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Obblighi informativi Dublino: la guida essenziale

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17162/2024, ha rigettato il ricorso del Ministero dell’Interno, stabilendo che il provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo verso un altro Stato UE è nullo se non vengono rispettati gli specifici obblighi informativi Dublino. La Corte ha chiarito che la consegna del modulo generico per la richiesta di asilo (modello C3) non è sufficiente a soddisfare il requisito di fornire l’apposito opuscolo informativo previsto dall’art. 4 del Regolamento UE n. 604/2013, che dettaglia la procedura di trasferimento e i diritti del richiedente.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Obblighi Informativi nel Regolamento Dublino: La Cassazione Sottolinea l’Importanza dell’Opuscolo Specifico

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale in materia di protezione internazionale: il rispetto rigoroso degli obblighi informativi Dublino è un requisito imprescindibile per la validità dei provvedimenti di trasferimento dei richiedenti asilo. La sentenza chiarisce che la semplice consegna di moduli generici non basta a garantire i diritti procedurali dello straniero, rendendo nullo il trasferimento se manca la prova della consegna dell’opuscolo informativo specifico previsto dalla normativa europea.

I Fatti di Causa

Il caso riguarda un cittadino straniero che, dopo aver visto respinta la sua domanda di protezione internazionale in un Paese del Nord Europa, si è allontanato per timore di essere rimpatriato nel suo Paese d’origine. Giunto in Italia, ha presentato una nuova domanda. Le autorità italiane, in applicazione del Regolamento di Dublino, hanno emesso un provvedimento di trasferimento per la “ripresa in carico” da parte del primo Stato europeo, ritenuto competente.

Il richiedente ha impugnato tale provvedimento davanti al Tribunale, che ha accolto il suo ricorso. Il giudice di primo grado ha annullato il trasferimento, rilevando che l’Amministrazione non aveva fornito la prova di aver adempiuto ai suoi doveri informativi, in particolare non aveva dimostrato la consegna dell’opuscolo specifico sulla procedura Dublino.

Gli obblighi informativi Dublino e la Decisione della Cassazione

Il Ministero dell’Interno ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo che l’obbligo informativo fosse stato assolto tramite la compilazione e sottoscrizione del modello C3, il verbale generale di formalizzazione della domanda di asilo. La Suprema Corte ha respinto questa tesi, confermando la decisione del Tribunale e fornendo importanti chiarimenti sugli obblighi informativi Dublino.

La Corte ha stabilito che le garanzie informative previste dagli articoli 4 e 5 del Regolamento UE n. 604/2013 sono specifiche, autonome e non possono essere considerate assorbite o sostituite da quelle, più generiche, previste dalla normativa nazionale per la presentazione della domanda di asilo (come l’art. 10 del d.lgs. 25/2008).

Le Motivazioni della Decisione

Secondo la Cassazione, la procedura di determinazione dello Stato competente (procedura Dublino) è un procedimento autonomo, con proprie garanzie. L’articolo 4 del Regolamento Dublino impone agli Stati membri l’obbligo specifico di informare il richiedente, per iscritto e in modo sistematico, tramite la consegna di un “opuscolo comune”.

Questo documento deve illustrare in dettaglio:
* Le finalità e le conseguenze del Regolamento di Dublino.
* I criteri per la determinazione dello Stato competente.
* Le fasi della procedura di trasferimento.
* La possibilità di impugnare la decisione di trasferimento e di chiederne la sospensione.
* Il diritto di accedere ai propri dati personali.

L’inosservanza di questo specifico obbligo determina la nullità del provvedimento di trasferimento, poiché lede il diritto di difesa del richiedente e l’uniformità del trattamento in tutto il territorio dell’Unione. La Corte ha sottolineato che non rileva se lo straniero abbia acquisito tali informazioni in altro modo; l’onere della prova di aver fornito l’opuscolo specifico grava sull’amministrazione.

Le Conclusioni

Questa ordinanza consolida un orientamento giurisprudenziale rigoroso a tutela dei diritti procedurali dei richiedenti asilo. Le Amministrazioni pubbliche sono tenute a un adempimento sostanziale e non meramente formale degli obblighi informativi. Per la validità di un provvedimento di trasferimento Dublino, non è sufficiente provare la consegna del modello C3, ma è indispensabile dimostrare di aver consegnato l’opuscolo comune previsto dall’art. 4 del Regolamento UE 604/2013. In assenza di tale prova, il provvedimento di trasferimento deve essere annullato.

Quali sono gli obblighi informativi specifici previsti dal Regolamento di Dublino?
Le autorità devono fornire al richiedente asilo un apposito “opuscolo comune” che illustri in modo dettagliato e per iscritto le finalità del regolamento, i criteri di determinazione dello Stato competente, le conseguenze di un trasferimento, le modalità di impugnazione della decisione e altri diritti connessi alla procedura.

La consegna del modello C3 è sufficiente per adempiere agli obblighi informativi Dublino?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che la consegna del modello C3, che riguarda la formalizzazione della domanda di asilo in generale, non è sufficiente. Gli obblighi informativi della procedura Dublino sono specifici e richiedono la consegna di un documento distinto e appositamente predisposto, come l’opuscolo previsto dall’art. 4 del Regolamento UE n. 604/2013.

Cosa succede se l’amministrazione non prova di aver consegnato l’opuscolo informativo sulla procedura Dublino?
La mancata prova della consegna dell’opuscolo informativo specifico determina la nullità del provvedimento di trasferimento. L’onere di dimostrare l’avvenuto adempimento grava interamente sull’autorità amministrativa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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