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Impugnazione delibera: la prova della notifica

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17984/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di impugnazione di delibera condominiale. In caso di contestazione, spetta al condominio, in qualità di mittente, fornire la prova certa dell’avvenuta consegna della raccomandata contenente il verbale al condomino assente. La semplice tracciatura online che riporta una dicitura ambigua non è sufficiente a far scattare la presunzione di conoscenza e, di conseguenza, il termine per l’impugnazione. La Corte ha accolto il ricorso di un condomino, cassando la decisione di merito che aveva ritenuto tardiva la sua opposizione basandosi su una prova di notifica inadeguata.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Impugnazione delibera condominiale: l’onere della prova sulla notifica

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 17984 del 1° luglio 2024) ha riaffermato un principio cruciale in materia di impugnazione di delibera condominiale: l’onere di provare l’effettiva ricezione del verbale da parte del condomino assente grava sempre sul condominio. Questo caso evidenzia come una notifica non documentata correttamente possa invalidare la decorrenza dei termini per l’opposizione, proteggendo i diritti del singolo proprietario.

I Fatti di Causa

La vicenda trae origine dall’iniziativa di un condomino, avvocato, che aveva impugnato diverse delibere assembleari del proprio condominio. Tra queste, una delibera del 7 ottobre 2010 la cui impugnazione era stata dichiarata inammissibile per tardività sia in primo che in secondo grado. I giudici di merito avevano ritenuto che il condominio avesse fornito una prova sufficiente della spedizione del verbale tramite raccomandata, facendo così decorrere il termine di 30 giorni per l’impugnazione.

Il condomino, tuttavia, sosteneva di non aver mai ricevuto tale comunicazione e che la prova fornita dal condominio – un estratto del sito delle Poste che indicava la spedizione come “non lavorabile” – fosse del tutto inidonea a dimostrare l’avvenuto recapito presso il suo domicilio. Di fronte al rigetto delle sue istanze, il condomino ha portato il caso dinanzi alla Corte di Cassazione, lamentando, tra i vari motivi, la violazione delle norme sull’onere della prova in materia di notifiche.

La questione dell’impugnazione della delibera condominiale e la prova

Il cuore della controversia si è concentrato sul terzo motivo di ricorso, l’unico che la Suprema Corte ha ritenuto fondato. Il ricorrente ha contestato la decisione della Corte d’Appello, la quale aveva posto a suo carico l’onere di dimostrare di non aver ricevuto la raccomandata. Secondo i giudici di merito, la prova della spedizione, unita alla circostanza che altre raccomandate erano state regolarmente ricevute, creava una presunzione di consegna.

La Cassazione ha ribaltato completamente questa prospettiva. Ha chiarito che, in materia di atti recettizi come la comunicazione di un verbale di assemblea, la presunzione di conoscenza prevista dall’art. 1335 c.c. scatta solo quando l’atto giunge all’indirizzo del destinatario. La prova di tale arrivo è a carico del mittente. La semplice spedizione non basta; serve la prova della consegna.

La Decisione della Corte di Cassazione

Accogliendo il motivo di ricorso relativo alla notifica, la Corte di Cassazione ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d’Appello di Napoli in diversa composizione. Ha rigettato tutti gli altri motivi, che riguardavano la responsabilità degli amministratori, la presunta nullità di altre delibere e la richiesta di formazione di nuove tabelle millesimali, ritenendoli infondati o inammissibili.

La Corte ha quindi stabilito che il nuovo giudice dovrà riesaminare la questione della tempestività dell’impugnazione della delibera del 7 ottobre 2010, applicando il corretto principio di diritto sull’onere della prova della notifica. Inoltre, dovrà provvedere a una nuova regolamentazione delle spese processuali dell’intero giudizio.

Le Motivazioni

La motivazione della Corte si fonda su un consolidato orientamento giurisprudenziale. Il principio chiave è che, per gli atti che la legge richiede siano inviati a mezzo lettera raccomandata, il mittente deve produrre l’avviso di ricevimento per provare la consegna. In assenza di tale avviso, o di una sua adeguata giustificazione, la presunzione di conoscenza non opera. Nel caso di specie, la prova offerta dal condominio (l’estratto del tracking online) non solo era priva dell’avviso di ricevimento, ma conteneva anche una dicitura, “invio non lavorabile”, che rendeva incerto l’esito della spedizione, impedendo di affermare con certezza che il plico fosse mai giunto a destinazione. Di conseguenza, il termine di 30 giorni per l’impugnazione della delibera condominiale non poteva considerarsi iniziato a decorrere.

Le Conclusioni

Questa sentenza offre importanti implicazioni pratiche. Per gli amministratori di condominio, emerge la necessità assoluta di conservare con cura gli avvisi di ricevimento delle raccomandate con cui si comunicano i verbali assembleari. Affidarsi esclusivamente alla tracciatura online è una pratica rischiosa che può compromettere l’efficacia delle delibere. Per i condomini, la decisione rafforza la tutela del diritto a una corretta informazione e a un contraddittorio effettivo. Un condomino che intende procedere con l’impugnazione di una delibera condominiale può legittimamente contestare la decorrenza dei termini se il condominio non fornisce una prova inequivocabile dell’avvenuta ricezione della comunicazione.

Chi deve provare che il verbale dell’assemblea condominiale è stato ricevuto dal condomino assente?
Secondo la sentenza, l’onere della prova grava interamente sul condominio, in qualità di mittente della comunicazione. Deve dimostrare che la raccomandata contenente il verbale è effettivamente pervenuta all’indirizzo del destinatario.

La stampa del tracciamento online delle Poste è una prova sufficiente per dimostrare la notifica di una raccomandata?
No. La Corte ha stabilito che la semplice tracciatura online, soprattutto se riporta diciture ambigue come “invio non lavorabile”, non è una prova idonea a dimostrare l’avvenuto recapito e a far scattare la presunzione di conoscenza. La prova per eccellenza rimane l’avviso di ricevimento.

Cosa succede se il condominio non riesce a provare la ricezione del verbale da parte del condomino assente?
Se il condominio non fornisce una prova certa della ricezione, il termine di decadenza di 30 giorni per l’impugnazione della delibera, previsto dall’art. 1137 del codice civile, non inizia a decorrere. Di conseguenza, l’impugnazione proposta dal condomino non può essere considerata tardiva.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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