LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legittimazione passiva Poste: la Cassazione decide

La Corte di Cassazione chiarisce la questione della legittimazione passiva Poste nel contesto delle notifiche di atti giudiziari. In un caso riguardante la richiesta di pagamento per il ritiro di avvisi di ricevimento, la Corte ha stabilito che l’agente postale agisce come mero ausiliario dell’ufficiale giudiziario. Pertanto, il rapporto obbligatorio intercorre unicamente tra chi richiede la notifica e l’ufficiale giudiziario, escludendo una responsabilità diretta e la legittimazione passiva del servizio postale nei confronti del richiedente.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Legittimazione Passiva Poste: Chi Risponde per le Notifiche Giudiziarie?

La gestione delle notifiche degli atti giudiziari è un meccanismo cruciale nel sistema legale, ma spesso genera dubbi su ruoli e responsabilità. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa luce su un punto fondamentale: la legittimazione passiva Poste in caso di contenzioso. La questione è semplice: se un avvocato o un cittadino ha un problema con una notifica postale, contro chi deve agire legalmente? La risposta della Suprema Corte è netta e definisce chiaramente i confini delle responsabilità tra chi richiede la notifica, l’ufficiale giudiziario e il servizio postale.

I Fatti di Causa

Il caso nasce da una situazione apparentemente banale. Un avvocato si reca presso un ufficio postale per ritirare sette avvisi di ricevimento relativi ad altrettanti atti giudiziari. L’operatore postale, tuttavia, gli chiede il pagamento di un importo di circa 31 euro come costo per le raccomandate CAD (Comunicazione Avvenuta Notifica) emesse dall’ufficiale giudiziario.

Ritenendo la richiesta di pagamento ingiusta, il legale si rifiuta di pagare e, di conseguenza, di ritirare gli avvisi. Successivamente, ottiene dal Giudice di Pace un decreto ingiuntivo che ordina al servizio postale la consegna degli avvisi. Il servizio postale si oppone a tale decreto, sostenendo di non essere la parte corretta da citare in giudizio, ovvero di non avere “legittimazione passiva”.

Il percorso giudiziario è stato altalenante: il Giudice di Pace ha inizialmente dato ragione al servizio postale, mentre il Tribunale, in sede di appello, ha ribaltato la decisione, confermando il decreto ingiuntivo e riconoscendo la responsabilità della società postale.

La Decisione della Corte sulla Legittimazione Passiva Poste

La questione è giunta infine dinanzi alla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso del servizio postale, cassando la sentenza del Tribunale. Il punto centrale della decisione riguarda proprio la corretta individuazione del soggetto responsabile. Secondo la Suprema Corte, il Tribunale ha errato nel riconoscere la legittimazione passiva Poste.

La Corte ha ribadito un principio consolidato: nel procedimento di notificazione a mezzo posta, il rapporto giuridico principale, che si configura come un “mandato ex lege” (cioè imposto dalla legge), si instaura esclusivamente tra il soggetto che richiede la notifica (in questo caso, l’avvocato) e l’Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti (UNEP), per il tramite dell’ufficiale giudiziario.

Le Motivazioni della Cassazione

La Cassazione ha spiegato in modo dettagliato le ragioni giuridiche alla base della sua decisione. L’agente postale non è un contraente diretto del richiedente la notifica, ma agisce come un semplice ausiliario dell’ufficiale giudiziario. L’ufficiale giudiziario, infatti, per eseguire il suo incarico, può avvalersi del servizio postale, ma quest’ultimo opera sotto la sua direzione e responsabilità.

Questo schema è confermato dalla Legge n. 890/1982, che regola le notificazioni di atti a mezzo posta. La legge prevede che l’ufficiale giudiziario debba compiere una serie di attività (procurarsi le buste, presentare l’atto all’ufficio postale, etc.), mentre l’attività dell’agente postale è successiva e strumentale. L’intero processo, dalla consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario fino al recapito finale, è sottratto al controllo e alla disponibilità del soggetto che ha richiesto la notifica.

Di conseguenza, per qualsiasi problematica relativa al servizio di notifica a mezzo posta – come un ritardo, uno smarrimento o, come in questo caso, una contestazione sui costi richiesti per il ritiro – la responsabilità ricade esclusivamente sull’ufficiale giudiziario. È quest’ultimo che, ai sensi dell’art. 1228 del codice civile, risponde del fatto dei propri ausiliari nei confronti del richiedente. Il servizio postale, a sua volta, risponderà del proprio operato direttamente all’ufficiale giudiziario, all’interno del loro specifico rapporto obbligatorio.

Conclusioni

L’ordinanza della Cassazione offre un’importante lezione pratica per avvocati e cittadini. In caso di controversie legate alle notifiche giudiziarie effettuate tramite il servizio postale, l’azione legale non deve essere intentata contro la società di servizi postali. Quest’ultima, infatti, è priva di legittimazione passiva. Il soggetto corretto da convenire in giudizio è l’ufficiale giudiziario (e per esso l’amministrazione di appartenenza), in quanto è l’unico titolare del rapporto di mandato conferitogli dalla legge per l’esecuzione della notifica. Questa pronuncia riafferma la struttura gerarchica e le precise responsabilità all’interno del complesso iter notificatorio, garantendo maggiore certezza giuridica per tutti gli operatori del diritto.

Chi è il responsabile per le notifiche giudiziarie a mezzo posta nei confronti del richiedente?
La responsabilità ricade esclusivamente sull’ufficiale giudiziario che esegue la notifica. Il rapporto giuridico, qualificato come un mandato imposto dalla legge, intercorre solo tra chi richiede la notifica e l’ufficiale giudiziario.

Il servizio postale può essere citato in giudizio direttamente da chi richiede una notifica per problemi legati alla stessa?
No. Secondo la Corte di Cassazione, il servizio postale non ha legittimazione passiva in questi casi, poiché agisce come un mero ausiliario dell’ufficiale giudiziario e non ha un rapporto diretto con il richiedente la notifica.

Qual è il ruolo dell’agente postale nel processo di notificazione di un atto giudiziario?
L’agente postale agisce come un ausiliario dell’ufficiale giudiziario. L’ufficiale giudiziario si avvale del servizio postale per completare la notifica, ma è l’unico responsabile dell’intero procedimento nei confronti del soggetto che ne ha fatto richiesta.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati