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Licenza scommesse: cumulo necessario con AWP

Una società che installa apparecchi da gioco (AWP) è stata sanzionata per averli collocati in un esercizio che, pur avendo una licenza generica (ex art. 86 TULPS), era privo della specifica licenza scommesse (ex art. 88 TULPS). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che in locali dove si raccolgono scommesse è necessario il cumulo di entrambe le autorizzazioni. La Corte ha inoltre escluso la buona fede dell’installatore, in quanto operatore qualificato con un preciso dovere di verifica.

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Pubblicato il 31 gennaio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Licenza Scommesse e AWP: la Cassazione chiarisce l’obbligo del doppio titolo

L’installazione di apparecchi da gioco tipo AWP (Amusement with Prize) in un locale che funge anche da centro di raccolta scommesse richiede una doppia autorizzazione. Non basta la licenza generica per apparecchi da intrattenimento se manca la specifica licenza scommesse prevista dall’art. 88 TULPS. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una recente ordinanza, che consolida un principio fondamentale per tutti gli operatori del settore e sottolinea la responsabilità professionale degli installatori.

I Fatti del Caso: L’Installazione delle AWP in un Locale non Autorizzato

La vicenda trae origine da un controllo effettuato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli presso un esercizio commerciale in provincia di Cosenza. Durante l’ispezione, le autorità accertavano che il locale svolgeva attività di raccolta scommesse per conto di un bookmaker estero senza possedere la necessaria licenza di pubblica sicurezza (ex art. 88 TULPS).
All’interno dello stesso esercizio, erano presenti cinque videoterminali AWP, installati da una società specializzata nel settore. Quest’ultima operava sulla base della licenza per apparecchi da intrattenimento (ex art. 86 TULPS) detenuta dal titolare del locale. L’Agenzia contestava all’installatore la violazione dell’art. 110 TULPS, che sanziona chi installa apparecchi da gioco in luoghi privi delle prescritte autorizzazioni, irrogando una sanzione pecuniaria. La società installatrice e il suo legale rappresentante impugnavano il provvedimento, ma sia il Tribunale che la Corte d’Appello confermavano la sanzione.

La decisione della Cassazione e la necessaria licenza scommesse

Giunto dinanzi alla Corte di Cassazione, il ricorso della società si basava su due motivi principali: l’errata interpretazione delle norme sulle licenze e il presunto stato di buona fede, derivante dal fatto che il gestore del locale era iscritto nell’elenco ufficiale degli operatori di gioco.
La Suprema Corte ha rigettato entrambi i motivi, offrendo chiarimenti cruciali.

Il Principio del Cumulo delle Licenze

Il punto centrale della decisione è l’affermazione del principio del cumulo. La Cassazione, in linea con la sua giurisprudenza consolidata, ha ribadito che la possibilità di installare AWP in forza della sola licenza ex art. 86 TULPS vale unicamente per i locali che non sono soggetti all’obbligo della licenza scommesse.
Quando un esercizio commerciale raccoglie anche scommesse, la licenza ex art. 88 TULPS diventa un requisito imprescindibile. Le due autorizzazioni, in questo caso, non sono alternative ma cumulative. Devono essere possedute entrambe.

L’Esclusione della Buona Fede per l’Operatore Professionale

Il secondo motivo di ricorso, relativo alla buona fede, è stato anch’esso respinto. L’installatore sosteneva di aver fatto affidamento sull’iscrizione del gestore nell’elenco ministeriale, che presuppone il possesso di una licenza (art. 86 o 88 TULPS). Per la Corte, tale verifica è insufficiente.
Un operatore qualificato del settore ha un dovere di diligenza superiore. Non può limitarsi a un controllo formale come la verifica dell’iscrizione a un elenco, ma deve accertarsi, chiedendo l’esibizione dei documenti, che il locale possieda tutte le licenze specifiche per le attività effettivamente svolte. Affidarsi a un presupposto generico senza verificare la presenza della licenza scommesse equivale ad assumersi il rischio della violazione.

Le Motivazioni della Corte

La Corte ha motivato la sua decisione sulla base di una precisa finalità normativa: la tutela della sicurezza pubblica. La compresenza di apparecchi da gioco AWP e di attività di raccolta scommesse in uno stesso luogo ne aumenta la “intrinseca pericolosità sociale”. Per questo motivo, il legislatore impone i più stringenti controlli di polizia legati al rilascio della licenza ex art. 88 TULPS. Consentire l’installazione di AWP in un centro scommesse privo di tale autorizzazione significherebbe eludere questo fondamentale presidio di sicurezza.
Inoltre, i giudici hanno chiarito che l’iscrizione nell’elenco degli operatori, introdotto dalla legge 220/2010, non costituisce un “titolo autorizzativo definitivo” che sostituisce le licenze di polizia. L’iscrizione, al contrario, presuppone il possesso delle licenze, ma non ne certifica la validità o l’adeguatezza rispetto alle attività concretamente esercitate nel locale. L’errore dell’installatore è stato quindi ritenuto non scusabile, data la sua posizione professionale che impone una conoscenza approfondita delle normative di settore e un obbligo di verifica documentale.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

L’ordinanza della Cassazione ha importanti implicazioni per tutti gli attori della filiera del gioco legale:
1. Obbligo di Cumulo: È definitivamente chiarito che nei locali dove si esercita la raccolta di scommesse, l’installazione di AWP richiede sia la licenza ex art. 86 sia quella ex art. 88 TULPS.
2. Responsabilità dell’Installatore: Gli installatori non possono fare affidamento su verifiche sommarie come la consultazione di elenchi pubblici. Hanno un preciso dovere di diligenza che impone di richiedere e visionare le licenze specifiche del locale prima di procedere all’installazione.
3. Inefficacia della Buona Fede: In questo contesto, invocare la buona fede è estremamente difficile per un operatore professionale. La mancata verifica diretta delle autorizzazioni è considerata una negligenza che esclude l’errore scusabile e non esime dalla responsabilità per la sanzione amministrativa.

Per installare apparecchi da gioco (AWP) in un locale che raccoglie anche scommesse, quale licenza è necessaria?
Sono necessarie entrambe le licenze: sia quella generica per gli apparecchi da intrattenimento (ex art. 86 TULPS) sia quella specifica per l’esercizio delle scommesse (ex art. 88 TULPS). Le due autorizzazioni devono essere possedute cumulativamente.

L’iscrizione del gestore del locale nell’apposito elenco degli operatori di gioco è una garanzia di regolarità per chi installa gli apparecchi?
No. La Corte di Cassazione ha chiarito che l’iscrizione in tale elenco non sostituisce le licenze di polizia e non fornisce certezza sul possesso di tutte le autorizzazioni necessarie. È un presupposto, non una prova sufficiente.

Un operatore professionale del settore giochi può invocare la buona fede se non ha verificato direttamente le licenze del locale?
No. Secondo la sentenza, un operatore professionale ha una “posizione particolarmente qualificata” che comporta un dovere di diligenza rafforzato. Deve effettuare accertamenti approfonditi, come chiedere di visionare le licenze, e non può limitarsi a verifiche superficiali. La mancata verifica diretta esclude la possibilità di invocare la buona fede.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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