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Indennità di posizione organizzativa: spetta anche senza delibera

Un lavoratore ha chiesto il riconoscimento delle differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori, inclusa l’indennità di posizione organizzativa. L’Ente Previdenziale datore di lavoro si è opposto, sostenendo che la posizione di responsabilità non fosse formalmente istituita. La Corte d’Appello, in sede di rinvio, ha accertato che il dipendente aveva svolto con continuità il ruolo di responsabile di processo nell’area controllo, una posizione di elevata responsabilità e coordinamento di fatto istituita dall’ente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’ente, confermando il diritto del lavoratore a percepire l’indennità di posizione organizzativa. La Suprema Corte ha stabilito che l’effettivo svolgimento di mansioni di coordinamento e controllo, riconducibili a una figura organizzativa esistente, fa scattare il diritto al relativo trattamento economico.

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Pubblicato il 11 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 1729 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 6 n. 1729/2022)

Il caso: lo svolgimento di mansioni superiori e la richiesta del lavoratore

Il lavoratore ha svolto per anni le funzioni di responsabile di processo nell’area controllo. Questa attività comportava compiti di verifica e coordinamento del personale. Il dipendente ha quindi richiesto il pagamento delle differenze di stipendio per lo svolgimento di mansioni superiori. La richiesta includeva anche la speciale indennità di posizione organizzativa. L’Ente Previdenziale, datore di lavoro del dipendente, ha rifiutato il pagamento. L’ente sosteneva che la specifica posizione organizzativa non fosse mai stata formalmente istituita all’interno della propria struttura organizzativa. La controversia è giunta davanti ai giudici di merito e, successivamente, alla Corte di Cassazione. I giudici hanno dovuto chiarire se lo svolgimento di fatto di compiti di coordinamento dia diritto al compenso aggiuntivo anche in assenza di un formale atto amministrativo di istituzione della posizione.

Quando spetta l’indennità di posizione organizzativa nel pubblico impiego

L’indennità di posizione organizzativa rappresenta una voce retributiva fondamentale per chi coordina uffici o servizi complessi. Nel settore del pubblico impiego privatizzato, lo svolgimento di mansioni superiori segue regole precise volte a garantire il buon andamento della pubblica amministrazione. Il lavoratore che svolge compiti più complessi ha sempre diritto alla retribuzione corrispondente all’attività effettivamente prestata. Tuttavia, l’ente pubblico datore di lavoro spesso nega il pagamento dell’indennità di posizione organizzativa. La difesa dell’amministrazione si basa solitamente sulla mancanza di una delibera formale di creazione del posto in organico. La giurisprudenza ha chiarito questo aspetto per evitare abusi. Non è possibile sfruttare il lavoro di coordinamento e direzione di un dipendente senza riconoscergli il giusto trattamento economico. Se l’incarico comporta poteri di controllo e direzione sui colleghi, la posizione si considera istituita nei fatti.

Le motivazioni: la responsabilità effettiva e l’indennità di posizione organizzativa

Le motivazioni della Cassazione sul ruolo di responsabilità effettiva si concentrano sulla realtà concreta delle mansioni svolte dal lavoratore. I giudici di legittimità hanno analizzato l’incarico di responsabile di processo nell’area controllo affidato ripetutamente al dipendente con provvedimenti scritti. La Corte d’Appello ha accertato una sostanziale continuità nell’esercizio di questo ruolo di coordinamento. Questo incarico prevedeva l’esercizio degli stessi poteri e delle medesime responsabilità tipiche di una posizione organizzativa formale. La Cassazione ha confermato che il ruolo di controllo della qualità del lavoro dei colleghi possiede per sua natura un livello elevato e trasversale. Di conseguenza, l’accertamento del giudice di merito ha dimostrato l’esistenza della posizione all’interno dell’ente. L’amministrazione non può negare il pagamento eccependo la mancanza di un formale provvedimento istitutivo. L’organizzazione interna ha comunque previsto e utilizzato quella specifica figura di coordinamento, traendone un vantaggio diretto.

Le conclusioni: il diritto del lavoratore al pagamento delle differenze retributive

Le conclusioni della Suprema Corte a favore del dipendente sanciscono il rigetto definitivo del ricorso presentato dall’Ente Previdenziale. Il datore di lavoro pubblico deve pagare le differenze retributive e l’indennità di posizione organizzativa al lavoratore per tutto il periodo di svolgimento delle mansioni superiori. La decisione conferma che il principio costituzionale di proporzionalità della retribuzione si applica anche agli incarichi di elevata responsabilità nel settore pubblico. La Cassazione ha inoltre condannato l’ente pubblico al pagamento delle spese del giudizio di legittimità. Questa sentenza tutela i lavoratori pubblici da utilizzi impropri di ruoli di responsabilità senza il dovuto riconoscimento economico. La pronuncia stabilisce un precedente importante per tutti i dipendenti che esercitano funzioni direttive di fatto e richiedono il pagamento di quanto spettante.

Quando spetta l’indennità di posizione organizzativa al dipendente pubblico?
L’indennità spetta quando il dipendente svolge di fatto e con continuità mansioni di coordinamento e alta responsabilità, riconducibili a una posizione esistente nell’ente, anche se manca un formale atto amministrativo di istituzione del ruolo.

Cosa succede se l’ente pubblico non ha formalmente istituito la posizione organizzativa?
Se l’incarico di coordinamento e controllo viene comunque assegnato ed esercitato con continuità, la posizione si considera istituita di fatto e il lavoratore ha diritto a percepire le relative differenze retributive.

Quali compiti dimostrano lo svolgimento di una posizione organizzativa?
Dimostrano lo svolgimento di tale posizione le attività di controllo della qualità del lavoro dei colleghi, il coordinamento di un’area e l’assunzione di responsabilità trasversali ed elevate all’interno della struttura.

Termini giuridici

Mansioni superiori
Svolgimento di compiti lavorativi che appartengono a un livello di inquadramento più alto rispetto a quello di assunzione, con diritto a una retribuzione maggiore.
Indennità di posizione organizzativa
Un compenso aggiuntivo pagato al lavoratore che ricopre un ruolo di particolare responsabilità o coordinamento all'interno di un'organizzazione.
Giudizio di rinvio
Fase del processo che si svolge davanti a un giudice di merito dopo che la Corte di Cassazione ha annullato una precedente sentenza, con il compito di riesaminare il caso applicando il principio stabilito dalla Cassazione stessa.
Soccombenza
La situazione della parte che perde la causa in tribunale, la quale viene solitamente condannata a pagare le spese processuali anche della parte vincitrice.
In re ipsa
Espressione latina che significa 'insito nel fatto stesso', utilizzata per indicare un danno o una caratteristica che non ha bisogno di essere provata poiché evidente dalla situazione stessa.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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