Il Collegio sindacale di un'azienda ha segnalato al tribunale gravi irregolarità gestorie compiute dall'organo amministrativo. La società viveva una profonda crisi finanziaria, aggravata da una struttura direttiva inadeguata: l'amministratore risiedeva all'estero, non parlava italiano e non collaborava con gli organi di controllo interni. Nel frattempo, l'azienda aveva avviato una composizione negoziata della crisi, ma durante il percorso l'amministratore ha eseguito pagamenti occulti infragruppo per milioni di euro, ignorando il piano concordato e omettendo di approvare il bilancio. Il Tribunale di Milano ha confermato la sussistenza delle violazioni contestate, stabilendo che la pendenza del risanamento non impedisce l'intervento del giudice civile. I magistrati hanno così revocato l'organo amministrativo in carica e nominato un amministratore giudiziario per cinque mesi con gestione diretta dell'impresa.
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