LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Giurisdizione elenco ISTAT: Cassazione al bivio

Una società di gestione autostradale contesta la sua inclusione nell’elenco ISTAT delle amministrazioni pubbliche. La Corte dei conti afferma la propria giurisdizione esclusiva, disapplicando una norma nazionale in favore del diritto europeo. Il Ministero dell’Economia e l’ISTAT ricorrono in Cassazione, sostenendo un riparto di competenze con il giudice amministrativo. Le Sezioni Unite, data la complessità e il rilievo della questione sulla giurisdizione elenco ISTAT, rinviano la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Commerciale, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Giurisdizione Elenco ISTAT: La Cassazione Prende Tempo sul Conflitto tra Giudici

L’inclusione di una società nell’elenco delle pubbliche amministrazioni redatto dall’ISTAT può avere conseguenze economiche e gestionali significative. Ma chi decide se tale inclusione è legittima? La questione sulla giurisdizione elenco ISTAT è al centro di una complessa vicenda legale che vede contrapposti lo Stato e una grande società di infrastrutture, con il diritto dell’Unione Europea a fare da arbitro. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con una recente ordinanza interlocutoria, hanno segnalato l’importanza cruciale del caso, rinviando la decisione a una pubblica udienza.

I Fatti del Contenzioso

Tutto ha inizio quando una nota società di gestione autostradale viene inserita dall’ISTAT nell’elenco delle “Altre amministrazioni locali”. Questa classificazione comporta l’applicazione di severe normative nazionali sul contenimento della spesa pubblica. La società, ritenendosi un operatore di mercato a tutti gli effetti, ha impugnato il provvedimento dinanzi alla Corte dei conti.

Le sue argomentazioni erano duplici: da un lato, contestava la carenza dei presupposti sostanziali per essere qualificata come “amministrazione pubblica” secondo i criteri europei (SEC 2010), come l’assenza di un controllo pubblico determinante e il fatto di operare in un regime di mercato; dall’altro, lamentava la violazione delle regole del giusto procedimento amministrativo da parte dell’ISTAT.

La Decisione della Corte dei Conti e la Questione della Giurisdizione Elenco ISTAT

La Corte dei conti, investita della questione, ha compiuto un passo decisivo. Invece di limitarsi a valutare gli effetti dell’iscrizione ai soli fini della spending review, come previsto da una recente norma nazionale (l’art. 23-quater del D.L. 137/2020), ha affermato la propria giurisdizione piena ed esclusiva su tutta la controversia.

Per farlo, ha disapplicato la norma nazionale limitativa, ritenendola in contrasto con i principi del diritto dell’Unione Europea, come interpretati da una sentenza della Corte di Giustizia UE in un caso analogo. Secondo i giudici contabili, frazionare la tutela giurisdizionale tra la Corte dei conti (per la spending review) e il giudice amministrativo (per tutti gli altri effetti, inclusi quelli europei) violerebbe il principio di effettività della tutela e di “autosufficienza del ricorso”, costringendo il cittadino a un doppio, e potenzialmente contraddittorio, percorso giudiziario.

L’Appello in Cassazione e i Dubbi sul Riparto

Il Ministero dell’Economia e l’ISTAT hanno impugnato questa decisione dinanzi alla Corte di Cassazione, sollevando un conflitto di giurisdizione. Secondo le amministrazioni ricorrenti, la legge è chiara: la competenza della Corte dei conti è limitata ai profili di spesa pubblica interna. Per ogni altra questione, inclusa la validità dell’atto di inserimento nell’elenco e i suoi effetti a livello europeo, la giurisdizione apparterrebbe al giudice amministrativo.

Le Motivazioni della Scelta della Cassazione

Le Sezioni Unite, con l’ordinanza interlocutoria in esame, non hanno ancora risolto la disputa. Hanno però riconosciuto l’enorme portata della questione. La decisione su chi debba giudicare questi casi ha un “particolare importanza e rilievo nomofilattico”, ovvero è fondamentale per garantire un’interpretazione uniforme della legge su tutto il territorio nazionale.

La Corte ha sottolineato che il nodo da sciogliere riguarda l’equilibrio tra l’autonomia procedurale dello Stato italiano e la necessità di assicurare un controllo giurisdizionale pieno, effettivo e non derogabile, come imposto dal diritto dell’Unione Europea. La questione tocca il cuore del sistema di tutela dei diritti, poiché si tratta di stabilire se un soggetto possa ottenere giustizia con un unico ricorso o se debba navigare tra le competenze di giudici diversi per la stessa vicenda.

Le Conclusioni (Provvisorie)

La scelta di rinviare la causa a una pubblica udienza segnala che la Corte di Cassazione intende esaminare la questione con la massima attenzione. La decisione finale sulla giurisdizione elenco ISTAT avrà implicazioni profonde non solo per la società coinvolta, ma per tutte le entità a partecipazione pubblica che si trovano al confine tra mercato e settore pubblico. Sarà un verdetto cruciale per definire i confini tra le diverse giurisdizioni italiane e il loro rapporto con gli imperativi del diritto europeo.

Qual è l’oggetto principale della controversia?
La disputa riguarda quale giudice — la Corte dei conti o il giudice amministrativo — abbia l’autorità (giurisdizione) per decidere sulla legittimità dell’inclusione di una società nell’elenco ISTAT delle amministrazioni pubbliche, e con quali poteri (solo accertamento o anche annullamento dell’atto).

Perché la Corte dei conti ha ritenuto di avere piena giurisdizione?
La Corte dei conti, basandosi su una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha disapplicato una legge nazionale che limitava i suoi poteri. Ha affermato la propria giurisdizione piena ed esclusiva per garantire una tutela giudiziaria effettiva, sostenendo che dividere la causa tra più giudici violerebbe il principio di “autosufficienza del ricorso” richiesto dal diritto europeo.

Cosa ha deciso la Corte di Cassazione con questa ordinanza?
La Corte di Cassazione non ha ancora deciso nel merito la questione della giurisdizione. Riconoscendo l’eccezionale importanza e complessità della materia, anche in relazione al diritto dell’Unione Europea, ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza per una trattazione più approfondita, posticipando così la decisione finale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati