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Installazione condizionatori: il diritto del condomino

Una condomina, titolare di un’attività commerciale, ha impugnato una delibera che le negava l’autorizzazione a mantenere dei condizionatori installati nel cortile comune. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17975/2024, ha accolto il suo ricorso. Ha stabilito che l’installazione condizionatori sulle parti comuni è un diritto del singolo condomino, esercitabile senza autorizzazione assembleare, a patto che non alteri la destinazione del bene e non impedisca agli altri di farne parimenti uso. Il caso è stato rinviato alla Corte d’Appello per verificare se l’installazione leda il decoro architettonico o il godimento del bene comune.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Civile, Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Installazione Condizionatori in Condominio: Quando il Diritto Prevale sulla Delibera

L’arrivo della bella stagione porta con sé la necessità di rinfrescare gli ambienti, ma in condominio sorge spesso un dubbio: è possibile procedere all’installazione condizionatori sulle parti comuni come facciate o cortili? La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 17975 del 1° luglio 2024, offre un chiarimento fondamentale, ribadendo il diritto del singolo condomino a utilizzare i beni comuni, anche senza una preventiva autorizzazione dell’assemblea, purché nel rispetto di precisi limiti.

I Fatti di Causa

Il caso ha origine dalla controversia tra una condomina, titolare di un’unità immobiliare a uso commerciale, e il proprio condominio. La condomina aveva installato quattro unità esterne di condizionamento nel cortile comune. Successivamente, l’assemblea condominiale approvava una delibera che, tra le altre cose, negava l’autorizzazione a tale installazione, ne ordinava la rimozione e stabiliva l’obbligo di richiedere un permesso per future installazioni a servizio di locali commerciali.

La condomina impugnava la delibera, sostenendo il suo diritto a utilizzare le parti comuni. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello rigettavano le sue richieste, ritenendo legittima la decisione dell’assemblea. La questione giungeva così all’esame della Corte di Cassazione.

La Questione Giuridica sull’Installazione Condizionatori

Il cuore della controversia risiede nell’interpretazione dell’articolo 1102 del Codice Civile, che disciplina l’uso della cosa comune. Secondo tale norma, ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

La Corte d’Appello aveva erroneamente basato la sua decisione sulla mancata impugnazione di una presunta delibera precedente che imponeva l’autorizzazione. La Cassazione ha invece chiarito che tale obbligo era stato introdotto proprio con la delibera impugnata, e quindi non poteva avere effetto retroattivo su un’installazione già avvenuta.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della condomina, cassando la sentenza d’appello e rinviando la causa per un nuovo esame. I giudici hanno riaffermato un principio cardine del diritto condominiale: l’installazione condizionatori o altri impianti a servizio della propria unità immobiliare su parti comuni (come muri perimetrali o cortili) rientra nelle facoltà del singolo condomino. Questo diritto può essere esercitato in via di principio senza richiedere alcuna autorizzazione al condominio.

Il diniego da parte dell’assemblea, o l’imposizione di un obbligo di autorizzazione, non può essere arbitrario. Un limite a tale diritto sorge solo qualora l’intervento provochi:

1. Un’alterazione della destinazione della cosa comune.
2. Un impedimento all’uso paritetico da parte degli altri condomini.
3. Un apprezzabile deterioramento del decoro architettonico dell’edificio.
4. Una significativa menomazione del godimento e dell’uso del bene comune.

La Cassazione ha sottolineato che la Corte d’Appello non aveva effettuato questa analisi cruciale. Non era stato accertato se l’installazione dei condizionatori avesse effettivamente causato un danno estetico o funzionale al bene comune. L’onere di provare tale pregiudizio spetta al condominio che si oppone all’installazione.

Conclusioni

Questa sentenza rafforza la posizione del singolo condomino, chiarendo che il suo diritto di utilizzare le parti comuni per migliorare il godimento della propria proprietà privata non può essere compresso da delibere assembleari che impongono autorizzazioni non previste dalla legge. L’assemblea non può negare un’installazione in modo discrezionale, ma solo se dimostra un concreto e significativo pregiudizio al decoro dell’edificio o al diritto degli altri condomini. Il caso torna ora alla Corte d’Appello, che dovrà valutare, nel merito, se l’installazione condizionatori in questione abbia superato i limiti consentiti dalla legge, basandosi su aspetti tecnici e non su generiche opposizioni.

È sempre necessaria un’autorizzazione dell’assemblea per installare un condizionatore su una parte comune?
No. Secondo la Corte, l’installazione di un impianto di condizionamento sulle parti comuni, se non modifica tali parti, può essere compiuta dal singolo condomino per conto proprio, in via di principio senza richiedere alcuna autorizzazione al Condominio.

Quali sono i limiti al diritto del singolo condomino di installare impianti sulle parti comuni?
I limiti principali sono: non alterare la destinazione delle cose comuni, non impedire agli altri condomini di farne parimenti uso, non causare un apprezzabile deterioramento del decoro architettonico e non comportare una significativa menomazione del godimento e dell’uso del bene comune.

Una delibera che impone l’obbligo di autorizzazione può essere applicata a un condizionatore già installato?
No. La Corte ha chiarito che se l’obbligo di autorizzazione è stato introdotto da una delibera successiva all’installazione, questo vincolo può trovare applicazione al più per le installazioni future, ma non può avere effetto retroattivo su quelle già realizzate.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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