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Licenza sala giochi: quando serve l’art. 88 TULPS?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 30971/2023, ha stabilito che la licenza sala giochi generica ex art. 86 T.U.L.P.S. non è sufficiente per installare apparecchi da intrattenimento (AWP) se nel locale si svolge anche attività di raccolta scommesse. In tal caso, è obbligatoria la specifica autorizzazione prevista dall’art. 88 T.U.L.P.S. La Corte ha rigettato il ricorso del titolare di una sala, confermando la sanzione amministrativa e validando l’accertamento dell’attività di scommesse basato su prove presuntive.

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Pubblicato il 19 febbraio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Licenza sala giochi: quando la licenza generica non basta?

La gestione di una sala giochi richiede un’attenta valutazione delle autorizzazioni necessarie. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 30971/2023) ha fornito chiarimenti cruciali sulla differenza tra la licenza generica e quella specifica, soprattutto quando nel locale si affiancano apparecchi da intrattenimento e attività di scommesse. Comprendere quale licenza sala giochi sia obbligatoria è fondamentale per evitare pesanti sanzioni.

I Fatti del Caso: Sanzione e Appelli

Il titolare di una sala giochi si è visto comminare una sanzione amministrativa pecuniaria di 13.500 euro dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La contestazione riguardava la violazione dell’art. 110, comma 9, lettera f-bis) del T.U.L.P.S., per aver consentito l’uso di nove apparecchi da intrattenimento di tipo AWP (Amusement With Prizes) in assenza dell’autorizzazione specifica prevista dall’art. 88 dello stesso testo unico.

Il gestore si era opposto alla sanzione, sostenendo di essere in possesso della licenza di cui all’art. 86 del T.U.L.P.S., a suo avviso sufficiente per l’installazione degli apparecchi. Tuttavia, l’opposizione è stata respinta sia dal Giudice di Pace sia, in appello, dal Tribunale di Sassari. Il Tribunale ha confermato che all’interno del locale veniva esercitata anche un’attività di scommesse, come emerso da una verifica ispettiva che aveva portato al rinvenimento di un personal computer, una stampante termica e diverse schedine giocate. Di conseguenza, il titolare ha presentato ricorso per cassazione.

La Questione Giuridica sulla licenza sala giochi

Il nodo centrale della controversia ruota attorno all’interpretazione degli articoli 86 e 88 del T.U.L.P.S. La difesa del ricorrente si basava sull’assunto che la licenza ex art. 86 fosse un titolo abilitativo sufficiente per l’installazione di apparecchi AWP. La questione giuridica, quindi, è la seguente: in un locale dove si svolge anche attività di raccolta scommesse, la licenza generica è sufficiente o è necessaria la specifica autorizzazione per la gestione di scommesse?

La Prova Presuntiva dell’Attività di Scommessa

Un altro punto cruciale del ricorso riguardava la prova dell’effettivo svolgimento dell’attività di scommesse. Il ricorrente contestava che il Tribunale avesse basato la sua decisione su presunzioni semplici (il rinvenimento di computer, stampante e schedine), senza prove dirette di avventori intenti a scommettere. Sosteneva inoltre che tale attività, se mai esistita, fosse stata svolta a sua insaputa da un dipendente.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato su tutta la linea. Le motivazioni della decisione offrono importanti principi di diritto per i gestori del settore.

La Corte ha ribadito un principio già consolidato: i soggetti che esercitano attività di scommessa possono installare apparecchi da divertimento e intrattenimento (come le AWP) solo se sono muniti della licenza di polizia prevista dall’art. 88 del T.U.L.P.S. La possibilità di installare tali apparecchi sulla base della sola licenza ex art. 86 riguarda esclusivamente i locali aperti al pubblico che non siano soggetti all’autorizzazione prescritta dall’art. 88. In pratica, se nel locale si raccolgono scommesse, la licenza specifica assorbe e rende necessaria quella più generica per le altre attività di gioco.

La Corte ha inoltre considerato legittimo il ragionamento del Tribunale, che ha desunto l’esistenza dell’attività di scommesse dagli elementi rinvenuti durante l’ispezione. Il verbale di accertamento redatto dai funzionari pubblici, ha ricordato la Corte, costituisce piena prova fino a querela di falso per i fatti attestati. La presenza di computer, stampante termica e schedine giocate sono stati ritenuti elementi sufficienti a configurare una presunzione grave, precisa e concordante, non una mera supposizione. Il giudice di merito ha correttamente valutato questi indizi nel loro insieme, e tale valutazione fattuale non è sindacabile in sede di legittimità.

Infine, la Corte ha dichiarato inammissibili gli altri motivi di ricorso, inclusi quelli relativi alla carenza dell’elemento soggettivo (la presunta ignoranza del titolare) e alla mancata ammissione di prove testimoniali. Questi motivi sono stati giudicati troppo generici o volti a una rivalutazione dei fatti, compito che non spetta alla Corte di Cassazione.

Le Conclusioni: Implicazioni per i Gestori di Sale Giochi

L’ordinanza in esame conferma un punto fondamentale per chi opera nel settore del gioco legale: la natura dell’attività svolta nel locale determina il tipo di autorizzazione richiesta. Non è possibile ‘sommare’ licenze diverse o ritenere che una generica possa coprire attività specifiche e più regolamentate come la raccolta di scommesse. I gestori devono assicurarsi di possedere la licenza sala giochi corretta e completa per tutte le attività offerte al pubblico. La decisione sottolinea anche come la responsabilità del titolare possa essere affermata anche sulla base di prove presuntive, e che spetta a lui vigilare sulle attività svolte all’interno del proprio esercizio, anche se materialmente condotte da dipendenti.

Per installare apparecchi AWP (slot machine) in una sala giochi è sempre sufficiente la licenza prevista dall’art. 86 del TULPS?
No. Secondo la Corte, la licenza ex art. 86 T.U.L.P.S. è sufficiente solo per i locali aperti al pubblico che non siano soggetti all’autorizzazione per la raccolta di scommesse. Se nel locale si svolge anche attività di scommessa, è obbligatoria la licenza specifica prevista dall’art. 88 del T.U.L.P.S.

Come può essere provata un’attività illecita di scommesse all’interno di un locale?
L’attività di scommesse può essere provata anche attraverso presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti. Nel caso di specie, il rinvenimento di un personal computer, una stampante termica e dieci schedine giocate è stato ritenuto sufficiente dal giudice per desumere l’esercizio di tale attività.

Il titolare di una sala giochi è sempre responsabile per le attività svolte da un suo dipendente?
La sentenza non affronta direttamente il tema della responsabilità oggettiva, ma rigetta il motivo di ricorso del titolare che affermava la propria inconsapevolezza. La Corte conferma la decisione del giudice di merito che, sulla base degli elementi raccolti, ha ritenuto sussistente la responsabilità del titolare, implicitamente affermando un suo dovere di vigilanza sull’attività svolta nel locale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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