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Misure protettive composizione negoziata: rigetto

Il Tribunale di Milano ha negato la conferma delle misure protettive composizione negoziata richieste da una società immobiliare. Nonostante un iniziale parere positivo dell’esperto, l’istruttoria ha rivelato la mancanza delle scritture contabili relative agli anni precedenti e l’impossibilità di imputare costi e ricavi ai singoli progetti. Il Giudice ha stabilito che senza dati contabili attendibili e verificabili, non è possibile formulare un giudizio sulla sostenibilità del risanamento, rendendo ingiustificato il sacrificio imposto ai creditori.

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Riferimento Decreto del Tribunale di Milano del 05/07/2026 (Trib. Milano 05/07/2026)

Misure protettive composizione negoziata: il dovere di trasparenza

L’accesso ai nuovi strumenti di regolazione della crisi d’impresa impone all’imprenditore oneri informativi rigorosi. Il ricorso alle misure protettive composizione negoziata non è un automatismo, ma l’esito di un attento bilanciamento tra l’esigenza di preservare l’azienda e il diritto dei creditori alla tutela del proprio credito.

Il caso: sviluppo immobiliare e opacità contabile

Una società operante nel settore dello sviluppo immobiliare ha richiesto l’attivazione della composizione negoziata a causa di una crisi finanziaria legata a ritardi in un importante cantiere. Il modello operativo, basato sulla raccolta di capitali tramite investitori privati e piattaforme di crowdfunding, richiedeva una gestione contabile separata per ogni singola iniziativa. Tuttavia, durante l’istruttoria è emerso che la società non disponeva delle scritture contabili relative agli esercizi passati, rendendo impossibile per l’esperto e per il tribunale ricostruire l’effettiva situazione patrimoniale e la composizione dei debiti.

L’importanza delle misure protettive composizione negoziata

Le misure protettive composizione negoziata servono a creare uno spazio protetto durante le trattative con i creditori. Nel caso in esame, però, l’esperto ha evidenziato che la contabilità non permetteva di distinguere i costi e i ricavi tra i diversi cantieri. Questa mancanza di trasparenza ha minato alla base la credibilità del piano di risanamento proposto. Il Tribunale ha quindi sottolineato che il sacrificio dei creditori è giustificabile solo se sorretto da un percorso di risanamento dotato di adeguata attendibilità e controllabilità esterna.

Il rigetto della richiesta di conferma

Il Giudice ha ritenuto che l’oggettiva impossibilità di accertare la reale consistenza della situazione economico-patrimoniale precluda la formulazione del giudizio richiesto dall’art. 19 CCII. Senza dati contabili certi, non è possibile verificare se le trattative abbiano concrete prospettive di successo. Di conseguenza, è stata disposta la cessazione degli effetti delle misure già operanti, ripristinando la piena facoltà d’azione dei creditori.

Le motivazioni

Il provvedimento si fonda sulla constatazione che l’assenza di una contabilità idonea impedisce qualsiasi apprezzamento affidabile sulla fattibilità del risanamento. La concessione della protezione giudiziale non può essere svincolata da un quadro informativo completo e verificabile. Nel caso di specie, la mancanza delle scritture degli anni precedenti e l’incapacità di imputare correttamente i flussi finanziari ai singoli progetti hanno reso il percorso di composizione troppo opaco per poter essere confermato. La tutela del valore dell’impresa deve sempre trovare fondamento in dati obiettivamente controllabili.

Le conclusioni

In conclusione, la trasparenza contabile rappresenta il presupposto imprescindibile per l’ottenimento delle tutele previste dal Codice della Crisi. L’imprenditore che intende avvalersi delle misure protettive composizione negoziata deve garantire la massima collaborazione documentale. Il rigetto dell’istanza in questo caso conferma che il Tribunale non avalla procedure caratterizzate da incertezza informativa, poiché ciò lederebbe ingiustamente i diritti dei terzi creditori e la stabilità del sistema economico.

Cosa accade se l’impresa non ha le scritture contabili degli anni passati?
L’assenza della contabilità degli anni precedenti impedisce di ricostruire le cause della crisi e l’effettiva entità dei debiti, portando al rigetto della richiesta di conferma delle misure protettive.

Perché il tribunale può negare la protezione contro i creditori?
Il giudice nega le misure protettive se il quadro informativo è opaco o incompleto, poiché non è possibile valutare se il piano di risanamento sia attendibile e funzionale al successo delle trattative.

Qual è il ruolo dell’esperto nella conferma delle misure protettive?
L’esperto deve fornire un parere sulla sostenibilità del risanamento; se riscontra anomalie contabili o mancanza di documentazione, segnala l’impossibilità di procedere con una verifica affidabile, influenzando la decisione del tribunale.

Termini giuridici

Composizione negoziata
Percorso stragiudiziale volontario per le imprese in crisi volto al risanamento aziendale con il supporto di un esperto indipendente.
Misure protettive
Provvedimenti temporanei che impediscono ai creditori di agire sul patrimonio dell'impresa per facilitare le trattative di risanamento.
Scritture contabili
Documenti obbligatori che registrano in modo cronologico e sistematico i fatti di gestione e la situazione economica della società.
Giudizio prognostico
Valutazione preventiva fatta dal giudice sulla probabilità di successo di un piano di risanamento futuro.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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