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Giurisdizione: danni da interferenze TV alla PA

Una società titolare di frequenze televisive ha citato in giudizio un Ministero per ottenere il risarcimento dei danni causati da interferenze di segnale. Il danno sarebbe derivato dalla concessione della medesima frequenza a un terzo soggetto, in violazione dei doveri di correttezza e buona fede contrattuale. Mentre i giudici di merito avevano dichiarato il difetto di giurisdizione a favore del giudice amministrativo, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul fatto che la controversia riguarda la fase esecutiva del rapporto concessorio e la tutela di diritti soggettivi, non l’esercizio di poteri autoritativi della Pubblica Amministrazione.

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Pubblicato il 1 aprile 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Giurisdizione e risarcimento danni nelle concessioni pubbliche

La determinazione della giurisdizione rappresenta uno dei nodi cruciali nel contenzioso tra privati e Pubblica Amministrazione, specialmente quando si discute di risarcimento danni in settori tecnici come quello delle comunicazioni elettroniche. Una recente ordinanza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha chiarito i confini tra giudice ordinario e amministrativo in merito alle interferenze sulle frequenze televisive.

Il caso delle interferenze televisive

La vicenda trae origine dalla richiesta di risarcimento danni avanzata da una società televisiva contro un Ministero. La ricorrente lamentava che l’Amministrazione, dopo averle assegnato l’uso di una determinata frequenza, avesse concesso lo stesso canale a un’altra emittente. Tale condotta aveva generato interferenze tali da impedire la visione dei programmi, configurando una violazione dei principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del rapporto.

La questione della giurisdizione nel merito

In primo e secondo grado, i giudici avevano declinato la propria competenza, ritenendo che la materia rientrasse nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Secondo tale visione, la controversia riguardava l’esercizio di poteri discrezionali della PA nell’assegnazione delle frequenze, riconducendo la posizione del privato a un mero interesse legittimo.

Il criterio del petitum sostanziale

Le Sezioni Unite hanno ribaltato questo orientamento applicando il criterio del “petitum sostanziale”. Per determinare chi debba giudicare, non bisogna guardare solo alla forma della domanda, ma alla reale natura della posizione giuridica protetta. Se la contestazione riguarda l’inadempimento di obblighi derivanti da un rapporto già instaurato (fase esecutiva), la tutela ricade sotto il giudice ordinario.

Le motivazioni

La Corte ha spiegato che la giurisdizione del giudice ordinario sussiste ogniqualvolta la controversia verta su diritti e obblighi nati dal provvedimento concessorio ormai perfezionato. Nel caso di specie, la società non contestava la legittimità del provvedimento di assegnazione in sé, ma il comportamento omissivo e negligente del Ministero che, nella fase di esecuzione del contratto, non aveva garantito il pacifico godimento della frequenza. Poiché l’azione mirava all’accertamento di un inadempimento contrattuale basato sugli artt. 1175 e 1375 del Codice Civile, non veniva in rilievo l’esercizio di un potere pubblico autoritativo, rendendo irrilevante l’applicazione delle norme sul processo amministrativo.

Le conclusioni

In conclusione, le Sezioni Unite hanno affermato che le liti relative alla fase esecutiva di una concessione di servizio, successive all’aggiudicazione, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario. Spetta a quest’ultimo indagare sugli adempimenti e sugli effetti del rapporto, valutando se la PA abbia agito con la diligenza e la correttezza richieste a ogni contraente privato. Questa decisione rafforza la tutela del concessionario, garantendo che i danni derivanti da una cattiva gestione del rapporto da parte dello Stato possano essere accertati dinanzi al giudice civile, focalizzato sulla protezione dei diritti soggettivi e sul ristoro del pregiudizio economico subito.

Quale giudice decide sui danni causati dalla PA dopo l’assegnazione di una concessione?
La competenza spetta al giudice ordinario se il danno deriva da un inadempimento degli obblighi contrattuali o dalla violazione dei doveri di correttezza durante l’esecuzione del rapporto.

Cosa si intende per petitum sostanziale nella scelta del giudice?
Si tratta di un criterio che identifica il giudice competente analizzando l’intrinseca natura della posizione giuridica fatta valere e i fatti allegati, oltre la forma della richiesta.

Perché le interferenze di frequenza non sono sempre di competenza del giudice amministrativo?
Perché se il problema nasce da una cattiva gestione del rapporto già esistente e non dalla contestazione di un nuovo atto autoritativo, si discute di diritti soggettivi e non di interessi legittimi.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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