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Incarico professionale geometra: come provarlo

La Corte d’Appello di Genova ha stabilito che l’incarico professionale geometra è validamente provato dai verbali delle assemblee condominiali che documentano l’affidamento delle attività e l’approvazione dei risultati, ribaltando la sentenza di primo grado.

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Incarico professionale geometra e verbali assembleari

Ottenere il pagamento per le prestazioni tecniche in ambito condominiale può diventare complesso se il committente nega di aver conferito il mandato. L’incarico professionale geometra è spesso al centro di dispute legali, specialmente in relazione alle pratiche per il Superbonus 110%. Una recente sentenza della Corte d’Appello di Genova offre importanti chiarimenti su come tutelare il proprio credito attraverso la corretta documentazione assembleare.

I fatti della controversia

Il caso ha avuto origine dalla richiesta di pagamento avanzata da una professionista per una serie di attività tecniche, tra cui studi di fattibilità, redazione di computi metrici e presentazione della CILAS, svolte per conto di un condominio. Nonostante l’emissione di un decreto ingiuntivo, il Tribunale di primo grado aveva accolto l’opposizione del condominio, revocando l’ordine di pagamento. Secondo il primo giudice, non vi era prova sufficiente del conferimento dell’incarico, ritenendo la documentazione prodotta dalla professionista troppo generica rispetto alle contestazioni dell’ente.

La decisione sull’incarico professionale geometra

La Corte d’Appello ha ribaltato integralmente la sentenza di primo grado. I giudici di secondo grado hanno analizzato minuziosamente i verbali delle assemblee condominiali, rilevando che l’affidamento dell’incarico professionale geometra emergeva in modo inequivocabile dalle delibere. In particolare, il fatto che i condomini avessero discusso e approvato i documenti tecnici presentati dalla professionista durante le riunioni costituiva una prova diretta del rapporto contrattuale e dell’effettivo svolgimento delle prestazioni richieste.

le motivazioni

La Corte ha fondato la propria decisione sul valore probatorio dei verbali assembleari. Anche in assenza di un contratto scritto unitario, la volontà del condominio di avvalersi dell’opera della professionista è risultata cristallizzata nelle delibere. I giudici hanno osservato che il condominio era consapevole delle attività in corso, come dimostrato dalla corrispondenza tra l’amministratore e gli altri tecnici coinvolti. Inoltre, è stato chiarito che la contestazione generica del condominio sulla descrizione delle prestazioni non può prevalere a fronte di un elenco dettagliato di attività tecniche che hanno portato al buon esito delle pratiche edilizie. Per quanto riguarda gli aspetti procedurali, la Corte ha respinto le eccezioni di nullità relative alla riforma Cartabia, confermando che il diritto di difesa era stato pienamente garantito nonostante la mancanza di alcuni decreti intermedi in primo grado.

le conclusioni

In conclusione, la Corte ha condannato il condominio al pagamento dell’intera somma di € 12.918,07, oltre agli interessi legali. È stata inoltre ordinata la restituzione delle somme che la professionista aveva dovuto versare al condominio in esecuzione della sentenza di primo grado poi annullata. La decisione ribadisce un principio fondamentale: il verbale di assemblea condominiale è uno strumento di prova potentissimo. Per il professionista, assicurarsi che il proprio operato e il conferimento del mandato siano correttamente verbalizzati rappresenta la migliore garanzia contro future contestazioni sul pagamento dei compensi.

Come può un geometra dimostrare di aver ricevuto un incarico dal condominio?
La prova principale è costituita dai verbali delle assemblee condominiali in cui viene deliberato l’affidamento dell’incarico o in cui vengono approvati i documenti tecnici prodotti.

Cosa succede se il tribunale revoca erroneamente un decreto ingiuntivo?
È possibile proporre appello dimostrando, anche tramite i documenti già in atti, che il credito è certo e che l’attività professionale è stata effettivamente svolta e accettata.

È necessaria la forma scritta per l’incarico professionale in condominio?
Sebbene la forma scritta sia preferibile, la giurisprudenza riconosce che l’incarico può essere provato dai verbali assembleari che manifestano la volontà dell’ente condominiale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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