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Incompatibilità del relatore: Cassazione rinvia il caso

La Corte di Cassazione, con un’ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio di un ricorso in materia di usucapione. La decisione di posticipare il giudizio deriva dalla necessità di attendere la pronuncia delle Sezioni Unite su una questione di massima importanza: la potenziale incompatibilità del relatore che, avendo già formulato una proposta di decisione, sia poi chiamato a far parte del collegio giudicante. Questo rinvio mira a garantire la massima correttezza procedurale.

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Pubblicato il 19 febbraio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Incompatibilità del Relatore: la Cassazione Sospende il Giudizio

L’ordinanza interlocutoria n. 30534/2023 della Corte di Cassazione pone in luce un’importante questione procedurale riguardante la potenziale incompatibilità del relatore nel giudizio di legittimità. In attesa di una decisione delle Sezioni Unite, la Corte ha scelto la via della prudenza, rinviando la causa a nuovo ruolo e sospendendo, di fatto, la decisione sul merito di una controversia in materia di usucapione.

I Fatti di Causa

La vicenda giudiziaria ha origine da una domanda di accertamento dell’acquisto per usucapione di un’abitazione e del relativo terreno. La richiesta, avanzata in primo grado presso il Tribunale di Como, è stata contrastata dai convenuti, i quali hanno a loro volta richiesto il rilascio di una porzione di terreno, forti di una precedente sentenza della Corte d’Appello di Milano che aveva già definito i confini tra le proprietà. Sia il Tribunale di Como che, successivamente, la Corte d’Appello di Milano hanno respinto la domanda di usucapione, confermando la decisione di primo grado. Di conseguenza, i soccombenti hanno proposto ricorso per Cassazione.

La Questione di Incompatibilità del Relatore in Cassazione

Il punto cruciale dell’ordinanza non riguarda il merito della causa (l’usucapione), bensì un aspetto squisitamente procedurale. Nel giudizio di Cassazione, era stata formulata una proposta di decisione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. dal consigliere relatore. Tuttavia, la parte ricorrente ha richiesto che il caso venisse discusso in camera di consiglio.

Nel frattempo, le Sezioni Unite della stessa Corte sono state chiamate a pronunciarsi su una questione di massima importanza: può il consigliere che ha redatto la proposta di decisione preliminare far parte del collegio giudicante che decide effettivamente il ricorso? Il dubbio verte sulla possibile violazione del principio di imparzialità del giudice, il quale potrebbe essere o apparire ‘prevenuto’ avendo già espresso un orientamento sul caso. Poiché nel caso di specie il relatore era lo stesso che aveva sottoscritto la proposta, la Corte ha ritenuto necessario fermarsi in attesa del verdetto delle Sezioni Unite.

Le Motivazioni

La Corte Suprema ha motivato la propria decisione di rinvio con la necessità di attendere la risoluzione della questione pregiudiziale sull’incompatibilità del relatore. Decidere il ricorso prima che le Sezioni Unite si fossero pronunciate avrebbe creato il rischio di una decisione proceduralmente viziata. Il Collegio ha quindi agito in un’ottica di economia processuale e di garanzia del giusto processo, ritenendo opportuno attendere che il massimo organo nomofilattico stabilisca un principio di diritto chiaro e vincolante sulla configurabilità di tale incompatibilità. Questa scelta evidenzia la delicatezza del tema e l’importanza di assicurare che ogni decisione giurisdizionale sia, e appaia, imparziale.

Conclusioni

L’ordinanza interlocutoria n. 30534/2023, pur non decidendo il caso specifico di usucapione, offre un’importante riflessione sui principi del giusto processo. La decisione di rinviare la causa a nuovo ruolo sottolinea come la correttezza procedurale e la garanzia di imparzialità del giudice siano valori preminenti, che possono giustificare una sospensione del giudizio di merito. Le parti dovranno quindi attendere non solo la nuova udienza per il loro caso, ma anche e soprattutto la storica decisione delle Sezioni Unite che farà luce sulla figura e sui limiti del consigliere relatore nel rito camerale della Cassazione.

Perché la Corte di Cassazione ha rinviato la decisione del ricorso?
La Corte ha rinviato la decisione perché è in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione fondamentale: se il giudice relatore che ha formulato una proposta di decisione preliminare possa poi far parte del collegio che giudica il caso, dato che tale situazione potrebbe configurare una incompatibilità.

Qual è il problema relativo all’incompatibilità del relatore?
Il problema consiste nel determinare se un giudice che ha già studiato il caso e proposto una bozza di decisione (ex art. 380-bis c.p.c.) possa essere considerato pienamente imparziale nel momento in cui deve giudicare collegialmente lo stesso caso, dopo che una delle parti ha richiesto una discussione approfondita.

Qual era l’oggetto della causa originale che ha portato al ricorso in Cassazione?
La causa originale riguardava una richiesta di acquisto di una proprietà immobiliare (una casa con terreno) per usucapione. Tale richiesta era stata respinta sia in primo che in secondo grado, portando i richiedenti a presentare ricorso in Cassazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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