Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 17356 Anno 2024
Civile Ord. Sez. 2 Num. 17356 Anno 2024
Presidente: NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 24/06/2024
O R D I N A N Z A
sul ricorso proposto da:
RAGIONE_SOCIALE, in persona del Ministro, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura RAGIONE_SOCIALE dello RAGIONE_SOCIALE, domiciliato presso i suoi uffici in Roma, INDIRIZZO.
Ricorrente
contro
COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOME, COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOMENOME COGNOME NOME, COGNOME NOMENOME COGNOME
NOMENOME COGNOME NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOME, rappresentati e difesi per procure alle liti allegate al ricorso dagli AVV_NOTAIO, elettivamente domiciliati presso lo studio del primo in Roma, INDIRIZZO.
Controricorrenti
avverso il decreto n. 268/2022 della Corte di appello di Perugia, depositato il 20. 12. 2022.
Udita la relazione della causa svolta dal consigliere NOME COGNOME nella camera di consiglio del 5. 4. 2024.
Fatti di causa e ragioni della decisione
Con decreto n. 193 del 2022 la Corte d’Appello di Perugia, in persona del giudice designato, decidendo sul ricorso depositato da COGNOME NOME ed altri, meglio in epigrafe indicati, per il riconoscimento dell’indennizzo previsto dalla legge n. 89 del 2001 in relazione ad un precedente procedimento Pinto ed al successivo giudizio di ottemperanza introdotto per il pagamento dell’indennizzo liquidato, ancora in corso, durato complessivamente sei anni, liquidò in favore degli esponenti un equo indennizzo di euro 2.000,00 ciascuno.
Proposta opposizione da parte del Ministero della Giustizia, la Corte di appello, in composizione collegiale, con decreto n. 268 del 20. 12. 2022 la rigettò, rilevando che la domanda di equo indennizzo non era tardiva, in quanto il termine per la sua proposizione comincia a decorrere, nel caso in cui la parte, dopo avere ottenuto la liquidazione dell’indennizzo, in caso di omesso suo versamento, introduca un giudizio di ottemperanza, dal momento in cui questo è definitivamente concluso, mentre nel caso di specie esso risultava ancora in corso.
Per la cassazione di questo decreto, notificato il 27. 12. 2022, con atto notificato il 23. 2. 2023, ha proposto ricorso il Ministero della Giustizia, affidato ad un unico motivo.
COGNOME NOME e gli altri indicati in epigrafe hanno notificato controricorso. In via preliminare ed assorbente il ricorso va dichiarato improcedibile, non risultando osservato l’adempimento previsto dall’art. 369, comma 2 n. 2), c.p.c..
Tale conclusione si impone alla luce del rilievo che il Ministero ricorrente, nel dare atto che il decreto impugnato è stato ad esso notificato in data 27. 12. 2022, non ha tuttavia depositato la copia autentica del decreto munita della relata di notifica.
Ora, tale mancato deposito, espressamente previsto dalla disposizione sopra indicata a pena di improcedibilità del ricorso, impedisce a questa Corte di verificare, una volta dichiarata l’avvenuta notifica del provvedimento impugnato, se il ricorso è stato notificato rispettando il termine breve di impugnazione stabilito dall’art. 325 c.p.c..
Questa Corte ha precisato che la dichiarazione contenuta nel ricorso per cassazione di avvenuta notificazione della sentenza impugnata, attesta un “fatto processuale” – la notificazione della sentenza – idoneo a far decorrere il termine “breve” di impugnazione e, quale manifestazione di “autoresponsabilità” della parte, impegna quest’ultima a subire le conseguenze di quanto dichiarato, facendo sorgere in capo ad essa l’onere di depositare, nel termine stabilito dall’art. 369 c.p.c., copia del provvedimento munita della relata di notifica, senza che sia possibile recuperare alla relativa omissione mediante la successiva, e ormai tardiva, produzione ai sensi dell’art. 372 c.p.c. ( Cass. Sez. Un. n. 21349 del 2022; Cass. n. 24023 del 2023; Cass. n. 15832 del 2021; Cass. n. 1295 del 2018) ).
Nel caso di specie l’omissione determina l’improcedibilità del ricorso, tenuto conto che il decreto della Corte di appello impugnato è stato pubblicato il 20. 12. 2022, mentre il ricorso per cassazione risulta notificato il 23. 2. 2022, cioè oltre il predetto termine di sessanta giorni (cd. prova di resistenza , con esito negativo: cfr. tra le tante, Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 11386 del 30/04/2019 Rv. 653711; Sez. 6 – 3, Sentenza n. 17066 del 10/07/2013 Rv. 628539).
Il ricorso va pertanto dichiarato improcedibile.
R.G. N. NUMERO_DOCUMENTO.
Le spese di giudizio, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.
P. Q. M.
dichiara improcedibile il ricorso e condanna il Ministero della Giustizia al pagamento delle spese di giudizio, che liquida in euro 1.200,00, di cui euro 200,00 per esborsi, oltre accessori di legge e spese generali.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 5 aprile 2024.