Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 35546 Anno 2023
Civile Ord. Sez. 1 Num. 35546 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 20/12/2023
ORDINANZA
sul ricorso 8639-2018 proposto da:
CONGREGAZIONE ANCELLE DELLA DIVINA PROVVIDENZA –RAGIONE_SOCIALE IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA, rappresentata e difesa dall ‘ AVV_NOTAIO per procura in calce al ricorso;
– ricorrente –
contro
AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE, rappresentata e difesa dall ‘ Avvocatura Generale dello Stato;
-controricorrente – avverso il DECRETO n. 730/2018 del TRIBUNALE DI TRANI, depositato il 7/2/2018;
udita la relazione RAGIONE_SOCIALE causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 22/11/2023 dal Consigliere NOME COGNOME;
FATTI DI CAUSA
1.1. Il tribunale, con il decreto in epigrafe, in parziale accoglimento dell ‘ opposizione proposta, ha ammesso l ‘ agente per la riscossione allo stato passivo RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE in amministrazione
straordinaria (dal 2014) per il credito relativo a lle ‘ somme aggiuntive lavoratori subordinati ‘ e per il credito relativo all ” aggio coattivo ‘.
1.2. Il tribunale, in particolare, ha escluso che l ‘ opposta, quale ente ecclesiastico riconosciuto, potesse godere RAGIONE_SOCIALE sospensione dei termini di pagamento prevista dall ‘ art. 1, comma 255, RAGIONE_SOCIALE l. n. 311/2004, come prorogata dall ‘ art. 1, comma 188, RAGIONE_SOCIALE l. n. 147/2013, non avendo dimostrato, a fronte RAGIONE_SOCIALE percezione di corrispettivi per l ‘ attività svolta dalla stessa, che l ‘ attività commerciale svolta non fosse esclusiva o prevalente rispetto alle sue finalità istituzionali e, quindi, di essere, come la norma invocata invece pretende, un ente non commerciale.
1.3. D ‘ altra parte, ha aggiunto il tribunale, possono essere ammesse all ‘ amministrazione straordinaria, a norma dell ‘ art. 2 del d.lgs. n. 270/1999, solo le imprese assoggettate alle disposizioni sul fallimento, vale a dire ‘ gli imprenditori che esercitano una attività commerciale ‘, tra i quali sono compresi ‘ anche gli enti che hanno per oggetto esclusivo o prevalente l ‘ esercizio di attività commerciale ‘.
1.4. RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE in amministrazione straordinaria, con ricorso notificato il 9/3/2018, ha chiesto, per un motivo, la cassazione del decreto.
1.5. L ‘ RAGIONE_SOCIALE ha resistito con controricorso.
1.6. La ricorrente ha depositato memoria nella quale ha, tra l ‘ altro, invocato il giudicato esterno formatosi in ordine alla natura RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE e alla sussistenza in capo ad essa di tutti i requisiti per l ‘ accesso ai benefici di cui all ‘ art. 1, comma 255, RAGIONE_SOCIALE l. 311/2004 per effetto RAGIONE_SOCIALE sentenza di questa Corte
n. 10006/2022, sul rilievo che tale pronuncia, resa su ricorso dell’RAGIONE_SOCIALE, ‘ decidendo sulla legittimità RAGIONE_SOCIALE sentenza RAGIONE_SOCIALE Commissione Regionale per la Puglia, sede di Bari, che aveva accolto l ‘ eccezione d ‘ illegittimità RAGIONE_SOCIALE cartella di pagamento per Irap dell ‘ anno 2009, proposta dalla RAGIONE_SOCIALE, per essere stata emessa nella vigenza RAGIONE_SOCIALE sospensione di cui all ‘ art. 1, comma 255, RAGIONE_SOCIALE legge n. 311 del 2004, poi prorogata, dà atto che la RAGIONE_SOCIALE è beneficiaria degli effetti RAGIONE_SOCIALE sospensione <> ‘ ed ha, quindi, ‘ riconosciuto la legittimità RAGIONE_SOCIALE sola <> ‘.
RAGIONI DELLA DECISIONE
2.1. Con l ‘ unico motivo articolato, la ricorrente, lamentando la violazione o la falsa applicazione dell ‘ art. 1, comma 255, RAGIONE_SOCIALE l. n. 311/2004 e successive modifiche, in comb.disp. con l ‘ art. 41, comma 7, RAGIONE_SOCIALE l. n. 289/2002 e l ‘ art. 4 del d.l. n. 245/2002, in relazione all ‘ art. 360 n. 3 c.p.c., ha censurato il decreto impugnato nella parte in cui il tribunale ha ammesso l ‘ opponente allo stato passivo per i crediti relativi alle sanzioni, comprensive di mora, aggio e spese, sul rilievo che la RAGIONE_SOCIALE opposta non godesse RAGIONE_SOCIALE sospensione di tutti i termini di pagamento in materia tributaria e previdenziale prevista dall ‘ art. 1, comma 255, RAGIONE_SOCIALE l. n. 311/2004.
2.2. In tal modo, tuttavia, ha osservato la ricorrente, il tribunale ha omesso di considerare che: – la RAGIONE_SOCIALE, quale ente ecclesiastico che ha svolto ‘ l ‘ attività commerciale ‘ di ‘ assistenza sanitaria ‘ ‘ nella forma d ‘ impresa ‘ solo come mezzo per il perseguimento RAGIONE_SOCIALE finalità religiose previste nel suo statuto, doveva essere qualificata come un ‘ ente non
commerciale ‘ che rientrava nella fattispecie prevista dall ‘ art. 41, comma 7, cit.; – tale norma, infatti, senza escludere l ‘ obbligo contributivo, consente al debitore di provvedere al pagamento dei contributi previdenziali al termine del periodo di sospensione ed esclude, quindi, che, in tale periodo, possano maturare interessi o essere inflitte sanzioni; -l ‘ onere di provare l ‘ insussistenza dei presupposti applicativi di tale norma spettava, peraltro, all ‘ agente per la riscossione e non alla RAGIONE_SOCIALE, che per legge gode RAGIONE_SOCIALE sospensione prevista; – l ‘ ammissione RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE all ‘ amministrazione straordinaria è irrilevante, trattandosi di procedura che ha inteso tutelare tutti i soggetti che esercitano l ‘ attività in forma imprenditoriale, compresi gli enti non commerciali che, come la ricorrente, esercitano, in forma d ‘ impresa, un ‘ attività economicamente rilevante il cui stato di decozione è destinato a sfociare in una procedura concorsuale, ma senza escludere che gli stessi conservino la propria identità giuridica originaria.
2.3. Il motivo è infondato. Gli effetti RAGIONE_SOCIALE sentenza di fallimento (la cui provvisoria esecutività, disposta dall ‘ art. 16, comma 2°, l.fall., non è suscettibile di sospensione), infatti, sia per la determinazione dello status di fallito che ne deriva, sia per gli aspetti conservativi del patrimonio ad essa conseguenti, vengono meno soltanto con il passaggio in giudicato RAGIONE_SOCIALE decisione che, accogliendo il reclamo previsto dall ‘ art. 18 l.fall., ne pronunci la revoca (Cass. n. 1073 del 2018).
2.4. Tale principio, già affermato nella vigenza RAGIONE_SOCIALE normativa originaria RAGIONE_SOCIALE legge fallimentare (Cass. n. 4187 del 1991; Cass. n. 16505 del 2003; Cass. n. 10792 del 2003), deve ritenersi valido anche dopo la riforma RAGIONE_SOCIALE stessa, risultando in vigore tanto l ‘ art. 16, comma 2°, l.fall., che prevede l ‘ esecutivit à immediata RAGIONE_SOCIALE sentenza, sia il principio che esclude la sua
sospensione per effetto del reclamo, come si evince dal successivo art. 19, il quale prevede che, in tal caso, il giudice possa disporre soltanto la sospensione RAGIONE_SOCIALE liquidazione dell ‘ attivo (Cass. n. 4632 del 2009; Cass. n. 4707 del 2011; Cass. n. 22153 del 2021, in motiv.).
2.5. In conclusione, deve ritenersi consolidato il principio secondo cui la sentenza dichiarativa di fallimento rimane giuridicamente efficace fino al passaggio in giudicato RAGIONE_SOCIALE sua (eventuale) revoca e che, di conseguenza, fino a quel momento, lo status di fallito, con i relativi presupposti soggettivi (art. 1 l.fall.) ed oggettivi (art. 5 l.fall.), non può essere messo in discussione da nessuno: neppure, evidentemente, dal soggetto che è stato dichiarato fallito e, a fortiori , dagli organi RAGIONE_SOCIALE relativa procedura.
2.6. Tale principio, peraltro, come può argomentarsi dalle norme previste dagli artt. 9, comma 3, e 10, comma 2, del d.lgs. n. 270/1999, vale anche per la sentenza che, a norma dell ‘ art. 8 del d.lgs. n. 270 cit., dichiara lo stato d ‘ insolvenza RAGIONE_SOCIALE imprese aventi i requisiti previsti dall ‘ art. 2 dello stesso d.lgs. n. 270 cit. (come quello di esercitare un ‘ impresa soggetta alle disposizioni sul fallimento, e cioè, come si evince dall ‘ art. 1, commi 1° e 2°, l.fall., ‘ un ‘ attività commerciale ‘ e sia, come tale, un imprenditore commerciale), la quale, pertanto, rimane efficace, anche per ciò che riguarda la determinazione del relativo status , con i relativi presupposti soggettivi ed oggettivi, fino al passaggio in giudicato RAGIONE_SOCIALE sentenza che, accogliendo l ‘ opposizione di cui all ‘ art. 9 del d.lgs. n. 270, ne pronunci, appunto, la revoca a norma del successivo art. 10.
2.7. La sentenza che ha dichiarato lo stato d ‘ insolvenza RAGIONE_SOCIALE ricorrente, pertanto, fino a che non passi in giudicato la sentenza che eventualmente la revochi, non è suscettibile,
quanto alla sussistenza dei relativi presupposti, come quello che la stessa abbia esercitato un ‘ attività commerciale ed abbia pertanto assunto lo status di imprenditore commerciale, di essere messa in discussione: tanto più se si tratta del giudizio, conseguente all ‘ apertura di tale procedura a norma dell ‘ art. 53 del d.lgs. n. 270 cit., di accertamento dei crediti vantati nei suoi confronti e, come nel caso in esame, RAGIONE_SOCIALE relative opposizioni.
2.8. Ed è, in effetti, noto, come questa Corte ha ripetutamente affermato, che: – lo status di imprenditore può essere riconosciuto a tutti gli enti di tipo associativo (compresi quelli disciplinati dal libro I del codice civile) che, in concreto, a prescindere dallo schema giuridico adottato, svolgono, esclusivamente o prevalentemente, attivit à di impresa commerciale (cfr. Cass. n. 8374 del 2000; Cass. n. 22955 del 2020, in motiv.; Cass. n. 29245 del 2021, in motiv.; Cass. n. 4418 del 2022, in motiv.; in precedenza, Cass. n. 9589 del 1993; Cass. n. 5770 del 1979); – ai fini dell ‘ applicabilit à dello statuto di imprenditore commerciale, invero, rileva ‘soltanto che l ‘ ente abbia svolto un ‘ attivit à da imprenditore commerciale’ e che ‘l’ esercizio di questa impresa esaurisca l ‘ attivit à dell ‘ ente, ovvero risulti prevalente rispetto ad altre attivit à , s ì da costituire l ‘ oggetto esclusivo o principale ‘ dello stesso, e ciò vale ‘ anche quando … l ‘ attività di impresa realizzi in via diretta gli scopi istituzionali dell ‘ ente e sia, perci ò , finalizzata al raggiungimento di scopi altruistici’ (cfr. Cass. n. 9589 del 1993, in motiv.; Cass. n. 5770 del 1979; più di recente, Cass. n. 22955 del 2020, in motiv.); – il fine altruistico, in effetti, inteso come destinazione dei proventi ad iniziative connesse con gli scopi istituzionali dell ‘ ente, non pregiudica il carattere imprenditoriale dei servizi resi poiché rimane giuridicamente irrilevante al pari di qualsiasi movente soggettivo che induca l ‘ imprenditore ad esercitare la
sua attivit à (Cass. n. 6835 del 2014; Cass. n. 17399 del 2011; Cass. n. 16612 del 2008; di recente, Cass. n. 22955 del 2020, in motiv.; Cass. n. 4418 del 2022 in motiv.).
2.9. Stabilito, dunque, che la ricorrente, quanto meno nel giudizio di accertamento dei crediti vantati nei suoi confronti a norma dell ‘ art. 53 del d.lgs. n. 270 cit., ha assunto la natura di imprenditore commerciale (e che l ‘affermazione di tale status , nei giudizi endoconcorsuali di accertamento dei crediti vantati nei suoi confronti, non può essere in alcun modo preclusa da una sentenza che , al di fuori RAGIONE_SOCIALE procedura concorsuale, l ‘ abbia, in ipotesi, negata, pur se passata in giudicato), deve, di conseguenza, escludersi che la stessa possa configurarsi, per la contraddizione che non lo consente, quale ente non commerciale e, quindi, godere del beneficio RAGIONE_SOCIALE sospensione di tutti i termini di pagamento in materia tributaria e previdenziale prevista dall ‘ art. 1, comma 255, RAGIONE_SOCIALE l. n. 311/2004.
Il ricorso dev’essere, quindi, respinto : senza, peraltro, che sia necessario disporne la riunione con altri pendenti innanzi a questa Corte sulla stessa questione.
Le spese processuali seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo. La condanna al pagamento RAGIONE_SOCIALE spese del giudizio in favore di un’amministrazione dello Stato dev’essere , tuttavia, limitata, riguardo alle spese vive, al rimborso RAGIONE_SOCIALE somme prenotate a debito (Cass. n. 22014 del 2018).
La Corte, infine, dà atto, ai sensi dell ‘ art. 13, comma 1quater , del d.P.R. n. 115 del 2002, nel testo introdotto dall ‘ art. 1, comma 17, RAGIONE_SOCIALE l. n. 228 del 2012, RAGIONE_SOCIALE sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte RAGIONE_SOCIALE ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo
unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma del comma 1bis dello stesso art. 13, se dovuto.
P.Q.M.
La Corte così provvede: rigetta il ricorso; condanna la ricorrente al rimborso in favore RAGIONE_SOCIALE controricorrente RAGIONE_SOCIALE spese processuali, che liquida in €. 7.000,00, oltre alle somme prenotate a debito; dà atto, ai sensi dell ‘ art. 13, comma 1quater , del d.P.R. n. 115 del 2002, nel testo introdotto dall ‘ art. 1, comma 17, RAGIONE_SOCIALE l. n. 228 del 2012, RAGIONE_SOCIALE sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte RAGIONE_SOCIALE ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma del comma 1bis dello stesso art. 13, se dovuto.
Così deciso a Roma, nella Camera di consiglio RAGIONE_SOCIALE Prima