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Mutuo dissenso: risoluzione del contratto

Il caso riguarda una lite tra due società in merito a un contratto di permuta di servitù. L’attrice lamentava l’inadempimento della convenuta, rea di non aver mai attivato una piscina necessaria per l’esercizio di una servitù idrica. Tuttavia, data la volontà di entrambe le parti di sciogliere il vincolo e la condotta processuale dell’attrice, il Tribunale ha dichiarato la risoluzione per mutuo dissenso.

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Lo scioglimento del contratto per mutuo dissenso

Quando i rapporti contrattuali diventano conflittuali, non sempre la via giudiziaria deve concludersi con l’accertamento della colpa di una delle parti. Esiste infatti uno strumento, il mutuo dissenso, che permette di porre fine a un vincolo giuridico in modo consensuale quando viene meno l’interesse comune a proseguire l’affare. Una recente sentenza del Tribunale di Palermo offre lo spunto per analizzare come questa figura giuridica possa trovare applicazione anche in contesti complessi come quelli immobiliari.

Il caso della permuta di servitù contestata

La vicenda trae origine da un atto notarile di permuta di servitù sottoscritto da due società proprietarie di unità immobiliari attigue. L’accordo prevedeva uno scambio: una società concedeva il passaggio pedonale e carrabile sul proprio fondo; in cambio, l’altra società si impegnava a concedere il diritto di prelevare acqua da una piscina da realizzare nel proprio scantinato.

Il conflitto è sorto quando la società attrice ha lamentato che, a fronte del pieno godimento del passaggio da parte della vicina, quest’ultima non aveva mai attivato la piscina, rendendo di fatto impossibile l’esercizio della servitù idrica. Da qui la richiesta iniziale di risoluzione per grave inadempimento.

La scelta del mutuo dissenso per risolvere la lite

Nonostante l’aggressività iniziale della citazione, il processo ha preso una piega diversa. La società convenuta, pur respingendo le accuse di inadempimento, ha dichiarato di non opporsi allo scioglimento del contratto, chiedendo anzi che venisse dichiarato il recesso consensuale.

Il giudice ha rilevato che l’attrice non ha insistito nel provare le proprie accuse di inadempimento durante le fasi cruciali del processo. Tale condotta, unita alla volontà espressa dalla convenuta, ha portato il Tribunale a optare per una soluzione che riconosce la volontà di entrambe le parti di liberarsi dai rispettivi obblighi senza l’addebito di responsabilità specifiche.

Le motivazioni

Il Tribunale ha osservato che la volontà espressa dalla parte convenuta nella comparsa di costituzione, unita alla rinuncia implicita dell’attrice alle domande risarcitorie, ha configurato una chiara ipotesi di mutuo dissenso. I giudici hanno rilevato come non vi fosse nella scrittura del 2019 un obbligo vincolante e immediato per la convenuta di costruire la piscina, che era pacificamente inesistente al momento della firma. Inoltre, mancava la prova che l’attrice avesse eseguito le opere idriche di collegamento a suo carico. Di conseguenza, il tribunale ha ritenuto che lo scioglimento consensuale fosse la via giuridicamente più corretta per definire la controversia, vista la mancanza di una prova certa sul grave inadempimento.

Le conclusioni

Il provvedimento si chiude con la dichiarazione di risoluzione dell’atto notarile del 2019 per mutuo dissenso, ponendo fine a ogni obbligazione reciproca tra le due società. Per quanto riguarda le spese di lite, il giudice ha deciso per la loro integrale compensazione. Questa scelta deriva proprio dalla natura della decisione: non essendoci un vero vincitore o un vero soccombente in termini di colpa contrattuale, e avendo entrambe le parti contribuito allo scioglimento del vincolo con la propria condotta processuale, è apparso equo che ognuno sostenesse i propri costi legali. Questo caso conferma che il mutuo dissenso rimane uno strumento flessibile ed efficace per risolvere situazioni di stallo contrattuale in ambito civile.

Cosa succede se entrambe le parti vogliono sciogliere un contratto durante una causa?
Se durante il processo emerge la volontà concorde di entrambe le parti di porre fine al vincolo, il giudice può dichiarare la risoluzione per mutuo dissenso senza accertare inadempimenti specifici.

È possibile risolvere una permuta di servitù se la piscina non viene costruita?
Sì, ma se il contratto non prevede un obbligo immediato di costruzione e le parti concordano per lo scioglimento, il tribunale può optare per la risoluzione consensuale invece che per inadempimento.

Chi paga le spese legali in caso di risoluzione per mutuo dissenso?
Solitamente, quando la risoluzione avviene per accordo delle parti o per condotta processuale conciliativa, il giudice dispone la compensazione delle spese tra le parti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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