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Noleggio con conducente: stop ai divieti territoriali

La Corte di Cassazione ha confermato l’illegittimità delle sanzioni irrogate da un Comune lagunare nei confronti di operatori di noleggio con conducente autorizzati da altri enti locali. La controversia nasce da un’ordinanza comunale che limitava drasticamente l’accesso alla ZTL del centro storico solo ai vettori provenienti dalla cosiddetta gronda lagunare, favorendo i titolari di licenze interne. La Suprema Corte ha stabilito che tale distinzione basata sulla provenienza territoriale dell’autorizzazione configura un eccesso di potere. Sebbene il Comune possa regolare il traffico per tutelare l’ambiente e il moto ondoso, non può utilizzare tali finalità come pretesto per creare discriminazioni anticoncorrenziali tra operatori professionali del noleggio con conducente.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Noleggio con conducente: la Cassazione boccia i divieti comunali discriminatori

Il settore del noleggio con conducente (NCC) è spesso al centro di accesi dibattiti normativi, specialmente quando le amministrazioni locali tentano di limitare l’accesso ai propri territori. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha messo un punto fermo su una questione cruciale: la legittimità dei divieti di accesso alle ZTL basati esclusivamente sulla provenienza territoriale dell’autorizzazione.

Il caso del noleggio con conducente in ambito lagunare

La vicenda trae origine dalle sanzioni elevate da un’amministrazione comunale contro una società di trasporti. Il Comune contestava la violazione di un’ordinanza dirigenziale che vietava il transito nel centro storico ai motoscafi adibiti a noleggio con conducente dotati di autorizzazioni rilasciate da comuni limitrofi. Secondo l’ente locale, tale restrizione era necessaria per combattere il moto ondoso e proteggere il patrimonio artistico. Tuttavia, i giudici di merito avevano già annullato le multe, ravvisando una disparità di trattamento ingiustificata tra operatori locali ed esterni.

La distinzione tra regolazione del traffico e discriminazione

Il cuore della decisione risiede nell’analisi del potere regolamentare del Comune. Se è vero che l’ente può istituire zone a traffico limitato (ZTL) per motivi ambientali, non può farlo in modo da escludere selettivamente solo alcuni operatori professionali. La Cassazione ha rilevato che l’ordinanza comunale consentiva l’accesso quasi illimitato ai vettori autorizzati dal Comune stesso, mentre lo precludeva quasi totalmente agli altri. Questa condotta non tutela l’ambiente in modo uniforme, ma crea una barriera all’ingresso nel mercato.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sul rilievo che il principio di territorialità, pur obbligando l’operatore a disporre di una rimessa nel comune autorizzante, non giustifica restrizioni alla circolazione su scala regionale o nazionale. La Corte ha evidenziato come l’ordinanza dirigenziale fosse viziata da un evidente eccesso di potere. L’amministrazione ha infatti utilizzato la finalità della tutela del patrimonio culturale per mascherare una limitazione della concorrenza non consentita dalla legge quadro nazionale (L. 21/1992). Inoltre, è stato richiamato l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che aveva già segnalato le distorsioni indotte da tali regolamenti locali.

Le conclusioni

Le conclusioni della Cassazione confermano che il diritto alla libera circolazione e alla prestazione di servizi non può essere compresso da regolamenti comunali che discriminano gli operatori in base alla loro sede operativa. Per le imprese di noleggio con conducente, questa sentenza rappresenta una garanzia fondamentale contro l’arbitrio amministrativo. Le sanzioni basate su norme locali illegittime devono essere annullate, poiché il giudice ordinario ha il dovere di disapplicare gli atti amministrativi che contrastano con i principi superiori di ragionevolezza e libera concorrenza. Le implicazioni pratiche sono chiare: i Comuni devono ridisegnare le proprie ZTL basandosi su criteri oggettivi e non discriminatori.

Un Comune può vietare l’accesso alla ZTL solo ai vettori NCC esterni?
No, la Cassazione ha stabilito che limitare il transito in base alla provenienza dell’autorizzazione costituisce un eccesso di potere e una discriminazione ingiustificata.

Cosa succede se un’ordinanza comunale contrasta con la libera concorrenza?
Il giudice ordinario può disapplicare l’atto amministrativo illegittimo e annullare le sanzioni derivanti dalla sua violazione, proteggendo il diritto dell’operatore.

Il principio di territorialità impedisce di operare in altri comuni?
No, il principio impone solo che il servizio inizi e termini nella rimessa del comune che ha rilasciato la licenza, ma non limita la circolazione in altri territori.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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