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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