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Liquidazione CTU: stop al decreto dopo la sentenza

La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di Liquidazione CTU emesso da un Tribunale dopo che il giudizio di merito era già stato definito con ordinanza. Il caso nasce da una controversia per responsabilità medica in cui, dopo la chiusura del procedimento sommario e la regolamentazione delle spese, il giudice aveva tardivamente liquidato i compensi ai periti. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice perde il potere di emettere tali decreti una volta che la causa è conclusa, rendendo l’atto abnorme. La Liquidazione CTU deve quindi avvenire prima della sentenza finale, altrimenti il professionista dovrà agire con un ordinario decreto ingiuntivo.

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Pubblicato il 30 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Liquidazione CTU: il giudice perde il potere dopo la sentenza finale

La Liquidazione CTU è un passaggio fondamentale nei processi che richiedono competenze tecniche, come le cause di responsabilità medica. Tuttavia, esiste un limite temporale invalicabile per il giudice: la chiusura del processo. Una recente decisione della Corte di Cassazione ha chiarito che un decreto di pagamento emesso dopo la sentenza definitiva è giuridicamente inesistente per carenza di potere.

Il caso: un decreto di Liquidazione CTU fuori tempo massimo

La vicenda trae origine da un ricorso per accertamento tecnico preventivo finalizzato a verificare una presunta responsabilità professionale sanitaria. Espletata la consulenza tecnica, le parti avevano proseguito il giudizio nel merito. Il Tribunale aveva infine rigettato la domanda del ricorrente, condannandolo al pagamento delle spese processuali.

Solo dopo questa decisione definitiva, i consulenti tecnici avevano sollecitato il pagamento dei propri compensi. Il giudice, accogliendo l’istanza, aveva emesso un decreto di Liquidazione CTU ponendo l’onere a carico della parte soccombente. Quest’ultima ha però impugnato il provvedimento, ritenendolo illegittimo poiché emesso quando il giudice non aveva più l’autorità per farlo.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso, dichiarando l’annullamento del decreto senza rinvio. Gli Ermellini hanno evidenziato come il provvedimento impugnato fosse affetto da “abnormità”. Nel sistema processuale italiano, il potere del magistrato di intervenire sulle spese e sui compensi degli ausiliari si esaurisce nel momento in cui viene depositata la sentenza o l’ordinanza che definisce il grado di giudizio.

Le motivazioni

Secondo la giurisprudenza consolidata, una volta che il giudice ha regolato l’onere delle spese processuali con il provvedimento decisorio finale, non ha più il potere di provvedere alla Liquidazione CTU. Tale principio serve a garantire la certezza del diritto e la stabilità delle decisioni giudiziarie. Se il consulente non riceve la liquidazione entro la fine del processo, non perde il diritto al compenso, ma deve tutelarsi attraverso gli strumenti ordinari, come la richiesta di un decreto ingiuntivo ex art. 633 c.p.c., e non può più beneficiare della procedura semplificata interna al processo ormai estinto.

Le conclusioni

In conclusione, l’emissione di un decreto di Liquidazione CTU dopo la definizione del giudizio rappresenta un vizio procedurale gravissimo che rende l’atto impugnabile direttamente in Cassazione. Per le parti coinvolte, ciò significa che non possono essere obbligate a pagare somme liquidate attraverso procedure che scavalcano i tempi processuali corretti. Questa sentenza protegge il cittadino da oneri economici imposti in modo irrituale e ribadisce l’obbligo per i consulenti e per i magistrati di agire tempestivamente entro i confini del processo attivo.

Cosa succede se il giudice liquida il CTU dopo la sentenza?
Il provvedimento è considerato abnorme per carenza di potere del giudice e può essere annullato tramite ricorso in Cassazione.

Come può il consulente tecnico ottenere il pagamento se il processo è chiuso?
Il consulente deve agire in via ordinaria, ad esempio richiedendo un decreto ingiuntivo contro le parti, poiché il giudice della causa non può più emettere decreti di liquidazione.

Perché la liquidazione tardiva è considerata un errore grave?
Perché viola il principio di stabilità delle decisioni giudiziarie, secondo cui il potere del giudice sulle spese si esaurisce con la sentenza finale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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