Il caso del passaggio di informazioni riservate e la lotta all’insider trading
La trasparenza dei mercati finanziari rappresenta un pilastro fondamentale per la tutela dei risparmiatori. Quando qualcuno utilizza notizie riservate per ottenere un vantaggio economico, commette un illecito grave noto come insider trading (abuso di informazioni privilegiate). La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso emblematico riguardante la distinzione tra la semplice trasmissione di una notizia riservata e il suo successivo utilizzo pratico per acquistare azioni sul mercato.
L’autorità di vigilanza sui mercati finanziari aveva sanzionato pesantemente un investitore. Questo soggetto era entrato in possesso di informazioni riservate relative al progetto di acquisizione di una società quotata. L’investitore non si era limitato a comprare azioni per conto proprio. Egli aveva anche comunicato la notizia a un conoscente, aiutandolo poi a compiere operazioni di acquisto tramite il conto di quest’ultimo.
La decisione della Corte d’appello e il ricorso in Cassazione
Inizialmente, l’investitore ha proposto opposizione contro la sanzione davanti alla Corte d’appello. I giudici di secondo grado hanno parzialmente accolto le sue richieste, riducendo la multa complessiva. La Corte d’appello ha ritenuto che la comunicazione della notizia al conoscente non potesse essere punita separatamente rispetto all’acquisto delle azioni. Secondo questa ricostruzione, le due condotte erano talmente collegate da fondersi in un unico comportamento illecito.
L’autorità di vigilanza ha impugnato questa decisione davanti alla Corte di Cassazione. L’autorità ha evidenziato come la legge punisca in modo autonomo sia chi diffonde le notizie riservate, sia chi le utilizza per fare investimenti. La Cassazione ha esaminato con attenzione i motivi del ricorso, concentrandosi sulla corretta interpretazione delle norme europee e nazionali a tutela del mercato.
Perché la comunicazione e l’acquisto sono illeciti autonomi nell’insider trading
La Suprema Corte ha chiarito che la trasmissione di un’informazione riservata a terzi rappresenta un pericolo autonomo per il mercato. Questo comportamento aumenta il rischio che la notizia si diffonda ulteriormente, alterando la parità di condizioni tra gli investitori. Per questo motivo, il legislatore ha configurato la comunicazione come un illecito a sé stante, che si perfeziona nel momento stesso in cui la notizia viene trasmessa.
Non è necessario che il destinatario utilizzi effettivamente l’informazione per configurare la violazione. L’acquisto di azioni tramite l’uso di quella stessa notizia costituisce invece un secondo illecito, incentrato sullo sfruttamento economico del vantaggio informativo. Di conseguenza, chi compie entrambe le azioni deve rispondere di due violazioni distinte, le quali non possono essere assorbite l’una nell’altra.
Le motivazioni della sentenza sull’insider trading e la contraddittorietà dei giudici di merito
Nelle motivazioni della sentenza, i giudici di legittimità hanno evidenziato una grave contraddizione nella decisione della Corte d’appello. I giudici di secondo grado avevano prima affermato che la comunicazione della notizia riservata era avvenuta al di fuori dell’ambito professionale dell’investitore. Successivamente, nella stessa sentenza, avevano sostenuto che mancasse la prova di tale circostanza per giustificare l’annullamento della sanzione.
La Cassazione ha ricordato che la motivazione di una sentenza non può contenere affermazioni diametralmente opposte su un punto decisivo della controversia. Inoltre, la Corte ha ribadito che l’eccezione al divieto di comunicazione deve essere interpretata in modo estremamente restrittivo. La trasmissione di informazioni è lecita solo se esiste uno stretto legame con l’esercizio della professione e se tale passaggio è strettamente necessario allo svolgimento delle funzioni lavorative. Nel caso specifico, l’investitore non aveva alcun collegamento professionale con la società interessata dall’acquisizione.
Le conclusioni sul caso di insider trading e il rinvio del giudizio
Nelle conclusioni della decisione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’autorità di vigilanza e ha cassato la sentenza impugnata. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta di comunicazione e quella di acquisto dei titoli sono concettualmente e concretamente distinguibili, anche se avvengono in un arco temporale ravvicinato.
La causa è stata quindi rinviata alla Corte d’appello di Venezia in una diversa composizione di magistrati. Il nuovo collegio giudicante dovrà riesaminare l’opposizione presentata dall’investitore applicando rigorosamente i principi di diritto espressi dalla Cassazione. Questo significa che la sanzione per la comunicazione dell’informazione riservata dovrà essere valutata autonomamente, confermando la severità delle regole contro l’insider trading.
La semplice comunicazione di un’informazione riservata è punibile anche se nessuno la usa per comprare azioni?
Sì, la trasmissione di un’informazione privilegiata a terzi costituisce un illecito autonomo che si perfeziona nel momento stesso in cui avviene la comunicazione, a prescindere dal successivo utilizzo della notizia.
Cosa rischia chi riceve una notizia riservata e la sfrutta per fare investimenti?
Chi utilizza un’informazione privilegiata per compiere operazioni finanziarie risponde di un illecito autonomo di sfruttamento, che si aggiunge alla responsabilità di chi ha trasmesso la notizia.
Quando è lecito comunicare un’informazione privilegiata a terzi?
La comunicazione è lecita solo se esiste uno stretto legame con l’esercizio della propria attività lavorativa o professionale e se la trasmissione è strettamente necessaria allo svolgimento di tali funzioni.