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Gara a doppio oggetto: risarcimento danni davanti al giudice civile

Una Società Mista ha citato in giudizio un Ente Pubblico per ottenere il risarcimento dei danni causati dal mancato affidamento di alcuni servizi. L’assegnazione di tali servizi era prevista all’interno di una gara a doppio oggetto finalizzata alla selezione del socio privato e alla contestuale attribuzione delle attività. Sia il Tribunale ordinario che il TAR si sono dichiarati privi di giurisdizione, sollevando un conflitto negativo. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto la questione dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha stabilito che, una volta conclusa la selezione del socio privato e cedute le quote societarie, la fase pubblicistica si esaurisce. I comportamenti successivi dell’amministrazione rientrano nell’esercizio di poteri privatistici, con la conseguenza che ogni controversia sull’adempimento contrattuale spetta al giudice civile.

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Pubblicato il 21 luglio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Unite Num. 11257 Anno 2022 (Cass. civ. sez. unite n. 11257/2022)

La giurisdizione nelle controversie sulle società miste

Quando un ente pubblico decide di collaborare con i privati, spesso utilizza lo strumento della gara a doppio oggetto. Questa particolare procedura consente di selezionare un socio privato e, nello stesso tempo, di affidargli la gestione di un servizio pubblico. Può accadere che, dopo la gara e la vendita delle quote societarie, l’ente pubblico non assegni i servizi promessi. In questo caso sorge il problema di individuare il giudice corretto tra il giudice ordinario (il tribunale civile) e il giudice amministrativo (il TAR). Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito questo dubbio con una importante decisione, stabilendo regole precise per il riparto della giurisdizione (il potere di decidere una causa).

Il caso concreto e il conflitto tra i giudici

Una Società Mista, originariamente controllata interamente da un Ente Pubblico, ha avviato una causa contro l’ente stesso. La Società Mista chiedeva il risarcimento dei danni per il mancato affidamento di alcuni servizi. Questi servizi dovevano essere assegnati dopo una procedura di selezione del socio privato. Il Tribunale ordinario ha inizialmente rifiutato di decidere la causa, ritenendo che la questione spettasse al TAR. Successivamente, anche il TAR ha rifiutato la competenza, sollevando un conflitto negativo di giurisdizione davanti alla Corte di Cassazione. Il TAR ha sostenuto che la fase pubblica della gara si era ormai conclusa con la vendita delle quote societarie. Di conseguenza, il mancato affidamento dei servizi costituiva un semplice inadempimento contrattuale di natura privata.

Come funziona la gara a doppio oggetto

La gara a doppio oggetto rappresenta un modello particolare di partenariato pubblico-privato (collaborazione strategica tra Stato e privati). L’amministrazione pubblica seleziona un partner privato che acquista una quota della società, la quale non può essere inferiore al trenta per cento. Contemporaneamente, la stessa gara definisce l’affidamento del contratto di appalto o di concessione per i servizi. Questa complessa procedura unisce in un unico momento la nascita della società mista e l’assegnazione del lavoro. I documenti di gara contengono già lo statuto della società e gli elementi essenziali del contratto di servizio. La selezione del socio privato è quindi direttamente funzionale all’affidamento del servizio stesso, riducendo i tempi burocratici.

Le motivazioni della sentenza sulla gara a doppio oggetto

I giudici della Cassazione hanno accolto la tesi del TAR, dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha spiegato che la gara a doppio oggetto ha un unico scopo iniziale, ovvero l’individuazione del socio privato. Una volta che la selezione si è conclusa e le quote societarie sono state effettivamente cedute, la fase pubblica e amministrativa termina definitivamente. Da quel momento in poi, i rapporti tra l’ente pubblico e la società mista sono regolati esclusivamente dal diritto privato comune. L’amministrazione non esercita più poteri autoritativi (poteri di supremazia pubblica), ma agisce come un comune soggetto privato. Il mancato affidamento dei servizi promessi rappresenta quindi una violazione degli accordi contrattuali o precontrattuali già perfezionati. Questa condotta rientra nell’ambito della responsabilità civile ordinaria, che spetta alla cognizione del tribunale civile.

Le conclusioni sul riparto di giurisdizione

Questa decisione stabilisce un confine chiaro per le imprese e le pubbliche amministrazioni coinvolte in queste procedure. Nelle procedure complesse come la gara a doppio oggetto, la tutela delle aziende private si sposta davanti al giudice civile non appena si perfeziona l’ingresso del socio nella compagine societaria. La fase preliminare di scelta del contraente resta sotto il controllo del giudice amministrativo. Al contrario, tutte le contestazioni successive sulla gestione del rapporto e sull’effettiva assegnazione dei servizi appartengono al giudice ordinario. La Società Mista ha quindi il diritto di vedere giudicata la propria richiesta di risarcimento danni davanti al tribunale civile, ottenendo una risposta chiara sulla responsabilità dell’ente pubblico.

Quale giudice decide sul mancato affidamento dei servizi dopo la selezione del socio privato?
Decide il giudice ordinario, poiché una volta conclusa la selezione del socio e cedute le quote, la fase pubblica termina e i rapporti diventano di natura privatistica.

Cosa si intende per gara a doppio oggetto?
Si tratta di una procedura pubblica unica che serve sia a scegliere il socio privato di una società mista sia ad affidare alla stessa società la gestione di un servizio.

Quando finisce la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in queste procedure?
La giurisdizione del giudice amministrativo termina nel momento in cui si conclude la selezione del socio privato e si perfeziona la cessione delle quote societarie.

Termini giuridici

Giurisdizione
Il potere e l'autorità riconosciuti dalla legge a un determinato giudice di decidere una specifica causa.
Regolamento di giurisdizione
Strumento processuale con cui si chiede alla Corte di Cassazione di stabilire in via definitiva se una causa spetti al giudice ordinario o a quello amministrativo.
Società in house
Società interamente controllata da un ente pubblico che svolge la propria attività quasi esclusivamente a favore dell'ente controllante.
Petitum sostanziale
L'oggetto reale e il contenuto effettivo della richiesta che un soggetto presenta davanti al giudice.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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