Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 11576 Anno 2024
Civile Ord. Sez. 1 Num. 11576 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 30/04/2024
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 3743/2023 R.G. proposto da: HAMIDA MEHDI, elettivamente domiciliato in INDIRIZZO, presso lo studio dell’avvocato COGNOME NOME (CODICE_FISCALE) rappresentato e difeso dall’avvocato COGNOME NOME (CODICE_FISCALE)
-ricorrente-
Contro
RAGIONE_SOCIALE, in persona del Ministro rappresentato e difeso ope legis dall’Avvocatura dello Stato, e domiciliato presso i suoi Uffici siti in Roma, INDIRIZZO
-controricorrente-
avverso ORDINANZA di GIUDICE DI PACE TORINO n. 12535/2022 depositata il 30/09/2022.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 13/02/2024 dal Consigliere COGNOME NOME COGNOME.
RILEVATO CHE
Il ricorrente, cittadino tunisino, sbarcato in Italia a seguito di soccorso in mare, in data 28 settembre 2022, era rintracciato nei
pressi di Ventimiglia mentre tentava di recarsi in Francia, veniva condotto presso gli uffici della Questura di Imperia, dove riceveva la notifica di un decreto di espulsione prefettizio per essere entrato in Italia ‘ in data 11/08/2020 sottraendosi ai controlli di frontiera ‘ (art. 13, c. 2, lett. a), D. Lgs. 286/98, e di un contestuale ordine di trattenimento presso il RAGIONE_SOCIALE di Torino -‘Brunelleschi’. Il giudice di pace ha convalidato il trattenimento. Avverso il predetto provvedimento ha proposto ricorso il cittadino straniero affidandosi a due motivi. Costituita la controparte con controricorso. Il ricorrente ha depositato memoria
RITENUTO CHE
1. -Con il primo motivo del ricorso si lamenta la violazione dell’art. 360, n. 4), c.p.c. in relazione agli artt. 14, cc. 4, 5 e 5 -bis, D. Lgs. 286/98, 15, parr. 2 e 4, Direttiva 2008/115/CE, art. 111, c. 6, Cost.; la motivazione inesistente e/o apparente del provvedimento di proroga del trattenimento; l’ omesso esame delle deduzioni difensive; la violazione del c.d. minimo costituzionale della motivazione
2. -Con il secondo motivo del ricorso si lamenta la violazione dell’art. 360, n. 3), c.p.c. in relazione agli artt. 10, 13 D. Lgs. 286/98; la illegittimità della convalida del trattenimento per la manifesta illegittimità del decreto di espulsione presupposto; l’erronea contestazione della fattispecie espulsiva posto che il Prefetto di Imperia emetteva il provvedimento per essere il ricorrente entrato in Italia ‘sottraendosi ai controlli di frontiera’ (art. 13, c. 2, lett. a), D. Lgs. 286/98), affermazione smentita dall’elenco dei precedenti dattiloscopici dello straniero, che confermavano l’avvenuto fotosegnalamento del ricorrente al momento dello sbarco
3. -Il primo motivo è fondato.
Secondo il consolidato orientamento di questa Corte che il Collegio condivide, la riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dall’art. 54 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sé, purché il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione (da ultimo, tra le tante, Cass. 6758/2022, in conformità a Cass. S.U. 8053/2014).
Nella specie, ricorre il vizio di motivazione apparente del provvedimento impugnato, denunziabile in sede di legittimità, poiché essa, benché graficamente esistente, non rende, tuttavia, percepibile il fondamento della decisione, così violando l’art. 14, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998 che prevede espressamene che il giudice provvede alla convalida con decreto motivato (Cass. 18227/2022; Cass. 18937/2022; Cass. 18939/2022M Cass. 2826/2023; Cass. 9068/2023; Cass. 13324/2023).
Il Giudice di pace si è limitato ad una motivazione stereotipata e apodittica, così espressa ‘ rilevato che sussistono i presupposti di cui all’art. 13 del D. LGS. 286/98,atteso che: non sono emersi elementi tali da far ritenere manifestamente illegittimo il provvedimento espulsivo che sussistono altresì i presupposti di cui al successivo art. 14 manca passaporto valido per l’espatrio ‘; la
motivazione non contiene alcuna disamina delle difese del ricorrente e alcuna esplicitazione, pur sintetica, delle ragioni di condivisione delle argomentazioni della Questura, né esamina le difese prospettate.
Si è al cospetto, dunque, di una decisione assistita da una motivazione apparente e, come tale, inficiata dal vizio di nullità denunciato con il primo motivo, restando assorbito il secondo. Il provvedimento impugnato, conseguentemente, va cassato senza rinvio, decidendosi nel merito, posto che il trattenimento non è stato (validamente) prorogato nei termini e non può più esserlo a termini scaduti (v. Cass. 31/10/2023, n.30178).
4. -Poiché la parte ricorrente è ammessa ex lege al patrocinio a spese dello Stato (Cass.24102/2022) in un giudizio in cui è parte soccombente un’Amministrazione statale e la dichiarazione del difensore di essere antistatario non può costituisce rinuncia implicita al beneficio da parte dell’assistito (Cass. S.U. 8561/2021), non vi è luogo alla regolazione delle spese, per il principio secondo il quale, qualora la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile promossa contro un’Amministrazione statale, il compenso e le spese spettanti al difensore vanno liquidati ai sensi dell’art. 82 D.P.R. n. 115 del 2002, ovvero con istanza rivolta al giudice del procedimento, e più precisamente, ai sensi dell’art. 83, comma 2, dello stesso D.P.R. n., nel caso di giudizio di cassazione, al giudice che ha pronunciato la sentenza passata in giudicato, ovvero, in ipotesi di cassazione senza rinvio, al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata (v. Cass. 11028/2009, 23007/2010, rese in fattispecie di cassazione con decisione nel merito); l’art. 133 del medesimo D.P.R. n., a norma del quale la condanna alle spese della parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore dello Stato, non può, infatti, riferirsi all’ipotesi di soccombenza di un’Amministrazione statale (Cass. 18583/2012, 22882/2018,
30876/2018, 19299/2021, nonché Cass. S.U. 24413/2021; da ultimo Cass.7749/2023).
Pertanto, le spese processuali, relative al giudizio sia di merito che di legittimità, andranno liquidate dal Giudice di pace di Torino. Non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, essendo il ricorso esente dal contributo stesso.
P.Q.M.
accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbito il secondo e cassa senza rinvio il provvedimento impugnato.
Così deciso in Roma, il 13/02/2024.