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Natura giuridica IPAB: giurisdizione e onere prova

Dei lavoratori hanno citato in giudizio un’IPAB per il pagamento di straordinari. La Corte d’Appello ha negato la propria giurisdizione, ritenendo l’ente pubblico. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando la competenza del giudice ordinario. Il punto cruciale è la natura giuridica IPAB nel periodo in cui è sorto il diritto. La Corte ha stabilito che l’onere di provare la natura pubblica spetta all’ente e ha definito i criteri per accertarne la natura privata, basati su origine, amministrazione e finanziamento.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Natura Giuridica IPAB: la Cassazione fissa i paletti sulla giurisdizione

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, è tornata a pronunciarsi su un tema complesso e di grande rilevanza pratica: la natura giuridica IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) e le sue conseguenze sulla giurisdizione nelle controversie di lavoro. La decisione chiarisce in modo definitivo a chi spetta l’onere di provare la natura pubblica di tali enti e quali criteri utilizzare per stabilire se un rapporto di lavoro rientri nella competenza del giudice ordinario o di quello amministrativo. Analizziamo i dettagli di questa importante pronuncia.

I Fatti del Caso: una Lunga Battaglia per il Lavoro Straordinario

La vicenda trae origine da una richiesta di pagamento per ore di lavoro straordinario, avanzata da alcune lavoratrici nei confronti di una ‘Casa di Ospitalità’, un’istituzione di assistenza e beneficenza. Le pretese economiche si riferivano a un periodo specifico, compreso tra il 1° gennaio 1987 e il 30 aprile 1994.

Dopo che il Tribunale di primo grado aveva rigettato le loro domande, le lavoratrici si sono appellate. La Corte d’appello, tuttavia, ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, ritenendo che l’ente datore di lavoro avesse natura pubblica. Contro questa decisione, le dipendenti hanno proposto ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando un’errata valutazione sulla natura dell’istituzione.

La Questione della Natura Giuridica IPAB e l’Onere della Prova

Il cuore del problema ruotava attorno a una domanda fondamentale: l’ente per cui le lavoratrici avevano prestato servizio nel periodo 1987-1994 era da considerarsi un soggetto di diritto pubblico o privato? La risposta a questa domanda è decisiva per individuare il giudice competente.

Le ricorrenti sostenevano che la Corte d’appello avesse errato nel non considerare che l’onere di dimostrare la natura pubblica dell’IPAB gravava sull’ente stesso. Inoltre, evidenziavano che l’istituzione era sorta in esecuzione di un testamento olografo di un privato cittadino nel lontano 1843, un elemento che ne suggeriva fortemente la natura privatistica.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto le tesi delle lavoratrici, cassando la sentenza d’appello e affermando la giurisdizione del giudice ordinario. Le motivazioni della decisione si fondano su principi chiari e consolidati.

Il Principio del “Tempus Regit Actum”

Innanzitutto, la Corte ha specificato che per individuare il giudice competente, è necessario accertare la natura del rapporto di lavoro nel periodo in cui sono maturate le pretese economiche (1987-1994). È irrilevante che l’ente sia successivamente confluito, nel 1997, in una nuova IPAB di natura pubblica. L’analisi deve concentrarsi sulla natura giuridica IPAB originaria.

L’Onere della Prova grava sull’Ente

La Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: grava sulla parte che ha interesse a dimostrare la natura pubblica dell’ente l’onere di provare gli elementi costitutivi di tale natura (origine, struttura, fonti di finanziamento). Nel caso di specie, né l’IPAB originaria né il Comune subentrato avevano fornito tale prova.

I Criteri per l’Accertamento della Natura Privata

La Corte ha poi elencato i criteri, già delineati in precedenti pronunce e nel d.P.C.M. del 16 febbraio 1990, per stabilire se un’IPAB abbia natura privata. A titolo esemplificativo, occorre verificare se l’ente:
1. Trae origine da un atto di liberalità di un fondatore privato (come un testamento).
2. È amministrato da un consiglio in cui i componenti di nomina privata sono in quota significativa.
3. Ottiene i mezzi per operare da fonti private (rendite patrimoniali, rette, beneficenza).

Nel caso specifico, è emerso che la Casa di Ospitalità era stata istituita da un privato con testamento del 1843 e che il suo Consiglio di Amministrazione doveva tenere in considerazione gli interessi del fondatore, oltre ad avere una chiara ispirazione religiosa. Questi elementi deponevano inequivocabilmente a favore della sua natura privata nel periodo di riferimento.

Le Conclusioni

La Corte di Cassazione ha concluso che sussiste la giurisdizione del giudice ordinario. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d’appello di Catania, che dovrà ora decidere la causa nel merito, attenendosi ai principi di diritto stabiliti. Questa ordinanza rafforza la tutela dei lavoratori di enti di assistenza di origine privata, chiarendo che la natura di un’istituzione non può essere presunta, ma deve essere concretamente provata in giudizio da chi la afferma. La decisione sottolinea l’importanza di un’analisi storica e statutaria per determinare la vera natura giuridica IPAB e, di conseguenza, il giudice competente a risolvere le relative controversie.

A quale giudice spetta decidere le cause di lavoro dei dipendenti di un’IPAB?
Spetta al giudice ordinario se l’IPAB, nel periodo a cui si riferisce la controversia, aveva le caratteristiche di un ente privato. La natura pubblica non è presunta e deve essere provata.

Chi deve dimostrare se un’IPAB è un ente pubblico o privato in un processo?
L’onere di provare la natura pubblica dell’ente grava sulla parte che ha interesse a dimostrarla, solitamente l’ente stesso o chi lo rappresenta. In mancanza di tale prova, si presume la natura privata.

Quali elementi determinano la natura privata di un’istituzione di assistenza e beneficenza (IPAB)?
Gli elementi principali sono: l’origine da un atto di volontà di un privato (es. testamento), un’amministrazione con una significativa componente di nomina privata e il finanziamento derivante prevalentemente da fonti private come rendite patrimoniali, rette e donazioni.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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