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Licenziamento del dirigente: illegittimo ma senza preavviso?

Un’azienda licenziava un proprio manager. Il Tribunale accertava l’illegittimità del recesso e condannava l’impresa a versare un indennizzo risarcitorio. Il dirigente proponeva appello per ottenere l’indennità sostitutiva del preavviso e l’adeguamento dell’indennità supplementare. La Corte d’Appello aumentava l’indennità supplementare ma negava il preavviso, sostenendo a sorpresa la sussistenza di una giusta causa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del dipendente: una volta accertata l’illegittimità del recesso in primo grado, e non essendo stata impugnata dall’azienda, tale aspetto è definitivo. I giudici di secondo grado non potevano rivalutare la legittimità del recesso per negare l’indennità di preavviso. In caso di licenziamento del dirigente accertato come illegittimo, spettano sia il preavviso sia l’indennità supplementare.

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Pubblicato il 29 agosto 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 30985 Anno 2022 (Cass. civ. sez. lavoro n. 30985/2022)

I limiti al licenziamento del dirigente e i diritti economici correlati

Il rapporto di lavoro dirigenziale presenta regole specifiche e tutele differenti rispetto alle altre categorie di lavoratori dipendenti. Nel licenziamento del dirigente non si applica la classica disciplina limitativa dei licenziamenti individuali, ma entrano in gioco le clausole della contrattazione collettiva e la nozione di giustificatezza. Quando l’interruzione del rapporto avviene in modo arbitrario, sorgono specifici diritti economici a favore del manager, tra cui l’indennità supplementare e l’indennità sostitutiva del preavviso.

La controversia nasce dalla decisione di un’azienda di recedere dal contratto di lavoro con un proprio dirigente. Il lavoratore ha impugnato il provvedimento dinanzi all’autorità giudiziaria per contestarne l’ingiustificatezza e richiedere le somme spettanti.

Il contrasto tra le indennità e la definitività della decisione

Il giudice di primo grado ha dichiarato illegittimo il recesso, accordando al lavoratore un’indennità risarcitoria commisurata a quattordici mensilità. L’azienda ha scelto di non contestare questa pronuncia, accettando la statuizione sull’illegittimità. Al contrario, il dipendente ha presentato appello per rideterminare la somma in misura maggiore e per ottenere il riconoscimento del mancato preavviso.

I giudici di secondo grado hanno incrementato l’importo dell’indennità supplementare, ma hanno inaspettatamente negato il preavviso. Secondo la corte territoriale sussistevano elementi idonei a giustificare il recesso immediato per giusta causa, contraddicendo l’esito del primo grado.

La nozione di giustificatezza nel licenziamento del dirigente

La giurisprudenza distingue chiaramente la giusta causa dalla giustificatezza. La giusta causa rappresenta un fatto talmente grave da impedire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto. La giustificatezza consiste invece in una motivazione apprezzabile sul piano del diritto, idonea a incrinare il vincolo fiduciario, che esonera il datore dal versamento della sola indennità supplementare.

Se l’illegittimità del recesso è stata accertata e non è stata impugnata dalla società, essa diventa definitiva. Il giudice dell’impugnazione non può rimettere in discussione l’assenza di giustificazioni per negare il preavviso richiesto dal lavoratore.

Le motivazioni sul licenziamento del dirigente accolte dalla Cassazione

I giudici di legittimità hanno censurato la sentenza di secondo grado per una grave contraddizione logica e giuridica. La Corte d’Appello ha riesaminato i fatti materiali del recesso senza averne il potere, poiché l’accertamento sull’illegittimità del licenziamento era ormai coperto da giudicato.

Non avendo l’azienda proposto appello contro la declaratoria di illegittimità, la totale insussistenza di una giusta causa o di un motivo giustificato non poteva più essere messa in discussione. La Cassazione ha ribadito che il dirigente illegittimamente licenziato ha pieno diritto a vedersi liquidata l’indennità di preavviso, oltre all’indennità supplementare prevista dal contratto collettivo.

Le conclusioni sul licenziamento del dirigente e le conseguenze pratiche

La Suprema Corte ha cassato la decisione impugnata, rinviando il procedimento a una diversa sezione della Corte d’Appello per la quantificazione dell’indennità sostitutiva del preavviso. Il ricorso della società è stato respinto, con contestuale conferma dell’obbligo di versare l’indennità supplementare maggiorata.

La sentenza consolida un principio fondamentale a tutela della stabilità dei giudizi: il datore di lavoro che omette di contestare la dichiarazione di illegittimità del recesso non può beneficiare di un riesame d’ufficio e deve corrispondere tutte le indennità economiche collegate alla perdita ingiustificata del posto di lavoro.

Qual è la differenza tra giusta causa e giustificatezza per i dirigenti?
La giusta causa è una colpa gravissima che non consente nemmeno la prosecuzione provvisoria del lavoro ed esclude il preavviso. La giustificatezza è una ragione oggettiva o fiduciaria meno grave, che consente il recesso ma esonera l’azienda soltanto dal pagamento dell’indennità supplementare.

Cosa accade se l’azienda non impugna la sentenza che dichiara il recesso illegittimo?
L’accertamento dell’illegittimità diventa definitivo per effetto del giudicato. I giudici dei gradi successivi non possono più riesaminare i motivi del recesso per negare le spettanze economiche richieste dal lavoratore.

Quali indennità spettano al dirigente licenziato senza una valida motivazione?
Al dirigente spettano sia l’indennità sostitutiva del preavviso, stabilita dalla legge o dal contratto, sia l’indennità supplementare prevista dal contratto collettivo applicabile.

Termini giuridici

Giudicato
Situazione per cui una decisione giudiziaria non può più essere impugnata o modificata, diventando definitiva.
Indennità sostitutiva del preavviso
Somma di denaro che il datore di lavoro deve versare quando interrompe il rapporto senza rispettare il periodo contrattuale di preavviso.
Indennità supplementare
Risarcimento economico previsto dai contratti collettivi per i dirigenti licenziati senza una valida giustificazione.
Giustificatezza
Ragione oggettiva o soggettiva, meno rigorosa della giusta causa, che rende legittimo il recesso nei confronti di un dirigente.
Giusta causa
Grave violazione che lede irreparabilmente il rapporto di fiducia e impedisce la prosecuzione anche provvisoria del lavoro.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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