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Lavoro per truppe all’estero: giurisdizione sul rapporto di lavoro

Due lavoratrici residenti all’estero hanno prestato servizio civile a favore del contingente militare italiano impiegato in missione internazionale di pace. Le dipendenti hanno citato in giudizio il Ministero della Difesa davanti ai giudici italiani per ottenere differenze retributive e contributi. La Corte di Cassazione ha confermato il difetto di giurisdizione del giudice italiano. Ai sensi della Convenzione di Londra, la giurisdizione sul rapporto di lavoro del personale civile locale spetta esclusivamente ai tribunali dello Stato ospitante in cui si è svolta l’attività.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 34617 Anno 2022 (Cass. civ. sez. lavoro n. 34617/2022)

La disputa internazionale e la giurisdizione sul rapporto di lavoro

Le missioni militari internazionali all’estero impiegano frequentemente collaboratori civili assunti sul posto. Spesso sorgono contrasti legali sui salari e sui versamenti previdenziali. In questi casi complessi, definire la corretta giurisdizione sul rapporto di lavoro rappresenta il primo ostacolo per ottenere tutela giudiziaria.

Due cittadine straniere residenti all’estero hanno lavorato come personale civile per il contingente militare italiano durante una missione di pace. Le lavoratrici hanno svolto mansioni di supporto per oltre un decennio. Successivamente, le dipendenti hanno avviato una causa legale in Italia contro il Ministero della Difesa. Le richiedenti pretendevano il pagamento di consistenti differenze retributive e l’accredito dei contributi previdenziali obbligatori.

Il quadro normativo dei trattati internazionali

I trattati internazionali regolano con precisione la presenza delle forze armate all’estero. In particolare, la Convenzione di Londra disciplina lo status delle truppe dei paesi aderenti alla NATO e il reclutamento del personale ausiliario.

La norma stabilisce che i contingenti soddisfano le esigenze locali di manodopera mediante le regole e i servizi dello Stato che li ospita. I lavoratori civili del posto non assumono la qualifica di membri delle forze armate. Il contratto di impiego rimane vincolato alla legislazione locale. Di conseguenza, i tribunali dello Stato di residenza del lavoratore devono risolvere le controversie contrattuali.

Le motivazioni: i criteri per la giurisdizione sul rapporto di lavoro

I giudici della Suprema Corte hanno respinto integralmente il ricorso delle lavoratrici, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il Ministero della Difesa non può essere citato dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria italiana per tali pretese.

I giudici di legittimità hanno ribadito un principio consolidato. La Convenzione di Londra impone che le condizioni contrattuali e la tutela dei lavoratori civili locali seguano la legge dello Stato ricevente. I lavoratori civili autoctoni non appartengono alla forza armata estera. Il giudice italiano è privo del potere di giudicare queste domande. La giurisdizione appartiene in via esclusiva ai tribunali dello Stato estero in cui è avvenuta la prestazione lavorativa.

Le conclusioni: vittoria del Ministero e riparto delle spese

La sentenza stabilisce in modo definitivo la carenza di poteri decisori del foro italiano sui contratti di lavoro del personale ausiliario impiegato all’estero nei contingenti NATO. Il Ministero della Difesa vince la causa.

La Suprema Corte ha condannato le lavoratrici al pagamento delle spese legali a favore dell’amministrazione statale. I giudici hanno inoltre addebitato il raddoppio del contributo unificato, escludendo qualsiasi beneficio di esenzione.

Quale giudice decide le controversie dei civili assunti all’estero da contingenti militari italiani?
La decisione spetta al giudice dello Stato estero in cui il lavoratore risiede e ha prestato la propria attività, non al giudice italiano.

Il personale civile locale è considerato parte delle forze armate italiane?
No, i trattati internazionali escludono espressamente che i lavoratori civili locali assunti sul posto diventino membri della forza armata straniera.

Quale legge si applica alle retribuzioni e ai contributi del personale assunto all’estero?
Si applica la legislazione sul lavoro in vigore nello Stato ospitante in cui il dipendente ha svolto il servizio.

Termini giuridici

Difetto di giurisdizione
Situazione in cui un giudice nazionale non ha il potere legale di decidere una specifica controversia, spettando tale potere a un giudice straniero o a un altro organo.
Contributo unificato
Tassa giudiziaria che si versa allo Stato per avviare o proseguire un processo civile o amministrativo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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