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Indennizzo vaccino antinfluenzale: sì al risarcimento

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 26615/2023, ha stabilito che spetta l’indennizzo previsto dalla legge 210/1992 anche per i danni irreversibili conseguenti alla somministrazione del vaccino antinfluenzale, sebbene non obbligatorio ma solo raccomandato. La decisione si fonda sul principio di solidarietà sociale, secondo cui la collettività deve farsi carico delle rare conseguenze negative subite dal singolo a tutela della salute pubblica. Di conseguenza, il diritto all’indennizzo vaccino antinfluenzale non è limitato alle sole categorie a rischio per cui la vaccinazione era primariamente indicata.

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Pubblicato il 17 febbraio 2026 in Diritto Civile, Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Indennizzo Vaccino Antinfluenzale: La Cassazione Conferma il Diritto Basato sulla Solidarietà

Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha affermato un principio di cruciale importanza: il diritto a ricevere un indennizzo per i danni da vaccino antinfluenzale sussiste anche se la vaccinazione è solo raccomandata e non obbligatoria. Questa decisione estende la tutela dello Stato a coloro che, subendo danni irreversibili a seguito di un trattamento sanitario promosso per il bene della collettività, hanno diritto a un equo ristoro basato sul principio di solidarietà sociale.

I Fatti di Causa

Il caso trae origine dalla tragica vicenda di un cittadino che, dopo essersi sottoposto alla vaccinazione antinfluenzale su indicazione del proprio medico, ha contratto una grave encefalomielite che lo ha condotto al decesso. I suoi eredi hanno convenuto in giudizio il Ministero della Salute per ottenere il riconoscimento dell’assegno una tantum previsto dalla Legge n. 210 del 1992, che tutela i soggetti danneggiati da vaccinazioni e trasfusioni.

L’iter Giudiziario: Decisioni Contrastanti

In primo grado, il Tribunale di Genova aveva accolto la domanda degli eredi. Il giudice aveva interpretato la normativa in senso estensivo, ritenendo che l’indennizzo dovesse coprire anche i danni derivanti da vaccinazioni, come quella antinfluenzale, che, pur non essendo obbligatorie, sono incentivate dallo Stato per la salvaguardia della salute pubblica.

Tuttavia, la Corte d’Appello aveva ribaltato la decisione. Secondo i giudici di secondo grado, la raccomandazione ministeriale era diretta principalmente a soggetti con un “aumentato rischio di malattia grave”, categoria in cui non rientrava il defunto. La Corte d’Appello aveva quindi escluso il diritto all’indennizzo, distinguendo tra vaccinazioni obbligatorie e quelle semplicemente incentivate.

L’Importanza dell’Indennizzo Vaccino Antinfluenzale e la Solidarietà Sociale

La questione è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso degli eredi. La decisione dei giudici supremi si fonda su un pilastro fondamentale del nostro ordinamento: il principio di solidarietà sociale, sancito dagli articoli 2 e 32 della Costituzione.

Il punto centrale, chiarisce la Corte, non è se il trattamento sanitario sia obbligatorio o facoltativo. La vera ragione del diritto all’indennizzo risiede nell’esigenza che la collettività si faccia carico delle conseguenze negative, per quanto rare, che un individuo subisce per proteggere la salute di tutti. Le campagne di vaccinazione, inclusa quella antinfluenzale, sono promosse nell’interesse dell’intera popolazione.

Le Motivazioni della Cassazione

La Suprema Corte ha richiamato una fondamentale sentenza della Corte Costituzionale (n. 268 del 2017), intervenuta nel corso del giudizio, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della Legge 210/1992 proprio nella parte in cui non prevedeva il diritto all’indennizzo per chi avesse subito danni da vaccinazione antinfluenzale.

La Cassazione ha sottolineato che:
1. La ragione determinante del diritto all’indennizzo non è l’obbligatorietà del trattamento, ma l’esigenza di solidarietà sociale.
2. Il carattere di trattamento sanitario raccomandato per la vaccinazione antinfluenzale emerge da una serie di atti ministeriali che ne promuovono la diffusione per ogni stagione.
3. Le campagne di informazione e sensibilizzazione coinvolgono la generalità della popolazione, a prescindere da specifiche condizioni di salute o età.

Di conseguenza, la Corte ha concluso che la traslazione sulla collettività delle conseguenze negative derivanti dalla vaccinazione antinfluenzale è un’applicazione diretta dei principi di solidarietà e di tutela della salute collettiva. La sentenza d’appello è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo esame della questione.

Conclusioni

Questa ordinanza consolida un orientamento giurisprudenziale di grande civiltà giuridica. Stabilisce che quando lo Stato promuove un trattamento sanitario per tutelare la salute pubblica, deve anche farsi carico delle sue eventuali conseguenze pregiudizievoli per il singolo. Il diritto all’indennizzo vaccino antinfluenzale non dipende più dalla distinzione tra obbligo e raccomandazione, ma si radica nel dovere di solidarietà che lega ogni cittadino alla comunità. Si tratta di un’importante garanzia per chiunque si sottoponga a trattamenti sanitari nell’interesse collettivo.

È previsto un indennizzo per danni irreversibili causati da un vaccino non obbligatorio ma solo raccomandato, come l’antinfluenzale?
Sì, la Corte di Cassazione, richiamando una sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che l’indennizzo previsto dalla Legge 210/1992 spetta anche per i danni conseguenti alla vaccinazione antinfluenzale, sebbene solo raccomandata.

Qual è il principio fondamentale su cui si basa il diritto all’indennizzo da vaccinazione?
Il diritto all’indennizzo non si basa sull’obbligatorietà del trattamento sanitario, ma sul principio di solidarietà sociale (artt. 2 e 32 della Costituzione). La collettività deve farsi carico delle conseguenze negative subite dal singolo a beneficio della salute pubblica.

La raccomandazione ministeriale per il vaccino antinfluenzale si applica solo a specifiche categorie a rischio per avere diritto all’indennizzo?
No, la Corte ha chiarito che le campagne di informazione e sensibilizzazione per la vaccinazione antinfluenzale coinvolgono la generalità della popolazione. Pertanto, il diritto all’indennizzo non è limitato alle sole categorie di soggetti a cui la vaccinazione era primariamente diretta.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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