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Notifica per pubblici proclami: quando è inammissibile

Il Tribunale di Palermo ha respinto un’istanza di notifica per pubblici proclami in una causa di usucapione. Il giudice ha riscontrato che i ricorrenti non avevano effettuato le dovute ricerche presso i pubblici registri per identificare i proprietari, rendendo la richiesta infondata.

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Notifica per pubblici proclami: i limiti dell’istanza

L’istituto della notifica per pubblici proclami rappresenta una modalità eccezionale nel nostro ordinamento processuale civile. Tale procedura è prevista dall’articolo 150 c.p.c. per i casi in cui la notificazione nei modi ordinari risulti estremamente difficile per il rilevante numero dei destinatari o per la difficoltà di identificarli tutti. Tuttavia, non si tratta di una scorciatoia processuale utilizzabile in ogni occasione, come confermato da un recente provvedimento del Tribunale di Palermo.

Nel caso in esame, alcuni soggetti hanno richiesto l’autorizzazione per procedere alla notifica per pubblici proclami nell’ambito di un giudizio volto a ottenere il riconoscimento della proprietà per usucapione di alcuni fondi rustici situati a Carini. La tesi dei ricorrenti si basava sulla presunta impossibilità di identificare i proprietari catastali, data l’assenza del codice fiscale nelle visure.

Il ricorso alla notifica per pubblici proclami

La richiesta di autorizzazione è stata presentata sostenendo che, non emergendo il codice fiscale dalle visure catastali, non fosse possibile risalire alla residenza o alla dimora degli intestatari per procedere con la notifica ordinaria. Questa situazione, secondo i ricorrenti, avrebbe giustificato il ricorso alle forme speciali previste dal codice di procedura civile.

Il Giudice, tuttavia, ha sottolineato come la notifica per pubblici proclami non possa essere concessa sulla base di una semplice dichiarazione di difficoltà. È necessario dimostrare di aver esperito ogni indagine possibile presso i pubblici uffici. Nel caso di specie, mancava totalmente la prova di richieste effettuate presso l’Ufficio anagrafe o l’Ufficio dello Stato civile, che avrebbero potuto fornire certificati storici di famiglia o di residenza.

Rigetto della notifica per pubblici proclami per carenza di prove

Un altro punto cruciale della decisione riguarda la natura dei documenti prodotti. Il Tribunale ha ricordato che la certificazione catastale ha un valore meramente indiziario per quanto concerne la titolarità dominicale. Per una ricostruzione attendibile del diritto di proprietà, sarebbe stato necessario produrre una relazione notarile basata sui registri immobiliari, operazione che i ricorrenti hanno omesso di fare.

Senza un’indicazione precisa dei destinatari o la prova di un serio sforzo per identificarli, la notifica, anche se autorizzata, sarebbe risultata inesistente. Non è infatti possibile indirizzare un atto contro un soggetto generico se esistono strumenti legali per identificarlo con precisione.

le motivazioni

Il Tribunale ha motivato il rigetto dell’istanza evidenziando la carenza istruttoria dei ricorrenti. Nello specifico, è stato rilevato che non sono state documentate indagini presso l’Ufficio anagrafe o lo Stato civile del Comune competente. Inoltre, è stata riscontrata la totale assenza di ricerche presso i pubblici registri immobiliari o tramite l’ausilio di un notaio per ricostruire la storia del dominio degli immobili. Poiché l’art. 150 c.p.c. richiede che la notificazione ordinaria sia “sommamente difficile”, tale condizione non può dirsi sussistente se il richiedente non ha nemmeno tentato le vie di ricerca ordinarie. La mancanza di destinatari identificabili, unita all’assenza di sforzi documentati per individuarli, rende l’istanza priva dei presupposti di legge.

le conclusioni

In conclusione, la decisione del Tribunale di Palermo ribadisce un principio fondamentale: la notifica per pubblici proclami è una misura di ultima istanza. Chi intende avvalersene deve prima dimostrare al giudice di aver agito con la massima diligenza professionale, consultando tutti i registri pubblici a disposizione. La semplice incompletezza di una visura catastale non è una giustificazione sufficiente per derogare ai diritti di difesa dei controinteressati, i quali devono essere messi in condizione di conoscere il giudizio instaurato a loro carico attraverso le forme di notifica ordinarie.

Quando si può richiedere la notifica per pubblici proclami in una causa civile?
Si può richiedere solo quando la notifica ordinaria è sommamente difficile per l’elevato numero di destinatari o per l’oggettiva difficoltà di identificarli tutti nonostante indagini diligenti.

La sola visura catastale è sufficiente per provare l’impossibilità di notificare un atto?
No, la visura catastale ha valore solo indiziario. Occorre dimostrare di aver effettuato ricerche presso l’ufficio anagrafe, lo stato civile e i registri immobiliari.

Cosa accade se il giudice ritiene insufficienti le ricerche dei destinatari?
Il giudice dichiara l’istanza di notifica per pubblici proclami inammissibile, impedendo la prosecuzione del giudizio in quella forma eccezionale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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