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Leasing finanziario: stop alla retroattività

La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di applicazione della normativa sul leasing finanziario in caso di fallimento dell’utilizzatore. La controversia riguardava l’ammissione al passivo di numerosi contratti risolti prima dell’entrata in vigore della Legge 124/2017. I giudici hanno stabilito che la nuova legge non ha effetti retroattivi. Pertanto, per i contratti risolti precedentemente, rimane valida la distinzione tra leasing traslativo e di godimento, con l’applicazione dell’Art. 1526 c.c. per la prima tipologia, garantendo un equilibrio nelle restituzioni tra le parti.

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Leasing finanziario: le regole della Cassazione sul fallimento

Il tema del leasing finanziario rappresenta uno dei nodi più complessi del diritto fallimentare moderno. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha gettato luce sulla corretta applicazione delle norme quando il contratto viene risolto prima che l’utilizzatore venga dichiarato fallito, specialmente in relazione alla successione di leggi nel tempo.

Il caso e la gestione del leasing finanziario

La vicenda trae origine dalla richiesta di una società di leasing di essere ammessa al passivo fallimentare di un’impresa immobiliare. La pretesa si fondava su ventinove contratti di locazione finanziaria. Inizialmente, il giudice delegato aveva respinto la domanda per difetto di allegazione, non essendo stata chiarita la natura dei contratti. Successivamente, il Tribunale aveva accolto parzialmente l’opposizione, ritenendo provata la titolarità dei crediti attraverso atti di scissione e cessione di ramo d’azienda.

Il punto centrale della discussione riguardava però quale normativa applicare a contratti risolti per inadempimento prima del 2017. Il Tribunale aveva applicato l’Art. 72-quater della Legge Fallimentare, seguendo un orientamento che estendeva tale disciplina anche ai casi passati.

La decisione della Suprema Corte

La Cassazione ha ribaltato questa impostazione, accogliendo il ricorso del Fallimento. Il principio cardine espresso dai giudici di legittimità riguarda l’irretroattività della Legge 124/2017. Questa legge ha introdotto una disciplina unitaria per il leasing finanziario, ma non può essere applicata a situazioni già esaurite o a risoluzioni contrattuali avvenute prima della sua vigenza.

La distinzione tra leasing traslativo e di godimento

Per i contratti risolti prima del 2017, la Corte conferma che deve essere mantenuta la storica distinzione tra:
1. Leasing di godimento: dove i canoni remunerano solo l’uso del bene.
2. Leasing traslativo: dove i canoni includono una parte del prezzo per l’acquisto finale del bene.

In caso di leasing traslativo, la norma di riferimento resta l’Art. 1526 del Codice Civile, che prevede la restituzione dei canoni riscossi, salvo il diritto del concedente a un equo compenso per l’uso della cosa.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla necessità di rispettare la certezza del diritto. Le Sezioni Unite hanno stabilito che la disciplina della Legge 124/2017 non ha effetti retroattivi. Il comma 138 di tale legge si applica solo se i presupposti della risoluzione si sono verificati dopo la sua entrata in vigore. Per i contratti risolti anteriormente, l’applicazione analogica dell’Art. 72-quater l. fall. è esclusa, dovendosi invece ricorrere alla disciplina della vendita con riserva di proprietà prevista dal Codice Civile per il leasing traslativo.

Le conclusioni

Le conclusioni della Cassazione impongono un nuovo esame del caso da parte del Tribunale. La distinzione tra le tipologie di leasing non è un mero esercizio teorico, ma determina conseguenze economiche rilevanti per la massa dei creditori e per la società di leasing. In sintesi, se la risoluzione è antecedente alla legge del 2017, il giudice deve valutare se il contratto avesse natura traslativa e, in tal caso, applicare i rimborsi previsti dall’Art. 1526 c.c., garantendo che il concedente non ottenga un indebito arricchimento dalla restituzione del bene e dal trattenimento integrale dei canoni.

Quale legge si applica a un leasing risolto prima del 2017?
Si applica la disciplina previgente che distingue tra leasing traslativo e di godimento, utilizzando l’articolo 1526 del Codice Civile per i casi di natura traslativa.

La Legge 124/2017 è retroattiva per i contratti di leasing?
No, le Sezioni Unite hanno stabilito che la nuova normativa non ha effetti retroattivi e si applica solo alle risoluzioni avvenute dopo la sua entrata in vigore.

Cosa comporta l’applicazione dell’Art. 1526 c.c. nel leasing?
Comporta che il concedente deve restituire i canoni riscossi, ma ha diritto a un equo compenso per l’uso del bene e al risarcimento del danno.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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