LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Giurisdizione giudice ordinario per extra budget

Una struttura sanitaria privata ha richiesto il pagamento per prestazioni erogate oltre il tetto di spesa concordato con l’ente sanitario pubblico. I tribunali di merito avevano negato la propria competenza, ritenendola del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha invece affermato la giurisdizione del giudice ordinario, chiarendo che quando la richiesta è di natura puramente patrimoniale (pagamento di un corrispettivo) e non contesta la validità degli atti amministrativi che fissano il budget, la competenza è del giudice civile.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Giurisdizione Giudice Ordinario: Il Diritto al Pagamento Extra Budget nel Settore Sanitario

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato una questione cruciale per le strutture sanitarie private accreditate: a chi spetta decidere sulle richieste di pagamento per prestazioni fornite oltre il budget concordato? La risposta, che conferma un orientamento consolidato, ribadisce la giurisdizione del giudice ordinario in queste materie, tracciando un confine netto con le competenze del giudice amministrativo.

I Fatti del Caso

Una struttura sanitaria privata si è rivolta al Tribunale per ottenere il pagamento di una somma considerevole da un’Azienda Sanitaria Regionale. Il credito derivava da prestazioni sanitarie erogate anni prima, che eccedevano il limite finanziario (il cosiddetto “tetto di spesa”) stabilito dalla convenzione con la Regione. La struttura sosteneva di essere stata costretta ad accettare pazienti in condizioni di urgenza, inviati dal servizio pubblico, trovandosi nell’impossibilità di rifiutare il ricovero.

Inizialmente, il Tribunale aveva emesso un decreto ingiuntivo a favore della clinica. Tuttavia, l’Azienda Sanitaria si è opposta, sollevando una questione di giurisdizione: a suo avviso, la controversia non doveva essere decisa da un giudice civile, ma da un giudice amministrativo. Sia il Tribunale di primo grado che la Corte d’Appello hanno accolto questa tesi, dichiarando il difetto di giurisdizione del giudice ordinario e revocando l’ordine di pagamento.

La Questione di Giurisdizione: Giudice Ordinario o Amministrativo?

Il cuore del problema legale risiede nella natura della controversia. L’Azienda Sanitaria sosteneva che, poiché la disputa verteva sull’interpretazione e sui limiti di una concessione di pubblico servizio e dei relativi tetti di spesa (atti di natura autoritativa), la competenza spettasse al giudice amministrativo. La struttura sanitaria, invece, ribatteva che la sua richiesta era semplice: ottenere il pagamento per un servizio reso. Si trattava, quindi, di una pretesa creditoria basata su un rapporto contrattuale, un diritto soggettivo da far valere davanti al giudice ordinario.

La Decisione della Corte di Cassazione e la giurisdizione del giudice ordinario

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della struttura sanitaria, cassando la sentenza d’appello e affermando con chiarezza la giurisdizione del giudice ordinario. La decisione si fonda su un principio consolidato, che distingue nettamente le controversie a contenuto puramente patrimoniale da quelle che investono l’esercizio del potere pubblico.

Le Motivazioni della Sentenza

La Corte ha spiegato che, quando una struttura accreditata agisce in giudizio per ottenere il pagamento del corrispettivo per le prestazioni sanitarie fornite, essa fa valere un diritto soggettivo di natura privatistica. La controversia è “contrassegnata da un contenuto meramente patrimoniale” e si articola secondo lo schema “obbligo-pretesa”.

L’eccezione sollevata dall’ente pubblico, relativa al superamento del tetto di spesa, non trasforma la natura della causa. Essa non amplia l’oggetto del contendere (il petitum) fino a includere una valutazione sulla legittimità degli atti amministrativi che fissano il budget. Al contrario, tale eccezione rappresenta una difesa nel merito, una questione che il giudice ordinario è pienamente competente a valutare per decidere se il pagamento sia dovuto o meno.

La giurisdizione si sposterebbe al giudice amministrativo solo se la struttura privata contestasse direttamente la legittimità dei provvedimenti che hanno fissato i tetti di spesa, chiedendone per esempio l’annullamento. Ma in questo caso, la domanda era unicamente volta a ottenere il pagamento, non a invalidare gli atti della Pubblica Amministrazione.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

La Corte di Cassazione ha quindi annullato la decisione impugnata e ha rinviato la causa al Tribunale di primo grado affinché proceda all’esame del merito della domanda. Questa ordinanza rafforza la tutela delle strutture sanitarie private, fornendo una guida chiara: le richieste di pagamento per prestazioni, anche se eccedenti i budget concordati, rientrano nella sfera del diritto civile e devono essere portate davanti al giudice ordinario. Ciò garantisce che la valutazione si concentri sull’esistenza e sull’esigibilità del credito, senza che le questioni procedurali sulla giurisdizione possano ostacolare l’accertamento dei diritti delle parti.

A quale giudice deve rivolgersi una struttura sanitaria privata per chiedere il pagamento di prestazioni fornite oltre il budget concordato con l’ente pubblico?
Deve rivolgersi al giudice ordinario, poiché la richiesta riguarda un diritto di credito di natura patrimoniale.

Perché la controversia sui pagamenti extra budget rientra nella giurisdizione del giudice ordinario?
Perché la domanda ha per oggetto unicamente il pagamento di un corrispettivo e non contesta la legittimità degli atti amministrativi con cui la Pubblica Amministrazione ha fissato i tetti di spesa. L’eccezione del superamento del budget è una questione di merito, non di giurisdizione.

In quali casi una controversia simile spetterebbe invece al giudice amministrativo?
Spetterebbe al giudice amministrativo se la struttura sanitaria, invece di limitarsi a chiedere il pagamento, contestasse direttamente la validità e la legittimità dei provvedimenti amministrativi che hanno stabilito i limiti di spesa, chiedendone l’annullamento.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati