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Liquidazione controllata: via libera con legale gratuito

Il Tribunale di Venezia ha aperto la procedura di liquidazione controllata per un debitore con un passivo di oltre 245.000 euro e un reddito familiare di 1.700 euro. La decisione si basa sui presupposti del sovraindebitamento e sulla recente sentenza della Corte Costituzionale n. 121/2024, che ha esteso il patrocinio a spese dello Stato a questa procedura, consentendo al debitore di accedere alla giustizia senza doverne sostenere i costi.

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Liquidazione controllata: Accesso Garantito Anche con il Gratuito Patrocinio

Una recente sentenza del Tribunale di Venezia apre le porte della liquidazione controllata a un debitore gravato da un passivo di quasi 250.000 euro, applicando un principio fondamentale sancito dalla Corte Costituzionale: il diritto alla difesa tramite il patrocinio a spese dello Stato. Questo provvedimento non solo offre una via d’uscita a chi si trova in una situazione di sovraindebitamento, ma riafferma anche un importante diritto di accesso alla giustizia.

Il Caso in Esame: Debiti Ingenti e un Unico Bene

Il caso riguarda un cittadino che, assistito da un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), ha presentato ricorso per l’apertura della liquidazione controllata. La sua situazione finanziaria era critica:
Debiti complessivi: circa 245.705 euro.
Reddito familiare mensile: circa 1.700 euro, per un nucleo composto da una moglie disoccupata e due figli minori.
Patrimonio: limitato a un’autovettura del valore di circa 12.500 euro.

Di fronte a questo squilibrio palese e duraturo tra obbligazioni e patrimonio, il debitore si trovava in un conclamato stato di sovraindebitamento, presupposto essenziale per accedere alla procedura.

La Procedura di Liquidazione Controllata e la Decisione del Tribunale

Il Tribunale di Venezia, verificata la sussistenza dei requisiti previsti dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (artt. 268 e ss.), ha accolto il ricorso. Ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione controllata, nominando un giudice delegato e un liquidatore (nella persona dello stesso professionista che ha gestito la fase preliminare come OCC).

La decisione comporta conseguenze immediate e significative:
1. Blocco delle azioni esecutive: Dal giorno dell’apertura, nessuna azione esecutiva o cautelare individuale può essere iniziata o proseguita contro i beni del debitore.
2. Gestione del patrimonio: Il liquidatore assume la gestione di tutti i beni del debitore, compresa l’autovettura, al fine di venderli e distribuire il ricavato tra i creditori.
3. Fissazione del mantenimento: Sarà il giudice, su istanza del liquidatore, a stabilire quale parte del reddito mensile del debitore debba essere esclusa dalla liquidazione per garantire il sostentamento suo e della sua famiglia.

Le Motivazioni

Le motivazioni del Tribunale si fondano su due pilastri. In primo luogo, la constatazione oggettiva dello stato di sovraindebitamento del ricorrente, che non era soggetto ad altre procedure concorsuali maggiori. In secondo luogo, e di cruciale importanza, il provvedimento si allinea alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 121 del 4 luglio 2024. Questa sentenza ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che escludevano la procedura di liquidazione controllata dall’ambito di applicazione del patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale, recependo tale principio, ha disposto la “prenotazione a debito” delle spese, ammettendo di fatto il debitore al beneficio del gratuito patrocinio. Questa applicazione garantisce che anche i soggetti privi di mezzi economici possano avvalersi di uno strumento pensato per offrire una “seconda possibilità”, senza che i costi della procedura diventino un ostacolo insormontabile.

Le Conclusioni

La sentenza del Tribunale di Venezia è un esempio concreto di come la giurisprudenza stia evolvendo per rendere gli strumenti di risoluzione della crisi da sovraindebitamento sempre più accessibili. La decisione di ammettere il debitore al patrocinio a spese dello Stato non è un dettaglio tecnico, ma il riconoscimento di un diritto fondamentale. Senza questa possibilità, persone in condizioni di grave difficoltà economica sarebbero di fatto escluse da una procedura nata proprio per loro. Questo provvedimento rafforza l’efficacia della liquidazione controllata come strumento di welfare sociale, consentendo un reale nuovo inizio (fresh start) e promuovendo un’economia più inclusiva e giusta.

Che cos’è la liquidazione controllata?
È una procedura giudiziale a cui può accedere un soggetto sovraindebitato (consumatore o professionista) per liquidare, cioè vendere, tutti i suoi beni e pagare, nei limiti del possibile, i suoi debiti, con l’obiettivo finale di ottenere la cancellazione di quelli non soddisfatti.

Quali sono i presupposti per accedere a questa procedura secondo la sentenza?
I presupposti principali sono lo stato di sovraindebitamento, ovvero l’incapacità di far fronte ai propri debiti con il patrimonio disponibile, e il non essere soggetti a procedure concorsuali maggiori. Nel caso specifico, il Tribunale ha verificato l’enorme sproporzione tra i debiti (circa 245.000 euro) e il reddito/patrimonio del debitore.

È possibile ottenere il gratuito patrocinio per la procedura di liquidazione controllata?
Sì. La sentenza applica direttamente la decisione della Corte Costituzionale n. 121 del 2024, che ha stabilito l’incostituzionalità delle norme che escludevano questa procedura dal patrocinio a spese dello Stato. Pertanto, chi non ha i mezzi economici può accedere alla liquidazione controllata con l’assistenza legale pagata dallo Stato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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