LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Indennità ex art. 936 c.c.: la prescrizione decorre

Una persona costruisce un prefabbricato sul terreno di parenti e, anni dopo, chiede un’indennità. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 29134/2024, chiarisce un punto cruciale: la prescrizione per l’indennità ex art. 936 c.c. non decorre dalla restituzione del bene, ma dal momento in cui il proprietario del suolo perde il diritto di chiederne la rimozione (ius tollendi), consolidando così il proprio arricchimento.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 9 gennaio 2026 in Diritto Civile, Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Indennità ex art. 936 c.c.: da quando decorre la prescrizione?

L’ordinanza n. 29134/2024 della Corte di Cassazione offre un chiarimento fondamentale sul momento esatto in cui inizia a decorrere il termine di prescrizione per richiedere l’indennità ex art. 936 c.c. Questo articolo del Codice Civile disciplina il caso in cui un soggetto realizza costruzioni o opere su un fondo altrui con materiali propri. La Suprema Corte stabilisce un principio cardine: il diritto all’indennizzo sorge e può essere esercitato non dalla restituzione del bene, ma dal momento in cui il proprietario del suolo acquisisce definitivamente l’opera e perde il diritto di chiederne la rimozione.

I Fatti di Causa

La vicenda legale ha origine quando una signora cita in giudizio due parenti, proprietari di un terreno, per ottenere una cospicua indennità (250.000 euro) per un prefabbricato che aveva installato a sue spese sul loro fondo. Inizialmente, secondo la costruttrice, i proprietari avevano manifestato l’intenzione di donarle l’immobile, ma successivamente ne avevano ottenuto il rilascio nel 2012, dopo aver sanato l’abuso edilizio.

I proprietari del terreno si difendono eccependo la prescrizione del diritto all’indennizzo e, a loro volta, chiedono un risarcimento per l’occupazione illegittima del fondo. Il Tribunale di primo grado accoglie l’eccezione di prescrizione. La Corte d’Appello, invece, riforma parzialmente la sentenza, condannando i proprietari a pagare una somma ridotta (35.600 euro), ritenendo che il termine di prescrizione dovesse decorrere dalla data del rilascio dell’immobile, avvenuto nel 2012. I proprietari del terreno ricorrono quindi in Cassazione.

La disciplina dell’indennità ex art. 936 c.c.

L’articolo 936 c.c. si basa sul principio dell’accessione: il proprietario del suolo diventa proprietario di ciò che vi viene costruito. Tuttavia, per evitare un arricchimento ingiustificato, la legge prevede dei correttivi. Il proprietario ha due scelte:
1. Chiedere la rimozione dell’opera (ius tollendi) a spese del costruttore.
2. Mantenere l’opera, pagando al costruttore un’indennità pari, a sua scelta, al valore dei materiali e della manodopera oppure all’aumento di valore del fondo.

Il proprietario perde il diritto di chiedere la rimozione (ius tollendi) se sono trascorsi sei mesi da quando ha avuto notizia dell’incorporazione, o se la costruzione è avvenuta a sua scienza e senza opposizione. È proprio in questo momento che il diritto di credito del costruttore all’indennizzo sorge in modo definitivo.

Le Motivazioni

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei proprietari, ritenendo errato il ragionamento della Corte d’Appello. I giudici di legittimità chiariscono che il diritto all’indennità ex art. 936 c.c. sorge non quando il bene viene materialmente restituito, ma nel momento in cui si consolida l’acquisto della proprietà dell’opera in capo al titolare del fondo. Questo avviene quando il proprietario non può più esercitare lo ius tollendi, cioè il diritto di chiederne la rimozione.

Il momento rilevante, quindi, è quello in cui scadono i sei mesi dalla conoscenza dell’opera, oppure, se il proprietario ne era a conoscenza fin dall’inizio e non si è opposto, l’acquisto è immediato. Da quel preciso istante, il costruttore ha diritto all’indennizzo e, di conseguenza, inizia a decorrere il termine di prescrizione per farlo valere in giudizio. La Corte d’Appello aveva invece erroneamente ancorato la decorrenza del termine alla data del rilascio del bene (2012), un evento successivo e irrilevante ai fini della nascita del diritto di credito.

Le Conclusioni

Con questa ordinanza, la Cassazione ribadisce un principio di diritto di fondamentale importanza pratica. Chi costruisce su un terreno altrui deve essere consapevole che il suo diritto all’indennizzo non è eterno e la sua tutela giudiziaria è soggetta a un termine di prescrizione che inizia a decorrere molto prima dell’eventuale restituzione del bene. Il dies a quo (giorno da cui) per il calcolo della prescrizione è il momento in cui il proprietario del fondo, per legge, non ha più la facoltà di chiedere la demolizione dell’opera. Questa decisione impone, quindi, al costruttore di agire tempestivamente per non vedere estinto il proprio diritto per inerzia, indipendentemente da quando lascerà fisicamente l’immobile.

Da quale momento decorre la prescrizione per il diritto all’indennità per opere fatte su suolo altrui?
La prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui il proprietario del fondo non può più esercitare il diritto di chiedere la rimozione dell’opera (ius tollendi), e non dalla data di rilascio del bene. Questo accade, ad esempio, trascorsi sei mesi dalla notizia dell’incorporazione o se il proprietario era a conoscenza della costruzione e non si è opposto.

Cosa significa ‘ius tollendi’ nel contesto dell’art. 936 c.c.?
Lo ‘ius tollendi’ è il diritto del proprietario del terreno di obbligare colui che ha costruito sul suo fondo con materiali propri a rimuovere la costruzione a sue spese. Questo diritto è limitato nel tempo e dalle circostanze (es. conoscenza e mancata opposizione del proprietario).

La Corte d’Appello aveva ragione a far decorrere la prescrizione dal rilascio dell’immobile?
No, secondo la Corte di Cassazione la decisione della Corte d’Appello era errata. Il rilascio del bene è un evento irrilevante per determinare la nascita del diritto all’indennizzo. Il diritto sorge nel momento in cui si verifica l’acquisto della proprietà dell’opera da parte del proprietario del fondo, evento che coincide con la perdita del suo ‘ius tollendi’.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati