LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Licenza Giochi: la Cassazione valuta il rinvio alla CGUE

Un operatore del settore giochi è stato sanzionato per aver installato apparecchi di intrattenimento senza la specifica licenza giochi richiesta per la raccolta di scommesse. Dopo la conferma della sanzione in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione, con un’ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per valutare la compatibilità della normativa italiana con il diritto dell’Unione Europea, a seguito di una specifica richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 8 gennaio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Licenza Giochi e Diritto UE: La Cassazione Apre a un Rinvio alla Corte di Giustizia Europea

L’intersezione tra la normativa nazionale in materia di licenza giochi e i principi del diritto dell’Unione Europea è al centro di una recente ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione. Il caso, che vede contrapposti un esercente e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, potrebbe avere importanti ripercussioni per l’intero settore del gioco legale in Italia. La Suprema Corte ha infatti deciso di rinviare la causa a una pubblica udienza per approfondire la questione di compatibilità della legge italiana con le norme comunitarie, un passo che potrebbe preludere a un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’UE.

I Fatti del Caso: Una Sanzione per Mancanza di Licenza Specifica

La vicenda ha origine da un’ordinanza-ingiunzione con cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha irrogato una sanzione di 45.000 euro al titolare di un’impresa individuale. La contestazione riguardava l’installazione, all’interno del suo esercizio commerciale, di quindici apparecchi da intrattenimento senza la necessaria licenza prevista dall’articolo 88 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). Sebbene l’imprenditore fosse in possesso di un’autorizzazione ai sensi dell’art. 86 TULPS per gli apparecchi tipo slot machine, le autorità hanno ritenuto tale titolo insufficiente poiché nel locale si svolgeva anche un’attività di raccolta di scommesse, per la quale è richiesta la specifica licenza giochi ex art. 88 TULPS.

Il Percorso Giudiziario: La Doppia Sconfitta nei Gradi di Merito

L’imprenditore ha impugnato la sanzione, ma la sua opposizione è stata respinta sia dal Tribunale in primo grado sia dalla Corte d’Appello. Entrambi i giudici di merito hanno confermato la validità della sanzione, sostenendo che l’autorizzazione ex art. 86 TULPS non poteva coprire la detenzione e l’uso di apparecchi in un locale dove si effettuava anche la raccolta di scommesse. La presenza di quest’ultima attività rendeva indispensabile il possesso della più specifica licenza prevista dall’art. 88 TULPS.

I Motivi del Ricorso e la questione sulla licenza giochi

Giunto dinanzi alla Corte di Cassazione, l’imprenditore ha articolato il suo ricorso in sette motivi. Tra questi, il più rilevante è quello con cui si contesta la compatibilità della normativa nazionale (in particolare gli artt. 88 e 110 TULPS) con il diritto dell’Unione Europea. Nello specifico, il ricorrente ha sollevato dubbi sulla conformità della legge italiana con gli articoli 49 e 56 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che garantiscono la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi, nonché con i principi di parità di trattamento, non discriminazione e legittimo affidamento. Di conseguenza, ha chiesto alla Suprema Corte di sollevare una questione pregiudiziale davanti alla Corte di Giustizia dell’UE.

Le Motivazioni dell’Ordinanza Interlocutoria

La Corte di Cassazione non ha emesso una decisione definitiva sul caso. Con la sua ordinanza interlocutoria, ha preso atto della rilevanza e della complessità della questione sollevata. Il Collegio ha ritenuto che la richiesta di valutare la compatibilità della normativa nazionale sulla licenza giochi con i principi fondamentali del diritto europeo meritasse un approfondimento maggiore rispetto a quello consentito in una camera di consiglio. Per questa ragione, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza della sezione. Questa scelta procedurale sottolinea il peso della questione e la volontà della Corte di esaminarla in modo approfondito, coinvolgendo tutte le parti in una discussione pubblica prima di prendere una decisione sul merito o sull’eventuale rinvio alla Corte di Giustizia.

Le Conclusioni: Quali Scenari Futuri?

Il rinvio a pubblica udienza è un segnale importante. Indica che la Corte di Cassazione sta considerando seriamente la possibilità di interpellare la Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Se ciò avvenisse, la sentenza dei giudici europei potrebbe avere un impatto dirompente sulla legislazione italiana in materia di giochi e scommesse. Una pronuncia di incompatibilità potrebbe costringere il legislatore italiano a modificare le norme vigenti, con conseguenze significative per tutti gli operatori del settore, per le autorità di regolamentazione e per l’intero mercato del gioco legale in Italia. Si attende ora la discussione in pubblica udienza per capire quale sarà il prossimo passo in questa complessa vicenda legale.

Perché l’imprenditore è stato multato nonostante avesse una licenza?
La sanzione è stata irrogata perché la licenza in suo possesso (ex art. 86 TULPS) era ritenuta insufficiente. Le autorità hanno contestato che, svolgendo nel locale anche attività di raccolta scommesse, fosse necessaria la specifica licenza prevista dall’art. 88 del TULPS.

Qual è la principale questione legale sollevata davanti alla Corte di Cassazione?
La questione principale è se la normativa nazionale italiana che richiede una specifica licenza per l’installazione di apparecchi da gioco in locali dove si raccolgono scommesse (artt. 88 e 110 TULPS) sia compatibile con il diritto dell’Unione Europea, in particolare con i principi di libera prestazione dei servizi e non discriminazione.

Cosa ha deciso la Corte di Cassazione con questa ordinanza?
La Corte di Cassazione non ha ancora deciso il caso nel merito. Ha emesso un’ordinanza interlocutoria con cui, riconoscendo la complessità della questione di compatibilità con il diritto UE, ha rinviato la causa a una pubblica udienza della sezione per un esame più approfondito.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati