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Nesso causale e caduta su scale: la Cassazione

Una condomina ha citato in giudizio un’impresa costruttrice per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta su una scala priva di corrimano. Sebbene il Tribunale avesse inizialmente accolto la domanda, la Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza escludendo la responsabilità dell’impresa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il nesso causale era stato interrotto dalla condotta della stessa danneggiata, la quale aveva concordato con il fornitore il rinvio dell’installazione del corrimano, rendendo l’omissione dell’impresa irrilevante ai fini del sinistro.

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Nesso causale e caduta su scale: la responsabilità dell’impresa costruttrice

Il tema del nesso causale nelle cadute domestiche rappresenta uno dei pilastri della responsabilità civile. Recentemente, la Suprema Corte si è pronunciata su un caso riguardante un infortunio avvenuto su una scala priva di corrimano, fornendo importanti chiarimenti sulla prova del danno e sull’interruzione del legame tra omissione e sinistro.

I fatti di causa

Una privata cittadina ha agito legalmente contro un’impresa cooperativa di costruzioni dalla quale aveva acquistato un appartamento. La richiesta risarcitoria nasceva da una caduta avvenuta sulla scala di accesso all’abitazione, che al momento del sinistro era priva del corrimano previsto dalle normative edilizie. Mentre in primo grado il Tribunale aveva riconosciuto un risarcimento di circa 20.000 euro, la Corte d’Appello ha successivamente riformato la decisione, rigettando ogni pretesa e ordinando la restituzione delle somme percepite.

La decisione della Corte d’Appello

I giudici di secondo grado hanno fondato il rigetto su due pilastri fondamentali. In primo luogo, hanno rilevato che la scala in questione, essendo interna e non esposta al vuoto, non presentava un obbligo specifico di dotazione del corrimano secondo il D.M. 236/1989. In secondo luogo, è emerso che la dinamica della caduta non permetteva di stabilire un legame diretto con l’assenza del sostegno, poiché l’incidente era avvenuto in un punto della scala dove il corrimano non sarebbe stato comunque presente.

Il ruolo del nesso causale nel giudizio

Un elemento decisivo è stato l’accertamento che la danneggiata aveva concordato con il falegname incaricato il rinvio dell’installazione del manufatto. Questa scelta consapevole ha spostato la responsabilità dall’impresa alla condotta della parte attrice, configurando un’interruzione del nesso causale. La Cassazione ha ribadito che l’onere di provare il rapporto di causalità spetta interamente al danneggiato.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché le censure sollevate miravano a una rivalutazione dei fatti di merito, preclusa in sede di legittimità. I giudici hanno evidenziato che la Corte d’Appello ha correttamente motivato l’assenza di prova circa il nesso causale. In particolare, è stato sottolineato come la decisione della ricorrente di differire i lavori di installazione del corrimano abbia reso l’originaria omissione dell’impresa causalmente ininfluente rispetto all’evento dannoso. La Cassazione ha inoltre confermato che non sussiste un errore nel riparto dell’onere della prova quando il giudice di merito valuta come insufficienti gli elementi forniti dal danneggiato per dimostrare la causalità ipotetica.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce che la semplice violazione di una norma tecnica o edilizia non genera automaticamente un diritto al risarcimento se non viene provato che tale violazione sia stata la causa diretta del danno. Quando la condotta del danneggiato interviene attivamente nella gestione del rischio, come nel caso del rinvio volontario di opere di sicurezza, il legame di responsabilità con il costruttore può interrompersi definitivamente. Questo provvedimento sottolinea l’importanza di una rigorosa analisi della dinamica del sinistro e della gestione dei rapporti contrattuali durante le fasi di rifinitura degli immobili.

Chi deve dimostrare che la mancanza del corrimano ha causato la caduta?
L’onere della prova spetta al danneggiato, che deve dimostrare il nesso causale tra l’assenza del dispositivo di sicurezza e l’incidente.

Cosa succede se il proprietario decide di posticipare i lavori di sicurezza?
Se il danneggiato concorda il rinvio dell’installazione di un elemento di sicurezza, tale condotta può interrompere il nesso causale, escludendo la responsabilità del costruttore.

La mancanza di un corrimano è sempre fonte di risarcimento?
No, è necessario che esista un obbligo normativo specifico e che venga provato che la sua presenza avrebbe effettivamente evitato il sinistro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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