LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Giurisdizione internazionale: dove fare causa?

Una società italiana ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro una società statunitense per il mancato pagamento di lavori di posa marmi eseguiti in un cantiere a New York. La società estera ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice italiano. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha accolto il ricorso, stabilendo che la giurisdizione internazionale per le prestazioni di servizi si determina in base al luogo di esecuzione della prestazione caratterizzante (New York) e non al luogo del pagamento, superando i vecchi criteri interpretativi.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Giurisdizione internazionale: dove si fa causa per lavori all’estero?

La determinazione della giurisdizione internazionale rappresenta uno dei nodi più complessi nel diritto commerciale moderno. Quando un’azienda italiana esegue lavori all’estero per un committente straniero, sorge spesso il dubbio su quale sia il tribunale competente in caso di mancato pagamento. Una recente ordinanza delle Sezioni Unite della Cassazione chiarisce definitivamente i criteri applicabili, privilegiando il luogo di esecuzione materiale del servizio.

Il caso: lavori a New York e decreto ingiuntivo in Italia

La vicenda trae origine da un contratto di subappalto. Una società italiana specializzata nella posa di rivestimenti in marmo ha agito contro una società con sede negli Stati Uniti per ottenere il pagamento di prestazioni eseguite presso un cantiere a New York. L’azienda italiana ha scelto di rivolgersi al Tribunale di Vicenza, ottenendo un decreto ingiuntivo. La società statunitense ha però contestato la giurisdizione internazionale del giudice italiano, sostenendo che la causa dovesse essere celebrata negli USA.

La tesi del luogo del pagamento

L’impresa italiana sosteneva che il giudice nazionale fosse competente poiché l’obbligazione dedotta in giudizio era il pagamento del prezzo, da eseguirsi presso il domicilio del creditore in Italia. Questa tesi si basava su un’interpretazione risalente della Convenzione di Bruxelles del 1968, che frammentava la competenza in base alla singola obbligazione contestata.

La decisione delle Sezioni Unite

La Suprema Corte ha ribaltato questa impostazione. Anche se il convenuto ha sede fuori dall’Unione Europea, la legge italiana (L. 218/1995) richiama i criteri dei regolamenti europei. Il Regolamento (UE) n. 1215/2012 stabilisce che, per la prestazione di servizi, il luogo di esecuzione dell’obbligazione è quello in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto.

Superamento del metodo analitico

Le Sezioni Unite hanno confermato che il cosiddetto “metodo analitico” (che guardava alla singola obbligazione di pagamento) è ormai superato. Per garantire l’armonia del sistema giudiziario e prevenire decisioni contrastanti, la giurisdizione internazionale deve essere concentrata nel luogo della prestazione caratterizzante del contratto. Nel caso di specie, essendo la posa dei marmi avvenuta interamente a New York, il giudice italiano non ha alcun potere di decidere la controversia.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura del rinvio operato dall’art. 3 della Legge 218/1995. Tale rinvio è considerato “mobile” o “dinamico”, il che significa che recepisce automaticamente le evoluzioni del diritto comunitario. Poiché il Regolamento 1215/2012 ha sostituito le norme precedenti, il criterio del luogo di prestazione del servizio diventa l’unico parametro rilevante per i contratti di appalto e subappalto. Identificare la giurisdizione con il luogo del pagamento comporterebbe una frammentazione eccessiva e imprevedibile dei fori competenti.

Le conclusioni

Le conclusioni dell’ordinanza sanciscono il difetto di giurisdizione del giudice italiano. Per le imprese che operano su scala globale, questo provvedimento sottolinea l’importanza di analizzare preventivamente il luogo di esecuzione dei lavori. Se la prestazione caratterizzante avviene all’estero, il rischio di dover affrontare un contenzioso in un tribunale straniero è concreto, a meno che non sia stata inserita nel contratto una clausola specifica di scelta del foro. La certezza del diritto passa oggi per una visione unitaria del rapporto contrattuale, dove il luogo fisico dell’attività prevale sulle modalità finanziarie del saldo.

Quale giudice è competente se i lavori sono eseguiti all’estero?
La competenza spetta al giudice del luogo in cui i servizi sono stati materialmente prestati, indipendentemente da dove debba avvenire il pagamento.

Il regolamento UE si applica anche se la controparte è extra-UE?
Sì, la legge italiana sul diritto internazionale privato richiama i criteri dei regolamenti europei anche per soggetti domiciliati fuori dall’Unione Europea.

Si può scegliere un giudice diverso nel contratto?
Sì, le parti possono inserire una clausola di scelta del foro per stabilire preventivamente quale tribunale sarà competente in caso di controversie.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati