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Giurisdizione giudice ordinario: la Cassazione decide

Un Comune ha richiesto a un’Agenzia Sanitaria il rimborso di quote per prestazioni socio-sanitarie. I giudici di merito avevano negato la giurisdizione del giudice ordinario. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando la giurisdizione del giudice ordinario poiché la controversia riguarda obbligazioni che nascono direttamente dalla legge e non da atti amministrativi discrezionali, delineando un principio chiave per la ripartizione delle competenze tra giurisdizioni.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Giurisdizione del Giudice Ordinario nelle liti tra Enti Pubblici: La Cassazione fa chiarezza

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un importante principio in materia di giurisdizione del giudice ordinario nelle controversie tra Pubbliche Amministrazioni. Il caso analizzato riguarda la ripartizione dei costi per prestazioni socio-sanitarie tra un Comune e un’Agenzia per la Tutela della Salute (ATS), un tema di grande rilevanza pratica per gli enti locali e il sistema sanitario. La decisione chiarisce che tali dispute, fondate su obbligazioni nascenti direttamente dalla legge, rientrano nella competenza del giudice civile e non di quello amministrativo.

I Fatti di Causa

Una cooperativa sociale otteneva un decreto ingiuntivo contro un Comune per il pagamento di rette relative all’assistenza di un cittadino disabile presso un centro diurno. Il Comune si opponeva al decreto e, ritenendo che una parte significativa dei costi (il 70%) fosse di competenza sanitaria, chiamava in causa l’Agenzia per la Tutela della Salute (ATS) per ottenerne il rimborso.

Sia il Tribunale in primo grado che la Corte d’Appello dichiaravano il difetto di giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda del Comune contro l’ATS. Secondo i giudici di merito, la controversia riguardava la legittimità di limiti di spesa stabiliti da provvedimenti amministrativi regionali, materia riservata alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il Comune, non condividendo questa interpretazione, ricorreva in Cassazione.

La questione della giurisdizione del giudice ordinario

Il punto centrale del ricorso del Comune verteva sulla violazione delle norme che regolano il riparto di giurisdizione. Il Comune sosteneva che la controversia non riguardava la legittimità di atti di programmazione sanitaria, ma un rapporto obbligatorio di natura patrimoniale tra due enti pubblici, le cui basi erano stabilite direttamente dalla normativa nazionale. In particolare, la legge prevede una suddivisione precisa dei costi per prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria: 70% a carico del fondo sanitario e 30% a carico del Comune.

Le motivazioni

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, cassando la sentenza d’appello e affermando la giurisdizione del giudice ordinario. Gli Ermellini hanno richiamato un consolidato orientamento delle Sezioni Unite, secondo cui le controversie tra pubbliche amministrazioni relative alla suddivisione dei costi assistenziali (sociali e sanitari) appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.

La motivazione risiede nel fatto che i presupposti delle obbligazioni a carico dei Comuni e delle Aziende Sanitarie sono stabiliti direttamente dalla legge. La controversia, quindi, non riguarda l’esercizio di poteri autoritativi o discrezionali della Pubblica Amministrazione, ma l’adempimento di un’obbligazione pecuniaria fondata su presupposti legali. Non si tratta di contestare un provvedimento amministrativo, ma di accertare l’esistenza e l’ammontare di un diritto di credito tra due enti. In definitiva, il rapporto dedotto in giudizio ha ad oggetto il corrispettivo per un’obbligazione determinata dalla legge, configurando una questione di diritti soggettivi.

Le conclusioni

Con questa ordinanza, la Suprema Corte riafferma un principio fondamentale: quando la lite tra due enti pubblici verte sulla ripartizione di oneri economici definiti dalla legge, la competenza è del giudice ordinario. La decisione ha importanti implicazioni pratiche, poiché indirizza correttamente i Comuni e le Aziende Sanitarie verso il foro competente per risolvere le loro dispute finanziarie, evitando che questioni di puro diritto patrimoniale vengano erroneamente devolute al giudice amministrativo. La causa è stata quindi rinviata al Tribunale, in diversa composizione, che dovrà finalmente esaminare il merito della domanda del Comune.

A chi spetta la giurisdizione nelle controversie tra Comuni e Agenzie Sanitarie sulla ripartizione dei costi socio-sanitari?
Secondo la Corte di Cassazione, la giurisdizione spetta al giudice ordinario.

Perché la giurisdizione in questi casi è del giudice ordinario e non di quello amministrativo?
La giurisdizione è del giudice ordinario perché la controversia riguarda obbligazioni patrimoniali i cui presupposti sono stabiliti direttamente dalla legge e non da provvedimenti amministrativi discrezionali. Si tratta quindi di una questione di diritti soggettivi e non di interessi legittimi.

Cosa accade dopo che la Cassazione ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario?
La Corte di Cassazione cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa al giudice di primo grado (in questo caso, il Tribunale), che dovrà decidere la controversia nel merito, attenendosi al principio di diritto stabilito sulla giurisdizione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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