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Indennità di accompagnamento e cumulo: la sentenza

Il Tribunale di Cagliari ha analizzato la richiesta di un cittadino volta a ottenere il cumulo dell’indennità di accompagnamento come cieco assoluto e come invalido civile. Sebbene la legge consenta il cumulo per i soggetti pluriminorati, il giudice ha stabilito che è necessaria una prova rigorosa dell’indipendenza delle patologie e la presentazione di una specifica domanda amministrativa. Il ricorso è stato accolto limitatamente al pagamento dei ratei maturati prima della decorrenza della seconda prestazione.

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Pubblicato il 27 marzo 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Indennità di accompagnamento: il caso del cumulo tra diverse prestazioni

Il tema della cumulabilità delle prestazioni previdenziali è spesso oggetto di controversie legali complesse. Una recente sentenza del Tribunale di Cagliari ha gettato luce sulla possibilità di percepire contemporaneamente l’indennità di accompagnamento per cecità assoluta e quella per invalidità civile, delineando i confini necessari per tale diritto.

Il caso: la richiesta di cumulo dell’indennità di accompagnamento

Il ricorrente, un cittadino già riconosciuto cieco assoluto con diritto alla relativa indennità, aveva chiesto in giudizio il riconoscimento di una seconda indennità di accompagnamento in qualità di invalido civile al 100%. L’ente previdenziale aveva negato tale possibilità, invitando il soggetto a esercitare il diritto di opzione tra i due benefici, escludendo dunque la possibilità di percepirli entrambi simultaneamente.

Il cittadino sosteneva invece di essere un soggetto pluriminorato, ovvero affetto da patologie distinte e non dipendenti l’una dall’altra (problemi cardiocircolatori e articolari oltre alla cecità), circostanza che, secondo la normativa vigente, dovrebbe permettere l’erogazione di entrambi i sussidi.

La decisione del Tribunale sulla cumulabilità

Il Giudice del Lavoro ha preliminarmente analizzato la Legge n. 429 del 1991, la quale stabilisce che alle persone affette da più minorazioni spetta un’indennità cumulativa pari alla somma delle singole indennità. Tuttavia, l’accertamento di tale diritto non è automatico.

Nella fattispecie esaminata, il ricorso è stato accolto solo parzialmente. Il Tribunale ha rilevato che, per ottenere il cumulo, è indispensabile dimostrare che la condizione di non autosufficienza derivi da una minorazione autonoma e non correlata alla cecità. Poiché il ricorrente non aveva presentato una specifica domanda amministrativa per il cumulo e non aveva prodotto la consulenza tecnica completa del precedente giudiziale, il giudice ha ritenuto non dimostrati i presupposti per la doppia erogazione continuativa.

Nonostante ciò, è stato riconosciuto il diritto a percepire i ratei dell’indennità di accompagnamento come invalido civile per il periodo precedente al riconoscimento della cecità assoluta, coprendo così il ‘vuoto’ economico tra le due diverse decorrenze.

Le motivazioni

Le motivazioni della decisione risiedono nel mancato assolvimento dell’onere probatorio da parte del ricorrente. Il giudice ha evidenziato che non è possibile verificare l’indipendenza delle patologie senza un’analisi dettagliata della consulenza tecnica. Inoltre, l’assenza di una specifica istanza amministrativa volta proprio al riconoscimento del cumulo ha impedito all’ente previdenziale di attivare gli accertamenti sanitari necessari presso il Centro Medico Legale.

Le conclusioni

Le conclusioni dell’autorità giudiziaria portano a un principio di cautela: il diritto al cumulo delle indennità esiste, ma richiede una procedura amministrativa precisa e una documentazione medica che certifichi inequivocabilmente l’autonomia delle diverse disabilità. Il ricorrente ha ottenuto la condanna dell’ente al pagamento delle somme arretrate per il solo periodo in cui le prestazioni non si sovrapponevano, con una compensazione parziale delle spese di lite.

È possibile percepire due indennità di accompagnamento contemporaneamente?
Sì, la legge lo consente ai soggetti pluriminorati, ma solo se le patologie che danno diritto alle prestazioni sono indipendenti tra loro e non interdipendenti.

Cosa serve per ottenere il cumulo delle prestazioni previdenziali?
È necessario presentare una specifica domanda amministrativa di cumulo e fornire documentazione medica che provi l’autonomia delle diverse minorazioni.

Cosa succede se l’ente previdenziale nega il cumulo?
Il cittadino può ricorrere in tribunale, ma deve dimostrare tecnicamente che la necessità di assistenza continua non dipende dalla patologia già indennizzata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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