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Interessi usurari: come si calcola la soglia?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 5397/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cliente contro una banca in materia di interessi usurari. La Corte ha stabilito che il calcolo per verificare l’usura non può basarsi sul semplice cumulo di interessi corrispettivi e moratori. È necessario, invece, un confronto specifico con il Tasso Effettivo Globale Medio (T.e.g.m.) secondo i criteri di legge. Il ricorso è stato respinto per mancanza di specificità, in quanto non dimostrava l’usurarietà secondo il metodo corretto.

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Pubblicato il 9 febbraio 2026 in Diritto Bancario, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Interessi Usurari nel Mutuo: La Cassazione Chiarisce i Criteri di Calcolo

La questione degli interessi usurari nei contratti di mutuo è un tema di grande attualità che tocca da vicino consumatori e istituti di credito. Con la recente ordinanza n. 5397 del 29 febbraio 2024, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi su questo delicato argomento, offrendo chiarimenti cruciali sui corretti metodi di calcolo per la verifica del superamento del tasso soglia e sulla distinzione tra eccezione e mera difesa in appello. Analizziamo insieme questa importante decisione.

I Fatti del Caso: Il Contenzioso sul Mutuo

La vicenda trae origine dalla domanda di una cliente che aveva citato in giudizio un istituto bancario, sostenendo che il contratto di mutuo stipulato presentasse due profili di illegittimità: la presenza di interessi usurari e l’applicazione di un piano di ammortamento cosiddetto “alla francese”, ritenuto non conforme.

In primo grado, il Tribunale aveva parzialmente accolto le ragioni della cliente. Tuttavia, la Corte d’Appello, in riforma della prima sentenza, aveva dato piena ragione alla banca, rigettando integralmente le domande della mutuataria. Contro questa decisione, la cliente ha proposto ricorso per Cassazione, basandolo su due motivi principali: la violazione delle norme in materia di usura e la presunta inammissibilità di un’argomentazione difensiva della banca in appello.

L’Analisi della Cassazione: Perché il Ricorso è Inammissibile

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, smontando entrambi i motivi di impugnazione proposti dalla ricorrente.

Il Calcolo Errato degli Interessi Usurari

Il primo motivo di ricorso si basava sull’affermazione che il cumulo tra gli interessi corrispettivi (5,45%) e quelli di mora (4%) superasse il tasso soglia antiusura vigente al momento della stipula (9,09%). La Cassazione ha ritenuto questa argomentazione priva del necessario requisito di specificità.

Richiamando un principio consolidato, in particolare quello espresso dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 19597/2020, la Corte ha ribadito che il semplice cumulo matematico dei tassi non è il metodo corretto per verificare l’usurarietà. Il confronto deve essere effettuato tra il Tasso Effettivo Globale (T.E.G.) del singolo rapporto, comprensivo degli interessi moratori, e il Tasso Effettivo Globale Medio (T.e.g.m.) rilevato dai decreti ministeriali, opportunamente incrementato secondo i coefficienti previsti dalla legge antiusura. La ricorrente non ha fornito una dimostrazione basata su questo corretto criterio, rendendo la sua doglianza astratta e, di conseguenza, inammissibile.

La Questione del Piano di Ammortamento: Mera Difesa, non Nuova Eccezione

Il secondo motivo contestava alla Corte d’Appello di aver accolto un’argomentazione della banca (cioè che il piano di ammortamento “alla francese” fosse espressamente previsto nel contratto) ritenendola una “eccezione nuova” e quindi non proponibile per la prima volta in appello. Anche su questo punto, la Cassazione ha dato torto alla ricorrente.

La Corte ha chiarito che l’argomento della banca non costituiva un’eccezione in senso tecnico, ma una mera difesa. La banca, infatti, non introduceva un fatto nuovo per paralizzare il diritto della cliente, ma si limitava a contestare la fondatezza della domanda avversaria, evidenziando un elemento (la clausola contrattuale) che era già presente agli atti fin dall’inizio del giudizio. Pertanto, tale argomentazione era pienamente ammissibile anche in appello.

Le Motivazioni della Decisione

La decisione della Corte si fonda su due pilastri giuridici fondamentali. Il primo riguarda il principio di specificità dei motivi di ricorso: chi contesta la presenza di interessi usurari ha l’onere di dimostrarlo applicando i criteri di calcolo corretti e stabiliti dalla giurisprudenza, non basandosi su calcoli semplicistici o errati. L’assenza di tale specifica dimostrazione rende il motivo di ricorso non scrutinabile nel merito. Il secondo pilastro è la corretta distinzione processuale tra “eccezione” e “mera difesa”. Affermare che una determinata previsione sia contenuta in un contratto già prodotto in giudizio non introduce un tema nuovo, ma rafforza una linea difensiva già esistente, ed è quindi sempre consentito.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

L’ordinanza in esame conferma un orientamento giurisprudenziale rigoroso in materia di contenzioso bancario. Per chi intende agire in giudizio lamentando l’applicazione di interessi usurari, è indispensabile fondare la propria domanda su perizie tecniche precise e conformi ai criteri dettati dalla legge e dalla giurisprudenza di legittimità. Affidarsi a calcoli approssimativi, come il mero cumulo dei tassi, espone al rischio concreto di veder respinta la propria azione per mancanza di specificità. Inoltre, la decisione ribadisce l’importanza di comprendere le dinamiche processuali, distinguendo le difese che contestano le pretese avversarie da quelle che introducono fatti nuovi, con conseguenze significative sull’ammissibilità delle stesse nei vari gradi di giudizio.

Come si calcola correttamente il superamento della soglia per gli interessi usurari?
Non è sufficiente sommare il tasso degli interessi corrispettivi a quello degli interessi di mora. La verifica va fatta confrontando il Tasso Effettivo Globale (T.E.G.) del singolo rapporto con il Tasso Effettivo Globale Medio (T.e.g.m.) di riferimento, aumentato della maggiorazione per gli interessi di mora e degli altri correttivi previsti dalla legge.

Perché l’argomento della banca sul piano di ammortamento previsto in contratto non è stato considerato un’eccezione nuova in appello?
Perché si trattava di una ‘mera difesa’ e non di un”eccezione’. La banca non ha introdotto un fatto nuovo per estinguere o modificare il diritto della controparte, ma si è limitata a contestare la fondatezza dell’accusa basandosi su un elemento, il contratto, già presente nel processo fin dal primo grado.

Cosa succede se un ricorso per usura si basa su un metodo di calcolo errato?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile per difetto di specificità. La parte che lamenta l’usura ha l’onere di allegare e dimostrare il superamento del tasso soglia utilizzando i criteri di calcolo corretti indicati dalla normativa e dalla giurisprudenza, altrimenti il motivo di ricorso non può essere esaminato nel merito.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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