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Giurisdizione strada pubblica: chi decide sui diritti?

La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative all’esistenza di un diritto di uso pubblico su una strada, anche se declassificata da un provvedimento amministrativo, spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul principio del ‘petitum sostanziale’, poiché l’azione mira a tutelare un diritto soggettivo del cittadino e non a contestare l’esercizio del potere della Pubblica Amministrazione. Pertanto, la questione sulla giurisdizione per una strada pubblica viene risolta a favore del giudice civile.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Giurisdizione Strada Pubblica: La Cassazione Fa Chiarezza sul Giudice Competente

Le dispute relative all’uso e alla proprietà delle strade rappresentano una problematica frequente, che spesso coinvolge cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Una questione cruciale in questi casi riguarda la giurisdizione sulla strada pubblica: a chi spetta decidere? Al giudice ordinario o a quello amministrativo? Con l’ordinanza n. 17104 del 2024, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha fornito un chiarimento fondamentale, ribadendo un principio consolidato ma di enorme rilevanza pratica.

Il Fatto: Una Strada Comunale Diventa Privata

La vicenda trae origine dalla decisione di un Comune di ‘sdemanializzare’ un tratto di strada comunale, ovvero di rimuoverlo dal demanio pubblico per venderlo a un privato. L’acquirente del terreno, una volta divenutone proprietario, ha provveduto a ostruire il passaggio, impedendo il transito.

Un altro cittadino, che da sempre utilizzava quel percorso, ha deciso di agire in giudizio contro l’acquirente e il Comune. La sua richiesta era chiara: accertare che la strada avesse ancora una funzione di uso pubblico (‘uti cives’) o, in subordine, che sussistesse un suo diritto di passaggio come utente di una strada vicinale privata, con conseguente ordine di rimozione degli ostacoli.

Il Conflitto di Giurisdizione tra i Giudici

Il percorso giudiziario è stato tutt’altro che lineare. In primo grado, il Tribunale ha dato ragione al cittadino, riconoscendo l’esistenza di una servitù di uso pubblico. La Corte d’Appello, tuttavia, ha ribaltato la prospettiva, dichiarando il proprio difetto di giurisdizione. Secondo i giudici d’appello, la vera questione non era il diritto di passaggio, ma la legittimità degli atti amministrativi del Comune (la delibera di sdemanializzazione e la vendita), materia di competenza esclusiva del giudice amministrativo.

Di fronte a questo contrasto, il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione, portando la questione della giurisdizione all’attenzione delle Sezioni Unite.

La Decisione della Cassazione sulla giurisdizione per la strada pubblica

Le Sezioni Unite hanno accolto il ricorso, cassando la sentenza della Corte d’Appello e dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che, per determinare il giudice competente, non bisogna fermarsi alla forma della domanda, ma guardare al suo contenuto sostanziale, al cosiddetto ‘petitum sostanziale’.

Il Principio del ‘Petitum Sostanziale’

Il ricorrente, sebbene avesse menzionato la ‘disapplicazione’ degli atti amministrativi, nella sostanza non stava contestando il potere del Comune di decidere sulle proprie strade. Stava invece chiedendo la tutela di un proprio diritto soggettivo: il diritto di transitare. La controversia, quindi, non verteva sull’esercizio di un potere pubblico, ma sull’esistenza e la portata di un diritto di natura privatistica.

Natura Dichiarativa degli Elenchi Pubblici

La Corte ha inoltre ribadito un principio fondamentale: l’iscrizione di una strada negli elenchi delle vie pubbliche ha una funzione puramente dichiarativa e non costitutiva. Ciò significa che crea una semplice presunzione di pubblicità, che può essere superata con la prova contraria. Di conseguenza, l’accertamento sulla natura, pubblica o privata, di una strada e sull’esistenza di diritti di uso pubblico su di essa rientra pienamente nella cognizione del giudice ordinario, in quanto riguarda l’accertamento di diritti soggettivi.

Le Motivazioni della Sentenza

Le motivazioni della Cassazione si fondano sulla netta distinzione tra la contestazione dell’esercizio del potere amministrativo e la tutela di un diritto soggettivo. Nel caso in esame, il cuore della domanda del cittadino era l’affermazione del suo diritto di transito. Questo diritto, che sia qualificato come uso pubblico ‘uti cives’ o come diritto di utente di una strada vicinale, è un diritto soggettivo. La sua tutela spetta al giudice ordinario, anche quando la sua lesione derivi indirettamente da un provvedimento amministrativo come la sdemanializzazione. Il giudice ordinario, infatti, ha il potere di disapplicare l’atto amministrativo se lo ritiene illegittimo, al solo fine di decidere sulla pretesa di diritto soggettivo fatta valere davanti a lui, senza annullare l’atto stesso.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza consolida un orientamento di grande importanza per i cittadini. Stabilisce che chiunque ritenga leso un proprio diritto di uso o passaggio su una strada, anche se interessata da provvedimenti comunali, deve rivolgersi al giudice civile. La competenza del giudice amministrativo sussiste solo quando l’azione è diretta a contestare in via principale la legittimità dell’atto amministrativo in sé, per ottenerne l’annullamento. In tutti i casi in cui l’obiettivo è l’accertamento di un diritto di proprietà o di un altro diritto reale, come il diritto di passaggio, la giurisdizione sulla strada pubblica appartiene al giudice ordinario.

A chi spetta decidere sulla natura pubblica o privata di una strada e sui relativi diritti di uso pubblico?
La competenza a decidere sulla proprietà (pubblica o privata) di una strada e sull’esistenza di diritti di uso pubblico su di essa spetta alla giurisdizione del giudice ordinario, poiché tali controversie riguardano l’accertamento di diritti soggettivi.

Se una controversia nasce da un atto amministrativo, come la vendita di una strada da parte di un Comune, la giurisdizione è sempre del giudice amministrativo?
No. Secondo la Corte di Cassazione, non è l’origine del problema a determinare la giurisdizione, ma la natura della pretesa (‘petitum sostanziale’). Se il cittadino chiede la tutela di un proprio diritto soggettivo (come il diritto di passaggio), la giurisdizione è del giudice ordinario, anche se ciò richiede di valutare incidentalmente la legittimità di un atto amministrativo.

L’iscrizione di una strada negli elenchi delle vie pubbliche del Comune è una prova definitiva della sua natura pubblica?
No, l’iscrizione di una strada in un elenco pubblico non è costitutiva del diritto, ma pone solo una semplice presunzione di pubblicità dell’uso. Tale presunzione può essere superata in giudizio fornendo la prova contraria circa la reale natura della strada.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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