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Impegno di spesa: nullo il contratto del Comune

Un Comune si opponeva a un decreto ingiuntivo per la fornitura di energia elettrica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo la nullità del contratto per la mancata previsione del relativo impegno di spesa nel bilancio dell’ente. La Corte ha chiarito che, senza questo requisito contabile fondamentale, l’obbligazione non sorge a carico dell’ente ma del funzionario che ha autorizzato la spesa, anche se il servizio è stato effettivamente erogato.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Impegno di Spesa: Contratto Nullo se il Comune non ha Copertura Finanziaria

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, torna a ribadire un principio fondamentale per la validità dei contratti stipulati dalla Pubblica Amministrazione: la necessità di un formale impegno di spesa. Senza questo requisito contabile, il contratto è nullo e l’ente locale non è tenuto al pagamento, anche se ha beneficiato della prestazione. Questa pronuncia chiarisce che la responsabilità ricade direttamente sull’amministratore o sul funzionario che ha autorizzato l’operazione. Analizziamo insieme i dettagli di questa importante decisione.

I Fatti del Caso: Fornitura di Energia Elettrica senza Copertura

La vicenda trae origine da un’opposizione a un decreto ingiuntivo promossa da un Comune nei confronti di una società creditrice, cessionaria di un credito vantato da un fornitore di energia elettrica. Il debito si riferiva alla fornitura di elettricità all’ente locale.

Sia in primo grado che in appello, il Comune era stato condannato al pagamento delle somme richieste. I giudici di merito avevano ritenuto irrilevante la questione della mancanza di un impegno di spesa iniziale, sostenendo che l’aver successivamente inserito tali costi nel bilancio comunale fosse sufficiente a sanare l’irregolarità. Secondo la Corte d’Appello, era onere del Comune dimostrare che le somme non fossero state deliberate o inserite nei bilanci successivi, cosa che non era avvenuta.

Il Ricorso in Cassazione e l’Importanza dell’Impegno di Spesa

Il Comune ha impugnato la decisione della Corte d’Appello davanti alla Corte di Cassazione, basando il suo ricorso su un punto di diritto cruciale: la violazione delle norme del Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) che regolano la spesa pubblica.

In particolare, il ricorrente ha sostenuto che l’art. 191 del T.U.E.L. è chiaro nello stabilire che gli enti locali possono effettuare spese solo se esiste un impegno di spesa registrato sul capitolo di bilancio competente, con attestazione della copertura finanziaria. In assenza di tale impegno, il rapporto obbligatorio non sorge nei confronti dell’ente, ma direttamente in capo al funzionario o amministratore che ha consentito la fornitura del bene o servizio. Di conseguenza, il contratto di somministrazione, non essendo supportato da una previsione di bilancio, doveva considerarsi nullo.

L’errore della Corte d’Appello

La Suprema Corte ha ritenuto fondato il motivo di ricorso del Comune, censurando la decisione della Corte territoriale. Quest’ultima ha commesso un errore non valutando la normativa sulla contabilità pubblica, che pone requisiti stringenti a pena di nullità. L’aver semplicemente usufruito della fornitura di energia elettrica non è sufficiente a rendere valido ed efficace un contratto sorto in violazione di tali norme imperative, poste a tutela dell’equilibrio di bilancio e della trasparenza dell’azione amministrativa.

Le Motivazioni

La Corte di Cassazione ha ripercorso il consolidato orientamento giurisprudenziale in materia. Le norme, a partire dal Testo Unico della legge comunale e provinciale del 1934 fino all’attuale T.U.E.L. (D.Lgs. 267/2000), hanno lo scopo di garantire il preminente interesse pubblico all’equilibrio economico-finanziario delle amministrazioni locali.

Secondo gli Ermellini, un’obbligazione contrattuale è valida e vincolante per un ente locale solo a due condizioni congiunte:
1. Esistenza di una delibera autorizzativa.
2. Presenza di un relativo e specifico impegno di spesa che ne attesti la copertura finanziaria.

Se questi elementi mancano, il rapporto contrattuale non si instaura con l’ente, ma direttamente con il funzionario o l’amministratore responsabile, il quale ne risponde con il proprio patrimonio. La nullità può essere rilevata anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento, anche se non eccepita inizialmente dalle parti. L’eventuale riconoscimento a posteriori di un debito fuori bilancio è una facoltà dell’ente, che richiede una specifica delibera consiliare con una valutazione complessa sulla compatibilità della spesa con gli equilibri di bilancio, e non può mai essere desunto da comportamenti concludenti come il semplice utilizzo del servizio.

Le Conclusioni

In conclusione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, cassando la sentenza impugnata e rinviando la causa alla Corte d’Appello in diversa composizione. Il nuovo giudice dovrà riesaminare il caso applicando il corretto principio di diritto: la necessità imprescindibile di un formale impegno di spesa per la validità dei contratti stipulati dagli enti locali. Questa ordinanza rafforza la tutela della finanza pubblica e serve da monito per le imprese che contrattano con la Pubblica Amministrazione, le quali hanno l’onere di verificare la presenza della necessaria copertura contabile prima di eseguire le prestazioni.

Un contratto stipulato da un Comune senza un preventivo impegno di spesa è valido?
No. Secondo la Corte di Cassazione, in assenza di un regolare impegno contabile registrato sul bilancio di previsione e dell’attestazione della copertura finanziaria, il contratto che comporta una spesa per l’ente locale è nullo.

Se un Comune ha comunque usufruito di un servizio, è tenuto a pagarlo anche senza impegno di spesa?
No. L’obbligazione di pagamento non sorge in capo all’ente. Il rapporto obbligatorio si instaura direttamente tra il fornitore e il funzionario o amministratore che ha autorizzato la spesa in violazione delle norme contabili, il quale ne risponde con il proprio patrimonio. L’ente ha solo la facoltà, non l’obbligo, di riconoscere a posteriori il debito come ‘debito fuori bilancio’ tramite un’apposita e motivata delibera.

La nullità del contratto per mancanza di impegno di spesa può essere sollevata in qualsiasi momento del processo?
Sì. La Corte chiarisce che la nullità del rapporto per mancanza dei requisiti contabili può essere rilevata anche d’ufficio dal giudice, in ogni stato e grado del giudizio, anche se non è stata eccepita dalla parte nelle difese iniziali.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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